martedì 29 dicembre 2009

Una proposta di laicità

Come Gruppo Consiliare Prc-Pdci e come Circolo Prc "Carlo Giuliani" aderiamo convintamente alla proposta dell'Associazione "Luca Coscioni" di istituire anche a Castel Maggiore (come già deliberato dal Comune di Bologna) un registro pubblico dei testamenti biologici.

Per questo invitiamo tutte e tutti le/i cittadine/i che hanno a cuore la laicità, la ricerca e la libertà di scelta a partecipare all'incontro di presentazione dell'iniziativa che si terrà

giovedì 7 gennaio 2010 alle ore 18.30 presso la Saletta delle Commissioni Consiliari,

al primo piano del Municipio di Piazza Amendola.

Per iniziare l'anno nuovo con il piede giusto non potete proprio mancare!

sabato 26 dicembre 2009

Auguri di buone feste!

Il Circolo PRC "Carlo Giuliani" di Castel Maggiore augura buone feste a tutte e tutti!

giovedì 24 dicembre 2009

Federazione della Sinistra: si parte!

Dopo la riuscita manifestazione al Brancaccio del 5 dicembre scorso, dove i quattro soggetti promotori (Prc, Pdci, Socialismo 2000 e Associazione Lavoro e Solidarietà) hanno dato l'avvio alla fase costituente, la Federazione della Sinistra muove i primi passi. Nei giorni scorsi, infatti, si sono tenute le prime due riunioni degli organismi che ci guideranno fino al congresso costitutivo che si terrà alla fine del 2010: il Consiglio Nazionale e il Coordinamento Nazionale. Come bussola politica e organizzativa occorre partire dai due testi che la Federazione ha assunto: il Manifesto politico e lo Statuto provvisorio, entrambi scaricabili dal sito di Rifondazione Comunista (www.rifondazione.it).

Nel frattempo la Federazione prende il via anche in Emilia-Romagna con la campagna "Il lavoro mobilita", una raccolta di firme per quattro proposte di legge di iniziativa popolare per il blocco dei licenziamenti, il reddito sociale garantito, l'estensione universale degli ammortizzatori sociali e garanzie contro il rischio da delocalizzazioni produttive e manovre urbanistiche speculative. A breve sarà operativo il sito regionale della Federazione dove potrete trovare tutti i materiali.

Approvato in Consiglio il bilancio di previsione 2010

Presentato in Consiglio Comunale il bilancio di previsione 2010-2012: l’Assessore ai Servizi finanziari, contabili e del patrimonio Federico Palma (Prc-Pdci) sottolinea che “questo bilancio arriva in un momento difficilissimo per la congiuntura economica in generale e per la situazione finanziaria degli Enti locali in particolare. È evidente che, in un contesto di crisi economica e sociale, i Comuni sarebbero ben lieti di poter dare risposte concrete alle richieste di lavoratori e imprese, ma sono nei fatti impossibilitati a farlo. Le tre cause principali che concorrono a determinare questa situazione sono la riduzione continua dei trasferimenti (anche il 2010 confermerà un trend di tagli sui trasferimenti dallo Stato che per noi si attesta al 3%), l’attacco all'autonomia finanziaria dei Comuni (privati della benché minima autonomia impositiva), i vincoli del Patto di stabilità (che ci impone di tenere fermi in cassa 3,5 milioni di euro già impegnati ma bloccati, con il risultato di negare ossigeno necessario alle imprese fornitrici e di conseguenza ai lavoratori e alle famiglie che sono dietro ognuna e ognuno di loro)”.

Per quanto riguarda il piano investimenti 2010, vengono finanziate opere pubbliche per un valore di oltre 5 milioni di euro, portando a compimento o realizzando importanti tasselli della Città del futuro: su tutti la nuova scuola materna nel comparto 4M e il sottopasso ciclo-pedonale di via Chiesa. Per consentire il ripristino e l'assegnazione in tempi brevi degli alloggi ERP vengono stanziati 300.000€, mentre 700.000 andranno nella manutenzione della viabilità comunale. Gli investimenti sulle nuove tecnologie prevedono l'installazione di due nuove postazioni hot-spot a Trebbo di Reno e presso la Biblioteca comunale, che andranno ad affiancarsi a quelle da poco operative nelle due piazze del Capoluogo. Un intervento di manutenzione straordinaria per 135.000 euro consentirà di ripristinare e mettere a bando il Centro di seconda accoglienza di via Bondanello. E questo solo per citare le voci che pesano di più da un punto di vista economico.

Sul piano dell'accesso ai servizi a domanda individuale è importante mettere in evidenza come, a fronte di entrate in calo - soprattutto sul fronte dei trasferimenti, e di spese in aumento -in conseguenza del costo del lavoro e dell'adeguamento ISTAT dei servizi gestiti in appalto, la scelta di mantenere invariate le tariffe limitandosi allo 0,1% dell'ISTAT sia una decisione tutta politica volta a garantire alle nostre cittadine e ai cittadini un accesso davvero universalistico ai servizi. Questa decisione ovviamente non è scevra di conseguenze, dato che determina una diminuzione secca della copertura complessiva rispetto al 2009 di quasi cinque punti percentuali (dal 48,4% al 43,6%). Entrando maggiormente nel dettaglio, il servizio di asilo nido si attesta ad un indice di copertura del 36,2%, quelli parascolastici al 61,6% e quelli assistenziali e domiciliari al 61,4%.

Nell’insieme, il Bilancio previsionale 2010-2012 conferma l’impegno su temi e progetti quali la casa, la salute, la sicurezza, lo sport, la questione ambientale, la mobilità, gli strumenti anticrisi, le Politiche Sociali, la cultura, il sostegno alle scuole di ogni ordine e grado, le attività giovanili, le pari opportunità, l’ identità civica, l'informatizzazione e la semplificazione dei servizi, la valorizzazione della partecipazione, in particolare con il Bilancio Partecipato.

