sabato 29 agosto 2009

Intervento del Capogruppo PRC-PDCI sulla crisi economica

Pubblichiamo di seguito il testo integrale dell'intervento del Capogruppo PRC-PDCI in occasione della presentazione al Consiglio Comunale di Castel Maggiore dell'Ordine del Giorno per contrastare la crisi economica.

Come maggioranza di questo Consiglio Comunale abbiamo voluto presentare questo Ordine del Giorno perché, diversamente da quello che ci vuol far credere il nostro Presidente del Consiglio e i suoi Ministri, la crisi purtroppo è un fatto reale, la sua fine non ancora certa ma sicuramente non vicina.

Noi non pensiamo che la crisi sia un fatto psicologico da curare con una visione e una conduzione più ottimistica della vita.

La crisi c’è.

Lo dice l’agenzia dell’Istat che si occupa di stimare la forza lavoro sul territorio nazionale che ha confermato la crescente disoccupazione. Affermazione che non è andata a genio al Ministro dell’economia Tremonti che ha ridicolizzato pubblicamente l’Istat perché i dati della statistica ufficiale mostrano il drammatico fallimento delle politiche economiche di questo Governo.

Le risposte del Governo non ci sono e quelle messe in atto sono inefficaci.

Proprio in questi giorni il Parlamento sta approvando il decreto anticrisi. Un decreto che tra l’altro affronta la crisi rimettendo le tasse ai terremotati dell’Abruzzo, aumenta l’età pensionistica delle donne e che, includendo il famigerato scudo fiscale, fa uno sconto a evasori fiscali, spacciatori di droga e trafficanti di armi che vogliano far rientrare in Italia i capitali guadagnati illecitamente.

Abbiamo presentato questo odg perché abbiamo ben presente che la crisi economica sta coinvolgendo in modo crescente anche l’economia del nostro territorio con ricadute sui livelli occupazionali tali da determinare situazioni di grave disagio socio-economico nelle famiglie coinvolte.

Nell’odg si cita infatti il caso della Georg Fisher, ma tante altre aziende storiche del nostro territorio hanno già vissuto momenti di crisi in maniera diversa: per citarne alcune, Castellini e Owens Illinois, la ex Vetrosilex.

Pur considerando i pesanti tagli di risorse alle autonomie locali e le regole del patto di stabilità che hanno indebolito i Comuni, come maggioranza chiediamo continuità di azione e di intervento, in relazione al mandato precedente, al Sindaco e alla nuova Giunta sul tema della crisi, perché essa sia assunta come priorità in questo momento.

Una continuità che vada nella direzione di provvedimenti già approvati nel mandato precedente, come quello del protocollo d’intesa sulle misure straordinarie a favore delle famiglie per contrastare l’attuale crisi economica con cui il Comune di Castel Maggiore insieme agli altri Comuni della Pianura Est si è impegnato nei confronti delle famiglie colpite dalla crisi, con il duplice scopo di dare sostegno al reddito e promuovere l’autonomia, favorendo la riqualificazione professionale e l’occupabilità attraverso la concessione di agevolazioni tariffarie per i servizi gestiti direttamente dai Comuni e/o in convenzione dalle ASP (Aziende servizi alla persona) ed altri soggetti gestori per i servizi sociali, socio-sanitari, educativi, rivolti agli anziani e disabili ed altri servizi. Ma anche attraverso Progetti individualizzati a sostegno del reddito e per lo sviluppo dell’autonomia, come l'attivazione di tirocini formativi e di orientamento presso aziende private, cooperative sociali, ASP, Amministrazioni Comunali. O ancora, potenziando i servizi già attivi con Microbo per la concessione di prestiti d’emergenza e di microcredito.

Una continuità che auspichiamo si confermi e si valorizzi ancora di più in un impegno ad attenuare le tante difficoltà dei cittadini che si trovano ad affrontare contestualmente il rincaro della vita quotidiana e la difficoltà a trovare servizi a costi contenuti, un impegno a non diminuire la spesa per i servizi di welfare rispetto agli anni passati, prevedendo se necessario la riduzione della spesa corrente, senza toccare i Servizi alla Persona, intervenendo laddove sempre maggiore si manifesta e si palesa la latitanza dello Stato.

Siamo sicuri che questa sfida di responsabilità che i cittadini hanno affidato sarà vinta, volutamente vinta, dalla nostra Amministrazione.