Cliccando QUI potrete scaricare la relazione con cui l'Assessore Palma ha presentato la manovra previsionale al Consiglio Comunale di mercoledì 23 dicembre.

venerdì 11 dicembre 2009

18 dicembre: a cena con la Casa delle Donne


Il Circolo PRC "Carlo Giuliani" di Castel Maggiore partecipa e invita tutte e tutti a partecipare alla cena di autofinanziamento a favore della Casa delle Donne per non subire violenza di venerdì 18 dicembre. Non fare mancare il tuo contributo per sconfiggere la piaga della violenza di genere!

11 dicembre: in piazza con la CGIL per lo sciopero generale



Rifondazione Comunista aderisce alla grande giornata di mobilitazione promossa dalla CGIL.

A Roma sfileranno i lavoratori della conoscenza di scuola, università, enti di ricerca e di alta formazione, i dipendenti pubblici dei ministeri, degli enti locali, della sanità e di tutte le funzioni dello Stato, contro l’azione del governo che non prevede nella prossima legge finanziaria risorse sufficienti ed adeguate per i rinnovi contrattuali dei comparti citati.


Nella nostra regione la CGIL ha indetto uno sciopero generale di 4 ore, una mobilitazione regionale con articolazione provinciale, al grido di “non si vive con 700 euro al mese!”, contro la crisi e i licenziamenti, per l’estensione degli ammortizzatori sociali, contro l’accordo separato sui contratti e per la democrazia sindacale.

Noi, ancora una volta, stiamo dalla parte dei lavoratori, contro le politiche di un governo che non dà risposte concrete alla crisi, preferisce dare i soldi alle imprese e taglia i fondi per i lavoratori e per i servizi sociali.


Dopo il No B-Day un’altra giornata di mobilitazione e lotta. E' ora di uno sciopero generale nazionale contro la crisi per mandare a casa Berlusconi e il suo governo!

NON FARE IL TIMIDO, DIVENTA ROSSO! ISCRIVITI A RIFONDAZIONE!

La chiusura del tesseramento 2009 si avvicina: iscriviti per rafforzare Rifondazione Comunista e la nascente Federazione della Sinistra, per un nuovo inizio. Non fare il timido, diventa rosso! Contattaci al 3338258615 o mandaci una mail all'indirizzo prc.carlogiuliani@gmail.com.

Di seguito la lettera per il tesseramento del Segretario nazionale Prc Paolo Ferrero.

Cara compagna, caro compagno,

il nostro Partito arriva da un periodo molto travagliato: sconfitte elettorali, scissioni, e da un oscuramento dell’informazione che ci ha quasi fatto sparire dai mass media.

In quest’ultimo anno abbiamo lavorato a ricostruire il partito. Per la prima volta dopo tanti anni siamo riusciti a darci una gestione interna unitaria, in cui tutte le le aree del partito collaborano, mentre parallelamente stiamo ricostruendo l’intervento politico esterno.

Lo abbiamo fatto in questi mesi ricostruendo il lavoro sociale del partito: a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori nelle lotte per la difesa del posto di lavoro, nel movimento dei precari, nelle battaglie ambientali e per l’acqua pubblica, con l’impegno nel terremoto e con la raccolta di firme per il referendum contro il lodo Alfano. Lo abbiamo fatto costruendo dal basso il partito sociale, nelle mille forme di aggregazione e di solidarietà vertenziale a cui abbiamo dato vita sui territori.

Lo facciamo oggi con l’impegno concreto nella costruzione della Federazione della Sinistra, un processo unitario che è partito ufficialmente il 5 dicembre a Roma. Vogliamo mettere fine a troppi anni in cui i comunisti e la sinistra di alternativa si sono continuamente divisi, facendoci perdere ogni credibilità. Vogliamo ripartire unendo le forze, per ridare credibilità alla costruzione di un polo politico di alternativa, dove far vivere il progetto della rifondazione comunista. Una proposta unitaria che chiudendo la stagione delle continue divisioni, ridia una speranza alla nostra gente.

Per fare tutto questo abbiamo bisogno di voi. Abbiamo bisogno di rivitalizzare Rifondazione Comunista e di renderla più forte. Non si tratta di un fatto testimoniale. La crisi capitalistica ha riaperto i giochi e oggi concretamente ci troviamo di fronte al rischio di una svolta a destra, di cui il berlusconismo è l’espressione peggiore, fatta di ingiustizie e di guerra tra poveri: una vera e propria crisi di civiltà in cui tutti guardano al futuro con paura, in cui i giovani sono immersi in una precarietà senza confini che toglie ogni speranza. Noi lavoriamo per una uscita da sinistra dalla crisi, basata su maggior giustizia sociale, sull’allargamento della democrazia e su una riconversione sociale ed ambientale dell’economia. Per costruire l’alternativa abbiamo bisogno di più lotte ma anche di un Partito della Rifondazione Comunista e di una Federazione della Sinistra più forte.

Per questo ti scrivo. Non è oggi il tempo di stare a guardare, è il tempo di dare una mano per ricostruire una sinistra degna di questo nome e una presenza dei comunisti forte e autorevole.

Per questo ti propongo di iscriverti o re-iscriverti a Rifondazione; per ricostruire quel partito che ci ha fatto sperare e disperare ma di cui c’è, oggi più che mai, bisogno.


Un caro saluto,

Paolo Ferrero
Segretario nazionale PRC-SE

lunedì 7 dicembre 2009

La croce unisca e non divida: no ai simboli religiosi nei luoghi pubblici

Di seguito l'intervento del Capogruppo Prc-Pdci Gianluca Ruotolo sulla questione del crocifisso nelle aule scolastiche a seguito della sentenza della Corte Europea: durante la seduta del Consiglio Comunale del 25 novembre sono stati presentati due ordini del giorno sull'argomento, uno a firma del PdL e uno del Pd. Il Gruppo comunista ha votato contro il primo e si è astenuto sul secondo.

La Corte Europea dei diritti dell'uomo composta da sette giudici di sette diversi Paesi diversi ha affermato che «La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e una violazione alla libertà di religione degli alunni»

Ciò significa che la libertà religiosa implica il rispetto e l’uguale trattamento di tutte le confessioni religiose (ed anche dei non credenti); di conseguenza gli Stati che hanno sottoscritto la Convenzione Europea sui diritti fondamentali dell’uomo che prevede appunto il diritto alla libertà religiosa, non possono affiggere nelle aule delle scuole pubbliche i simboli di una confessione religiosa; una tale scelta sarebbe discriminatoria per coloro che non professano tale religione e quindi sarebbe lesiva della libertà religiosa.

Gli stati membri dell’UE non possono quindi privilegiare alcuna confessione religiosa.

Se il ricorso presentato dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo non dovesse essere accolto, la sentenza diverrà definitiva tra tre mesi, e allora spetterà al Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa decidere, entro sei mesi, quali azioni il governo italiano deve prendere per non incorrere in ulteriori violazioni.

Questo significa che qualsiasi sentenza pronunciata in Italia in merito a tale aspetto che confermasse in qualche modo la presenza del crocifisso non avrebbe valore rispetto alla decisione presa dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa

Il principio affermato dalla sentenza della Corte europea trae fondamento dalla Convenzione Europea dei diritti fondamentali dell’uomo, trova peraltro riscontro nella nostra Costituzione che, come ha precisato la Corte Costituzionale (sentenza n.203/89), ha affermato che nel nostro ordinamento costituzionale vige il principio supremo della laicità dello Stato.

Quindi massimo rispetto, anzi anche sostegno per tutte le confessioni religiose, ma massima libertà ed uguaglianza di tutte le confessioni e dei non credenti.

I commenti alla decisione della Corte di Strasburgo sono stati i più svariati; tanto che siamo qui oggi, in questa seduta, a parlarne; il mondo politico e culturale italiano ha offerto un’immagine di personaggi che con dichiarazioni ambigue dettate da motivazioni politiche opportunistiche, da una parte e dell’altra, hanno fatto a gara nella difesa del Crocifisso di Stato.

Negli stessi giorni però a Firenze un certo Don Santoro che ha praticato i valori del cristianesimo dando dignità alla gente di un quartiere estremamente degradato come quello delle Piagge di Firenze, ma reo di aver celebrato le nozze fra un uomo ed un ex-uomo (che è una donna a tutti gli effetti di legge), è stato dal suo vescovo cacciato dalla sua comunità delle Piagge senza alcuna reazione se non flebile dei difensori nostrani del crocifisso nelle scuole.

Il "diritto" (nel caso specifico la Costituzione Repubblicana e la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo) ha affermato il principio della libertà religiosa che implica l’uguale trattamento da parte dello Stato di tutte le confessioni religiose (ma anche dei non credenti); la libertà religiosa non implica la negazione delle tradizioni culturali e storiche di ciascuna realtà, ma implica un’apertura verso una società inclusiva in cui le tradizioni antiche, possano convivere con le nuove esigenze ed esperienze. Uno Stato democratico e laico deve essere il garante di questa nuova dimensione inclusiva della società rispettosa di tutte le sensibilità e tradizioni.

Bisogna fare scelte coerenti e concrete; laicità dello Stato significa, come ha affermato la Corte Costituzionale, non indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, ma libertà per tutti (anche per gli agnostici e laici) ed uguale trattamento da parte delle istituzioni pubbliche per tutti.

Per questa ragione nessuno contesta il valore religioso e/o morale del Crocifisso, come di tanti altri simboli religiosi o laici; lo Stato deve rispettare tutti i simboli religiosi, ma non può farne proprio nessuno senza violare il principio della libertà religiosa e della laicità. Cosi come non c’è più la Religione di Stato, in uno Stato che si proclama laico non può esserci il Crocifisso di Stato. Non è un caso infatti che la sentenza è stata presa all’unanimità da giudici del Belgio, Italia, Portogallo, Lituania, Serbia, Ungheria, Turchia che sono in grado di rappresentare una visione globale di tale diritti; visione che in Italia tardiamo a raggiungere.

Vorrei concludere leggendo una dichiarazione di don Aldo Antonelli sacerdote di un paesino vicino L’Aquila e lo leggo come persona che non può negare una sua vicinanza affettiva ad una certa pratica della cristianità

L’unico luogo in cui degnamente può stare una croce è un non luogo: è la coscienza del credente, là dove nascono e maturano quei comportamenti che fanno del cristiano, questo sì, il vero segno della di Lui presenza.

Lamentiamo e protestiamo contro quello che nei secoli è stato un vero e proprio trasloco abusivo da una testimonianza esistenziale interiore ad una invadenza superficiale esteriore.

Una croce ridotta a simbolo culturale costituisce, per la sensibilità del credente, una profanazione di svuotamento; mentre per molti politici ed altrettanti ecclesiastici diventa moneta di scambio per il consolidamento del loro potere. Simbolo equivoco è diventata questa croce trasformata in spada, che invece di unire divide e che invece di proporsi si impone”.

sabato 28 novembre 2009

Giù le mani dall'acqua!


Di seguito il testo dell'OdG, proposto dal Gruppo Prc-Pdci e condiviso da tutta la maggioranza, approvato dal Consiglio Comunale di Castel Maggiore durante la seduta del 25 novembre.