Gianluca Ruotolo

Capogruppo PRC - PDCI Castel Maggiore


Nasce la Federazione della sinistra di alternativa

Pubblichiamo di seguito il testo dell'appello con cui sabato 18 luglio 2009 è stata convocata la prima assemblea nazionale della Federazione della sinistra di alternativa. Nei prossimi mesi la discussione e la costituzione di questo nuovo spazio politico proseguiranno anche nei territori, Castel Maggiore compresa. Rimanete connessi!

Per un nuovo inizio:
costruiamo insieme la Federazione della sinistra di alternativa

Cari compagni e compagne,

la crisi sta mostrando una volta di più il volto distruttivo del capitalismo e delle politiche liberiste. Parimenti mostra il fallimento delle politiche socialdemocratiche in tutta Europa e del centrosinistra in Italia.

Nella debolezza dell’opposizione e della sinistra, la crisi sociale si impasta con la crisi della politica, producendo guerre tra i poveri che si esprimono in separatezza dalla politica, in astensione, quando non in consenso alle destre razziste.

Abbiamo quindi dinnanzi un compito tanto grande quanto necessario, quello di costruire una efficace opposizione sociale, politica e culturale, in grado di proporre e rendere credibile una uscita da sinistra dalla crisi, lungo una strada contrapposta alle ricette della destra e alternativa al liberismo temperato proposto dal centrosinistra.

A tal fine è assolutamente necessario costruire un punto di riferimento politico della sinistra di alternativa, che abbia massa critica e programmi tali da risultare credibile per tutti coloro che stanno subendo e pagando la crisi e che si ponga l’obiettivo di aggregare tutte le forze politiche, sociali, culturali e morali che come noi sentono questa urgenza.

Riteniamo che gli elementi fondanti di questo processo di aggregazione siano principalmente quattro:

In primo luogo una rinnovata critica al capitalismo globalizzato e alla sua tendenza alla mercificazione di ogni cosa e relazione sociale. Occorre rimettere al centro la lotta contro lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici che in questi decenni ha assunto caratteristiche barbariche e completamente inaccettabili: dalla disoccupazione strutturale nel mezzogiorno alla precarizzazione del lavoro alla sistematica compressione salariale il lavoro è tornato ad essere pura merce, variabile dipendente di un sistema che ha glorificato il profitto. Vogliamo ripartire dal lavoro nella piena consapevolezza che la lotta contro lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo o si connette strettamente alla lotta dello sfruttamento dell’uomo sulla donna, dell’uomo sulla natura oppure è incapace di proporre una uscita dallo stato di cose presente. Per questo per noi la lotta per la liberazione del lavoro si deve connettere alla lotta contro la distruzione dell’ambiente, per i beni pubblici a partire dall’acqua e lo sviluppo di un consumo critico, alla lotta contro il sessismo e il patriarcato, per l’autodeterminazione degli individui e delle comunità. Questa critica radicale agli assetti capitalistici implica una battaglia rigorosa per mantenere scuola, istruzione, conoscenza, ricerca e in generale i saperi al riparo dalla privatizzazione e dalla mercificazione:la lotta per la scuola pubblica è dunque prioritaria.

In secondo luogo una forte opposizione al sistema bipolare che rappresenta la forma istituzionale con cui il pensiero unico ha cercato di sancire l’espulsione del tema dell’alternativa dalla politica. La battaglia contro il bipolarismo, che tende a produrre l'impermeabilità delle istituzioni nei confronti del conflitto, una alternanza tra simili e che nel concreto del caso italiano è il contesto in cui è nato e cresciuto il berlusconismo, è per noi un punto centrale. La costruzione di un movimento di massa per una uscita da sinistra dalla crisi ha quindi nella battaglia per il proporzionale, contro ogni tendenza autoritaria, contro le mafie e i loro intrecci con la politica, il suo corrispettivo sul piano istituzionale.

In terzo luogo noi riteniamo che questo polo della sinistra di alternativa non possa essere costruito solo tra le forze politiche oggi esistenti ma debba coinvolgere a pieno titolo tutte le esperienze di sinistra che si muovono al di fuori dei partiti. In questi anni larga parte di chi si è battuto a sinistra lo ha fatto al di fuori dei partiti e la possibilità di costruire una sinistra di alternativa degna di questo nome è possibile solo dentro una rinnovata critica della politica che veda una interlocuzione paritaria tra tutti i soggetti coinvolti.