Ordine del giorno presentato dai gruppi
Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani

Partito Democratico

Italia dei Valori


Decreto legge 135/09 recante disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e
l’esecuzione di sentenze della Corte di Giustizia della Comunità europea
(Art. 15 -Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia
di servizi pubblici locali di rilevanza economica)

Il Consiglio Comunale di Castel Maggiore
riunito il giorno 25 novembre 2009
PREMESSO

Che la Camera dei Deputati il 18 novembre ha approvato l’Art.15 del DL 135/09 che sottrae ai
cittadini un diritto umano universale, l’acqua potabile di rubinetto, per consegnare a partire dal
2011, definitivamente al mercato un bene essenziale della vita.

Che tale provvedimento che modifica l'art. 23Bis della legge 133/2008, con l’approvazione della
Camera dei Deputati è diventato legge.

CONSIDERATO

Che secondo il governo la Legge approvata in Parlamento rappresenta un mero adeguamento
della legge italiana alla disciplina comunitaria.

Che la sopra citata interpretazione del Governo non è veritiera con riferimento a diverse risoluzioni del Parlamento europeo che affermano a chiare lettere il principio che l'acqua è un “bene comune dell'umanità” (Risoluzione del Parlamento europeo del 12 marzo 2009 sulle risorse idriche in vista del quinto Forum mondiale dell'acqua a Istanbul dal 16 al 22 marzo 2009) e che gli organismi dell'UE abbiano a più riprese evidenziato che “alcune categorie di servizi non sono sottoposte al principio comunitario della concorrenza”.

Che di conseguenza la gestione delle risorse idriche non deve necessariamente sottostare alle
regole del mercato interno e le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) hanno la
libertà di scegliere “se fornire in prima persona un servizio d’interesse generale o se affidare tale
compito a un altro ente (pubblico o privato) ”.

RITIENE

CHE l'acqua sia fonte di vita: senza acqua non c'è vita.

CHE l'acqua costituisce, pertanto, un bene comune dell'umanità, un bene irrinunciabile che
appartiene a tutti.

CHE il diritto all'acqua è un diritto inalienabile: dunque l'acqua non può essere proprietà di
nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti.

CHE non si può svendere in questo modo il bene più prezioso oggi esistente sulla terra.

CHE le lotte per il riconoscimento e la difesa dell'acqua come bene comune hanno acquisito in
questi anni una rilevanza e una diffusione senza precedenti, oltre 400.000 cittadini hanno
sottoscritto una legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica, che riconosceildirittoall’acqua.

CHE quindi nel nostro Paese l'importanza della questione acqua ha raggiunto nel tempo una forte
consapevolezza sociale e una capillare diffusione territoriale, aggregando culture ed esperienze
differenti e facendo divenire la battaglia per l'acqua il paradigma di un altro modello di società.

CHE il principio secondo cui l'acqua è e deve rimanere pubblica nella proprietà e nella gestione
non deve essere intaccato.

RICONOSCE

Il Diritto umano all’acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile,
inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico e, conseguentemente propone che
tale riconoscimento sia riportato quanto prima nell'ambito dello Statuto comunale così come hanno fatto e stanno facendo in numerosi Comuni italiani;

Il servizio idrico integrato come un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e propone d’inserire tale principio nel proprio Statuto Comunale in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini, la cui gestione va quindi attuata attraverso un Ente di Diritto pubblico.

ESPRIME

La sua contrarietà a questo provvedimento legislativo:

• che impone la strada della privatizzazione dell'acqua agli Enti Locali, senza che ci sia la
necessità di adeguarsi a norme europee, trasformando un bene essenziale in business per
aziende private, indebolendo ulteriormente l’autonomia legislativa degli Enti Locali

• che toglie alle istituzioni pubbliche il pieno controllo nella gestione di una delle risorse
fondamentali per la vita cedendolo a enti privati capaci solo di ragionare in termini di profitto
immediato, fornendo un’arma potentissima nelle mani di soggetti estranei agli interessi
locali, con imprevedibili conseguenze.

CHIEDE

Alle forze politiche di sostenere le proposte del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e in
particolare la rapida approvazione della legge d’iniziativa popolare, perché il servizio idrico torni
pubblico, secondo il principio che ha ispirato nella Regione Puglia l'avvio del processo di
ripubblicizzazione dell'Acquedotto pugliese.

Ai Presidenti delle Regioni di presentare ricorso di costituzionalità contro l’Art.15 del D.L. 135/09 a tutela dell’autonomia degli Enti Locali sulla base del principio di sussidiarietà riconosciuto dalla Costituzione.

OdG sulla crisi economica

In occasione del Consiglio Comunale straordinario contro la crisi dello scorso 31 ottobre è stato discusso questo Ordine del Giorno, formalmente approvato nella seduta del 25 novembre.

Ordine del giorno dei gruppi
Partito Democratico, PDCI-PRC, IDV
OGGETTO: “La Crisi economica e le misure di sostegno”

Il Consiglio Comunale di Castel Maggiore
riunito nella seduta aperta del 31 ottobre 2009

Preso atto

della grave crisi che, colpendo tutta l’economia mondiale continua ad incidere
pesantemente su quella italiana e ora anche su quella dell’Emilia-Romagna, provocando
una grave contrazione del fatturato delle nostre imprese.

della conseguente perdita di posti di lavoro – perdita che non si è ancora arrestata – e
dell’incremento del ricorso alla cassa integrazione e ad altre forme di ammortizzatori
sociali.

del progressivo e diffuso impoverimento di ampi strati della popolazione che vedono
ridursi drammaticamente il proprio reddito.

dei gravi effetti sull’economia reale che la perdita del potere d'acquisto delle famiglie
comporta, con la conseguente riduzione della domanda interna che va ad aggiungersi alla
drammatica contrazione per le aziende delle commesse dall'estero (19 punti su base annua
per le aziende dell'Emilia Romagna).

Della pesantezza con cui il settore agricolo ha risentito degli effetti della crisi con la caduta
di quasi tutti i prezzi che in alcuni comparti ha raggiunto punte del -50%

Premesso che

la difesa del lavoro e il contrasto alla precarietà costituiscono priorità fondamentali per
salvaguardare la dignità delle persone e la coesione sociale

considerato che

grazie all'Accordo Regione, Parti Sociali e Istituzioni (Patto per attraversare la crisi) sono
stati predisposti una serie di interventi per scongiurare la chiusura delle aziende e
l'incremento della disoccupazione

che anche i Comuni possono avere un ruolo rilevante nel contrastare il ciclo economico
negativo, nel favorire la ripresa, nel sostenere le imprese che operano sul territorio e nel
fornire risposte ai bisogni delle fasce sociali più colpite

il Consiglio Comunale di Castel Maggiore

esprimendo piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori che, a causa della crisi
economica, versano in stato di allarmante precarietà e pieno sostegno alle imprese del
territorio impegnate a non ricorrere ai licenziamenti, in coerenza con gli impegni assunti
con gli enti locali

Denuncia

l'inadeguatezza delle politiche messe in atto dal Governo

la mancata riorganizzazione degli ammortizzatori sociali, la mancata estensione delle
garanzie a coloro che ancora oggi ne sono esclusi, il parziale mancato trasferimento alle
Regioni dei 9 miliardi di euro loro assegnati per i provvedimenti sociali in deroga (somma
che era già inserita nel bilancio dello Stato e delle Regioni fra i Fondi per lo sviluppo delle
aree depresse del Paese e il Fondo Sociale Europeo), la mancata attivazione di una
necessaria politica industriale per il Paese, l'assenza di un adeguato stanziamento di fondi
per la ricerca e l’innovazione, cui si collega la pesante riduzione dei fondi per l'università

Deplora

il taglio ai fondi per le politiche sociali dei Comuni e in particolare agli stanziamenti
destinati agli interventi di sostegno sociale, strumento importante per le persone in
difficoltà, e il gravoso vincolo del patto di stabilità che blocca preziose risorse che
potrebbero essere investite dalle Amministrazioni comunali in opere, molte delle quali già
cantierate, nei settori dei trasporti, dell'edilizia pubblica, della viabilità.

Assicura

pieno sostegno alle iniziative promosse dal nostro Comune, in particolare all’accordo
stipulato con l’Istituto tesoriere, finalizzato al sostegno delle aziende del territorio e alla
tutela dei posti di lavoro dei dipendenti di aziende in crisi.

Chiede al Governo

• il riconoscimento su base universalistica dei trattamenti di disoccupazione,
• l’estensione dei trattamenti e della durata dei trattamenti di cassa integrazioneguadagni
ordinaria,
• lo stanziamento di risorse adeguate per i rinnovi contrattuali,
• il sostegno ai redditi medio-bassi, anche attraverso la riduzione delle aliquote fiscali
e/o della revisione delle detrazioni,
• il sostegno alle imprese, in particolare a quelle impegnate in progetti di ricerca e
innovazione,
• la revisione del Patto di stabilità per l'anno 2010,
• l'accelerazione dei tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione
• un'intensificazione della lotta all’evasione fiscale che capovolga la logica sottesa
all'immorale provvedimento di condono agli evasori attuato con il cosiddetto
“scudo-fiscale” e la destinazione di parte di tale recupero per la riduzione delle tasse
sul lavoro.

lunedì 23 novembre 2009

I comunisti: la sinistra che c'è, la sinistra utile

Di seguito l'articolo del Gruppo consiliare Prc-Pdci che sarà pubblicato sul numero di dicembre del giornalino "In Comune" e distribuito in tutte le buchette di Castel Maggiore.

I COMUNISTI NELLE LINEE PROGRAMMATICHE 2009-2014:
LA SINISTRA CHE C'E', LA SINISTRA UTILE

In occasione del Consiglio Comunale di ottobre sono state approvate le Linee di mandato 2009-2014 del Sindaco Monesi e della sua coalizione.

Le Linee di mandato sono un documento di fondamentale importanza: prima di tutto esse confermano nei contenuti il programma elettorale sottoscritto dal centro-sinistra in occasione della tornata amministrativa dello scorso giugno, elezioni che hanno portato alla vittoria la coalizione di cui facciamo parte con un risultato addirittura migliore rispetto a quello di cinque anni prima, a ulteriore riprova del buon lavoro svolto dall'Amministrazione nello scorso mandato.

Il programma che abbiamo appena varato si spinge però ambiziosamente ancora un passo più in là, soprattutto alla luce dei vincoli e delle difficoltà economiche che affliggono gli Enti locali, su tutti la sottrazione dell’ICI prima casa e la gabbia di un Patto di Stabilità fuori da ogni logica di equità.

Nonostante questo il nostro programma cerca di dare risposte concrete:

  • alle lavoratrici, ai lavoratori e a tutti coloro che vivono sulla pelle gli effetti più drammatici della crisi economica (oggetto di un Consiglio Comunale straordinario alla fine di ottobre), proseguendo sulla strada delle agevolazioni tariffarie ma anche sperimentando nuove soluzioni come contributi per l'affitto o a contrasto degli sfratti per chi perde la propria occupazione;

  • all'emergenza abitativa, attraverso il potenziamento di strumenti come l'ERP, i canoni concordati e l’edilizia sociale;

  • alla questione ambientale, con investimenti su risparmio energetico, raccolta differenziata e progetti partecipati sulle energie rinnovabili;

  • ad una diversa mobilità, con la valorizzazione della bicicletta e l’utilizzo di maggiori pedonalizzazioni di via Gramsci e non solo;

  • ai giovani e a chi sente la necessità di avere nuovi luoghi dove stare insieme e crescere, investendo sulla cultura attraverso la costruzione nei prossimi anni di una Cittadella del sapere aperta alle diverse associazioni del territorio, patrimonio di energie positive e propositive per la nostra collettività.