In quarto luogo noi pensiamo che la sinistra di alternativa sia pienamente nel solco della storia del movimento operaio, del movimento socialista e comunista, del movimento femminista, GLBTQ e dei diritti civili, delle lotte ambientaliste, per la giustizia e la solidarietà, del movimento altermondialista. Nella lotta per la giustizia e la libertà delle generazioni che ci hanno preceduto, combattuta sotto le insegne delle bandiere rosse, della falce e del martello, noi riconosciamo la nostra storia e questa storia deve proseguire a partire da una rifondazione delle pratiche, delle teorie, delle forme organizzative.

La proposta che avanziamo trova la sua collocazione politica naturale nel contesto di tutte le forze della sinistra europea che si collocano a sinistra delle socialdemocrazie e che hanno ottenuto significativi consensi nelle ultime elezioni europee, come in Francia, Germania, Grecia, Portogallo, Olanda e nei paesi nordici.

In Italia la costruzione di un polo della sinistra di alternativa si rivela difficile sia per le divisioni a sinistra, e per il rischio che esse si vengano ora cristallizzando, sia per la volontà delle forze politiche rappresentate in parlamento di imporre un sistema bipolare chiuso, attraverso meccanismi istituzionali (clausole di sbarramento a tutti i livelli, discriminazione dell’accesso al servizio televisivo e al finanziamento pubblico), che aggravano ulteriormente gli effetti di leggi elettorali che contrastano con il principio del pluralismo rappresentativo e con la garanzia del pari diritto dei cittadini alla partecipazione politica. Alla costruzione di un sistema bloccato, che assume i caratteri di un nuovo regime, Pd e IdV hanno mostrato di voler concorrere non meno dei partiti di centrodestra.

E’ necessario dunque un vero e proprio salto di qualità dell’iniziativa politica, ideale e sociale della sinistra di alternativa.

Proponiamo pertanto di dar vita a una Federazione unitaria che comprenda – oltre alle forze che hanno dato vita alla lista anticapitalista e comunista – tutti i soggetti politici, i movimenti e le persone che avvertono l’urgenza di affrontare insieme i compiti che ci sono davanti e che abbiamo prima indicato nelle linee generali.

Riteniamo indispensabile che la Federazione che proponiamo introduca profonde innovazioni nel modo di fare politica, a partire dai rapporti tra incarichi politici e incarichi istituzionali, per ricostruire una nuova etica pubblica, per consentire l’effettiva partecipazione di tutti gli aderenti alle decisioni e per ridare centralità alla pratica sociale.

Vogliamo discutere nel modo più diffuso e aperto della nostra proposta unitaria e a tal fine proponiamo quindi di vederci il 18 luglio alle ore 9,30 a Roma al Centro Congressi di via Frentani.

Paolo Ferrero, Oliviero Diliberto, Cesare Salvi, Vittorio Agnoletto, Margherita Hack, Lidia Menapace,Bruno Amoroso, Elio Bonfanti, Nicoletta Bracci, Buccellato Benedetta, Elena Canali, Valerio Evangelisti,Barbara Fois, Heidi Giuliani, Ibrahima Niane, Rita Lavaggi, Maria Rita Lodi, Maria Rosaria Marella, Nicola Nicolosi, Omar Sheikh Esahaq, Gian Paolo Patta, Tonino Perna, Saleh Bassam, Raffaele K. Salinari, Laura Stochino, Ermanno Testa, Vauro, Mario Vegetti, Massimo Villone.

mercoledì 12 agosto 2009

OdG sulla crisi economica

Di seguito il testo di un Ordine del Giorno, proposto in prima battuta dal Gruppo consiliare Prc-Pdci e poi condiviso e presentato da tutta la maggioranza, approvato dal Consiglio Comunale di Castel Maggiore nella seduta di mercoledì 29 luglio.