È importante segnalare che alcuni di questi punti sono frutto di proposte di Rifondazione Comunista e dei Comunisti Italiani accolte da tutte le altre forze del centro-sinistra, a dimostrazione che il nostro contributo è utile, concreto e costruttivo e che il lavoro che portiamo avanti in Consiglio e in Giunta in sintonia con i nostri alleati ottiene risultati importanti.

Diverse delle questioni appena ricordate sono state oltretutto oggetto di ordini del giorno e provvedimenti promossi dal nostro Gruppo consiliare durante gli scorsi Consigli Comunali e approvati dall'intera maggioranza, ultimo in ordine di tempo quello contro la definitiva privatizzazione della gestione dell’acqua regalataci dal Governo di centro-destra: su questioni cruciali come quelle che riguardano i servizi pubblici locali, il Gruppo consiliare PRC-PDCI manterrà alta la guardia non solo a livello istituzionale ma soprattutto con e tra la gente del territorio perché riteniamo che questi argomenti debbano essere necessariamente approfonditi in quanto toccano nel concreto le “tasche dei cittadini” e che attorno ad essi vada costruita una mobilitazione dal basso che si opponga alla mercificazione dei beni comuni.

Gianluca Ruotolo - Capogruppo Prc-Pdci Castel Maggiore

No-B Day: sabato 5 dicembre tutte e tutti a Roma!

Contro le politiche del Governo.
Per chiedere le dimissioni del Presidente del Consiglio.
Rifondazione comunista organizza un pullman da Bologna.
Info e prenotazioni: 051/19985906 - 3338258615

lunedì 9 novembre 2009

Verso la Federazione della Sinistra di alternativa


VERSO LA FEDERAZIONE

DELLA SINISTRA DI ALTERNATIVA IN EMILIA-ROMAGNA

Convocazione dell'assemblea regionale per

DOMENICA 15 NOVEMBRE 2009
a partire dalle 9.00 in CAPPELLA FARNESE (Palazzo D'Accursio) a BOLOGNA


La crisi sta mostrando anche nella nostra regione il volto distruttivo del capitalismo e delle politiche liberiste.

Si è spezzato quel meccanismo virtuoso che permetteva nei decenni scorsi al sistema emiliano-romagnolo di garantire ai propri cittadini l'occupazione e la qualità sociale indipendentemente dalle difficoltà e dalle fasi di recessione a livello nazionale.

Non esistono più né zone franche né isole felici: il Paese è in crisi e la crisi riguarda anche l'Emilia-Romagna.

La crisi sociale si impasta con la crisi della politica; produce guerre tra i poveri che si esprimono in separatezza dalla politica, in astensione, in crescita - anche da queste parti - del consenso alle destre razziste.

Per tutto questo vogliamo costruire la sinistra di alternativa, coinvolgendo tutte le forze politiche, sociali, culturali e morali che come noi sentono questa urgenza.

Coordinate fondamentali di questo percorso sono per noi l'utilità, poiché la sinistra può tornare ad essere popolare solo se sa dare risposte concrete; l'unità, poiché il mantenimento dell'attuale frammentazione ci consegnerebbe ad una definitiva marginalità; dire con chiarezza da che parte stiamo.

Ci rivolgiamo alle lavoratrici e ai lavoratori; alle tante e ai tanti che si trovano, da un giorno all'altro, licenziati, in cassintegrazione, in mobilità; ai precari senza alcuna tutela, con salari e pensioni da fame.

A coloro che sono colpiti dall'intolleranza , dalla violenza e dall'odio alimentati da una destra eversiva e populista.

Alle donne che vedono negati anni di battaglie per i diritti.

A coloro che si battono per un nuovo modello di sviluppo; che si battono contro la devastazione e la cementificazione del proprio territorio;in difesa dei beni comuni; contro lo scellerato, pericoloso e insensato ritorno al nucleare.

A coloro che chiedono l'abbattimento delle spese militari, il ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan e il rifiuto di ogni guerra.

A quelli che vogliono vivere in un paese laico,stanno dalla parte della Costituzione e pensano all'antifascismo come ad un valore vivo e attuale più che mai; ai nuovi cittadini immigrati che con il loro lavoro contribuiscono alla ricchezza non solo materiale ma culturale del nostro Paese.

A coloro che vogliono una scuola pubblica in grado di dare una risposta forte ed efficace al diritto al sapere.

Una via di uscita dalla crisi da sinistra è possibile.

La nostra sfida parte innanzitutto dalle fabbriche e dalle scuole; dai luoghi e dalle persone colpite dalla crisi; dai vecchi e nuovi sfruttamenti.

La crisi non deve essere pagata dai lavoratori, dagli studenti, dai pensionati, dalle famiglie; per questo ci poniamo l'obiettivo di contribuire a ricostruire la politica come spazio pubblico, collettivo, popolare, in cui si possa immaginare un altro mondo possibile e costruire un'alternativa al capitalismo.

Ci rivolgiamo a quelle risorse e a quelle potenzialità positive sul piano economico, sociale, politico, culturale, istituzionale, che ancora qui ci sono.

Il progetto è aperto non solo alle forze politiche esistenti comuniste e della sinistra che hanno combattuto ed ancora si battono sotto le insegne delle bandiere rosse, della falce e del martello, ma ad associazioni, movimenti, comitati, singoli. Vogliamo una sinistra di alternativa inclusiva e accogliente, aperta alle innovazioni e che dia pari dignità e cittadinanza a tutti i soggetti coinvolti.

Dobbiamo una risposta alla domanda di unità che attraversa il popolo della sinistra.

Intendiamo muoverci nel solco della storia del movimento operaio, del movimento socialista e comunista, del movimento femminista, GLBTQ e dei diritti civili, dei migranti, delle lotte ambientaliste, per la giustizia e la solidarietà, del movimento altermondialista. Nella lotta per la giustizia e la libertà delle generazioni che ci hanno preceduto, noi riconosciamo la nostra storia e questa storia deve proseguire a partire da una rifondazione delle pratiche, delle teorie, delle forme organizzative.

Nella primavera prossima ci saranno le elezioni regionali: utilizziamo anche questa scadenza elettorale, partendo dai contenuti, come elemento che aiuti nella costruzione del percorso della sinistra di alternativa emiliano-romagnola; per farne un'occasione di crescita e partecipata; per includere e per costruire relazioni politiche e sociali.

E' necessario dunque un vero e proprio salto di qualità dell’iniziativa della sinistra di alternativa.

Proponiamo pertanto di dar vita, in Emilia-Romagna, a una federazione unitaria che comprenda – oltre alle forze che hanno dato vita alla lista anticapitalista e comunista alle ultime elezioni europee – tutti i soggetti politici, i movimenti e le persone che avvertono l’urgenza di affrontare insieme i compiti che ci sono davanti e che abbiamo prima indicato nelle linee generali.

domenica 8 novembre 2009

14 novembre, con la CGIL contro la crisi

Di seguito il volantino che come Circolo distribuiremo nei prossimi giorni nella zona industriale di Castel Maggiore per invitare le lavoratrici ed i lavoratori del nostro territorio a partecipare alla manifestazione nazionale della CGIL di sabato 14 novembre: per avere risposte dal Governo ed uscire a sinistra dalla crisi. TUTTE E TUTTI A ROMA!


sabato 7 novembre 2009

La Costituzione, ad alta voce

Il Gruppo Consiliare Prc-Pdci di Castel Maggiore ed il Circolo Prc "Carlo Giuliani" aderiscono alla lettura pubblica e partecipata della Costituzione promossa dall'associazione Cose Nuove per sabato 14 e domenica 15 novembre alla Sala Pasolini. Volantino e altre informazioni all'indirizzo www.cosenuove.eu. Di seguito la lettera che il Capogruppo e Segretario Gianluca Ruotolo ha indirizzato al presidente dell'associazione Fabrizio Passarini.

Gentile Presidente,

tengo innanzitutto a ringraziarla per l'iniziativa che la vostra associazione ha deciso di organizzare sul nostro territorio e per averne voluto direttamente informare anche il gruppo consiliare che rappresento.
Soprattutto di questi tempi è quanto mai decisivo far conoscere i contenuti della nostra Carta fondamentale perché solo attraverso la diffusione di quei messaggi di democrazia, libertà, uguaglianza e pluralismo possiamo rendere più efficaci i nostri sforzi quotidiani per difendere la Costituzione e noi stessi da un potere sempre più autoritario, osceno e immorale.

E' per questo che sono felice di inviarle la più convinta adesione alla "maratona" del 14 e 15 novembre del Gruppo Consiliare Prc-Pdci di Castel Maggiore e, come Segretario, anche quella del Circolo Prc "Carlo Giuliani".

Un cordiale saluto e un sincero in bocca al lupo per la riuscita dell'iniziativa.

Gianluca Ruotolo
Capogruppo Prc-Pdci Castel Maggiore
Segretario Circolo Prc "Carlo Giuliani" Castel Maggiore

sabato 31 ottobre 2009

No alla truffa elettorale, no allo sbarramento alle regionali!

Durante la seduta di mercoledì 28 ottobre, il Consiglio Comunale di Castel Maggiore ha approvato a larga maggioranza un Odg inizialmente proposto dal Gruppo Prc-Pdci e poi adottato dall'intero centro-sinistra per esprimere la più ferma contrarietà nei confronti del tentativo del PdL di modificare a pochi mesi dalla tornata di votazione la legge elettorale per le regionali 2010, violando palesemente l'autonomia delle Regioni ed istituendo tra le altre cose uno sbarramento al 4% teso ad escludere le forze comuniste e di sinistra anche dalle assemblee regionali.

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CASTEL MAGGIORE

CONSIDERATO

Che la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati ha avviato l’esame della proposta di legge n. 2669 avente a oggetto le modifiche alla legge n. 165/2004 e norme transitorie per le elezioni dei consigli regionali e dei presidenti delle giunte regionali da tenersi nell’anno 2010,

nonché le modifiche al testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000 n. 267;

VALUTATO

Che la proposta di legge A. C. 2669 contiene modifiche alle attuali leggi che regolano le elezioni dei consigli regionali e dei presidenti delle giunte regionali,

RITENUTO

Che la proposta di legge A. C. 2669 che vuole omogeneizzare il sistema elettorale di Comuni, Province e Regioni non solo è insensata, perché non tiene conto della diversità di funzioni tra lo Stato e gli Enti locali, ma viola l’autonomia delle Regioni, sancita dagli articoli 122 e 123 della Costituzione;

Che pare inopportuno modificare la legge elettorale a pochi mesi dalle elezioni regionali;

Che in tal modo viene svilito il confronto in atto per la definizione del nuovo codice delle autonomie, senza aver deciso quale sia il ruolo fondamentale di tali enti nell’ambito sul federalismo.

IL CONSIGLIO COMUNALE

CHIEDE

Che la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati respinga la proposta di legge n. 2669;

Che il Presidente della Regione Emilia Romagna si impegni a richiedere un parere di costituzionalità della proposta di legge n. 2669 e prevedere uno specifico ricorso presso la suprema Corte Costituzionale nel caso la proposta di legge n. 2669 dovesse essere trasformata in legge

DISPONE

L’invio del presente Ordine del giorno approvato ai Capigruppo delle forze politiche in Parlamento,ai componenti della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, ai Presidenti ANCI ed UPI, al Presidente della Regione Emilia Romagna e al Presidente della Conferenza delle Regioni.