ORDINE DEL GIORNO

Presentato dai Gruppi Consiliari “PD” – “IDV” – “PRC-PDCI”

In merito al perdurare della crisi economica e al preoccupante
aumento della disoccupazione

Il Consiglio Comunale di Castel Maggiore,

preoccupato per il perdurare della crisi economica (il bollettino della Banca d'Italia del
mese di luglio prevede per la fine del 2009 una caduta del 5,2% del PIL, un aumento della
disoccupazione in tutti i Paesi europei e in particolare in Italia un preoccupante
deterioramento del mercato del lavoro, nonché il persistere di una evidente tendenza alla
contrazione dei consumi, riflesso dell'incertezza sulle prospettive occupazionali);

allarmato dall'atteggiamento del Governo che tende a minimizzare e negare il problema,
ponendo in campo misure inadeguate a tutelare le fasce più deboli e maggiormente colpite;

attento alle decine e decine di lavoratori del proprio Comune che si trovano in cassa
integrazione o in mobilità e ai precari che hanno perso il proprio lavoro e che risultano
privi di qualunque ammortizzatore sociale (anche nel nostro territorio la crisi colpisce
duramente, come ci ricorda il recente caso della chiusura della Georg Fisher, riguardo al
quale l’intervento degli enti Locali Provincia di Bologna, il Comune di Castel Maggiore ed il
Comune di Granarolo hanno consentito di concordare una soluzione che garantirà gli
ammortizzatori sociali per i lavoratori)

sicuro della particolare attenzione che il Sindaco e la Giunta ripongono nei confronti di
tali problemi, considerando l'impegno già dimostrato nel corso del precedente mandato,

in occasione della seduta odierna chiede

che nell'azione dell'amministrazione di Castel Maggiore si continui ad assumere come
prioritario il contrasto alla crisi, applicando gli strumenti già a disposizione e le misure
previste dal Programma di coalizione volte ad alleviare le sofferenze per i cassintegrati, le
persone in mobilità ed i disoccupati.

Il Consiglio Comunale, inoltre, alla ripresa dei lavori autunnali si impegna ad
affrontare specificamente tali problemi con tutti gli strumenti previsti dallo Statuto
(organizzazione di un Consiglio aperto sulla crisi con la presenza di lavoratori e loro
rappresentanze sindacali).

OdG sugli Esteri

Di seguito il testo di un Ordine del Giorno, proposto in prima battuta dal Gruppo consiliare Prc-Pdci e poi condiviso e presentato da tutta la maggioranza, approvato dal Consiglio Comunale di Castel Maggiore nella seduta di mercoledì 29 luglio.

ORDINE DEL GIORNO

Presentato dai Gruppi Consiliari “PD” – “IDV” – “PRC-PDCI”

In merito alle recenti notizie riguardanti le violente repressioni verso la
popolazione civile in Iran, Honduras e nella Cina occidentale.

Il Consiglio Comunale di Castel Maggiore,

allarmato per le notizie provenienti dall’Iran riguardanti le manifestazioni popolari di
protesta contro i risultati elettorali;

allarmato per le notizie provenienti dall'Honduras a seguito del colpo di Stato militare
che ha deposto il legittimo presidente Zelaya, che fanno sprofondare il paese ai momenti
bui delle sanguinose dittature sudamericane degli anni '70;

allarmato per la violenta repressione dell’esercito cinese nei confronti della minoranza
etnica uighura nello Xinjiang, in Cina occidentale, che manifestava per chiedere
un’indagine sull'assassinio di due cittadini uighuri, avvenuto alcuni giorni prima nel Sud
della Cina durante gli scontri tra operai cinesi e la minoranza.

esprime forte condanna verso la repressione brutale ai danni della popolazione civile, che
ha manifestato pacificamente a favore della libertà e della democrazia.

Il Consiglio Comunale di Castel Maggiore, solidale con i popoli che lottano per la libertà e
la democrazia, si associa pertanto allo sdegno della Comunità internazionale e chiede che il
Governo italiano trasmetta alle autorità iraniane e dell'Honduras e cinesi la ferma
condanna della violenza in atto e agisca in tutte le sedi europee e internazionali a sostegno
della libertà, della legalità internazionale e dei diritti di questi popoli.

Ricordando ora questi avvenimenti, geograficamente così lontani da noi, il Consiglio
Comunale di Castel Maggiore intende evitare il rischio che, col passare del tempo e con il
minor spazio dedicato dai media a tali questioni, ci si possa dimenticare di tali atti di
violenza;

intende affermare che è inaccettabile, per chi ha una coscienza democratica, che il diritto di
espressione e di critica siano così duramente e violentemente repressi e invita a vigilare e a
mobilitarsi affinché anche nel nostro Paese il Governo assicuri il pieno diritto a qualsiasi
manifestazione democratica del dissenso.