Linee di mandato 2009-2014: l'intervento del Capogruppo Prc-Pdci in Consiglio Comunale

Mercoledì 28 ottobre il Consiglio Comunale di Castel Maggiore ha approvato le linee strategiche del Sindaco Marco Monesi e della coalizione che lo sostiene per il mandato amministrativo 2009-2014: di seguito l'intervento sul tema del Capogruppo Prc-Pdci Gianluca Ruotolo. Cliccando QUI potrete scaricare integralmente il documento programmatico.

Stiamo diventando Signori,

una vecchia vasca da bagno hanno buttato,

nientemeno buttano pure i materassi di lana,

hanno comprato quelli con le molle.

Buttano le macchine da cucire a pedali.

Credono nella corrente elettrica come alla vita eterna.

E se finisce?”

Il giorno prima della felicità - Erri de Luca

Perché inizio in questo modo il mio intervento?

Perché prima di tutto non siamo più nel periodo delle galline dalle uova d’oro ma non solo per questo e cercherò di spiegarlo più avanti nel corso del mio intervento.

Anche se, mi correggo subito, sarebbe più corretto dire che le galline dalle uova d’oro ci sono ancora ma rimangono sempre le stesse.

Lo sanno bene i lavoratori e le lavoratrici che vivono sulla propria pelle gli effetti drammatici di una crisi che non è stata prodotta da loro ma è causata da un sistema che non funzione che è comandato dai soliti poteri in una sola logica di profitto.

Lo sanno bene anche i Comuni, soprattutto quelli virtuosi, che hanno sempre rispettato il patto di stabilità e che nel caso non lo rispettassero sarebbero trattati alla stregua degli altri Comuni che non ci hanno nemmeno mai provato a rispettarlo.

Sia i primi cioè i lavoratori e le lavoratrici sia i secondi i Comuni devono sopravvivere all’interno di logiche che prevedono trattamenti difformi nei rispettivi gruppi di appartenenza.

I lavoratori e le lavoratrici virtuose che pagano le tasse alla fonte per poi perdere il proprio lavoro hanno un trattamento assai diverso da chi si trova ancora più ricco in Italia pagando il 5% allo Stato sulle proprie ricchezze illecitamente espropriate.

I Comuni quelli virtuosi condannati per la propria virtù perché gli indicatori di prestazione sui quali sono calcolati gli obiettivi di bilancio futuro sono talmente virtuosi che devono continuare ad esserlo senza considerare gli sviluppi in essere portati dall’attuale situazione economica internazionale.

Le linee programmatiche presentate dal Sindaco Monesi si devono scontrare inopportunamente contro questi vincoli che sono lontani da parole di giustizia ed equità.

Il patto di stabilità in maniera del tutto incomprensibile e la riduzione delle entrate dovute all’esenzione dell’ ICI per l’abitazione principale lavorano contro agli obiettivi indicati nel documento programmatico.

E ciò è paradossale se si pensi che le linee programmatiche delle quali discutiamo oggi sono assolutamente in linea con ciò che una buona amministrazione dovrebbe fare per i propri cittadini.

Questo documento infatti ruota a 360°attorna alla crisi, come crisi di sistema:

crisi del sistema economico;

crisi ambientale,

crisi sociale.

Cercando di non ripetermi rispetto agli interventi detti fino ad ora vorrei sottolineare alcuni aspetti che secondo me hanno un’importante valenza:

Rispetto alla crisi economica sottolineo:

la presenza di un protocollo anticrisi che stanzia risorse economiche ai lavoratori e lavoratrici in cassa integrazione in mobilità,

contributi e sussidi per inoccupati,

contributo affitto temporaneo straordinario per soggetti colpiti dalla crisi,

l’opportuna rimodulazione dello strumento delle ISEE per ottener una fotografia più rispondente alla situazione reale per venire incontro alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori in cassa integrazione,

Non si può, poi, non ricordare che come approvato un paio di Consigli Comunali fa questo sabato ci sarà un Consiglio Comunale Straordinario sulla questione crisi in relazione al territorio di Castel Maggiore.

Per quanto riguarda il problema della casa che è strettamente collegato a problemi di tipo economico nel programma di Governo si prevede di mettere a disposizione aree per la realizzazione di alloggi in locazione e di destinare fino al 15% dello sviluppo futuro alla realizzazione di alloggi di edilizia sociale.

Rispetto alla crisi ambientale è giusto ricordare:

Che la crescita del territorio della città ci sarà avrà con una forte attenzione alla qualità dell’abitare, attraverso l’utilizzo di nuovi standard ad alta sostenibilità di costruzione, una riqualificazione dell’esistente ed un aumento proporzionale delle aree verdi e delle piste ciclabili.

Non dimenticando mai i percorsi di urbanistica partecipata che possono essere il vero valore aggiunto alle politiche di sviluppo urbanistico che possono incidere anche per quanto riguarda le azioni rivolte ad un miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici attraverso l’istallazione di impianti solari attraverso progetti partecipati per lo sviluppo delle energie alternative.

L’obiettivo di raggiungere il 65% di raccolta differenziata entro il 2012.

Rispetto alla crisi sociale:

C’è un’attenzione anche di tipo preventivo, ma non solo, verso tutte le persone di Castel Maggiore che siano donne, migranti, giovani, anziani, lavoratori rispetto alle loro necessità e ai loro disagi.

Le persone, con grande attenzione a quelle più deboli, possono trovare in questa Città un luogo solidale dove non sono lasciate sole perché ci sono servizi a loro disposizione per le loro diverse esigenze.

Il problema che sta attraversando la scuola pubblica in Italia che è un problema sociale non viene dimenticato da questa Amministrazione che programma di realizzare una scuola materna e una scuola secondaria.

Inoltre ci sono le occasioni e i luoghi per aggregarsi, che vanno dallo sport alla cultura, altri ancora potranno nascere attraverso l’utilizzo di quegli spazi del territorio solitamente preclusi ai cittadini, prevedendo le pedonalizzazioni di Via Gramsci che come nel caso della Notte Bianca hanno offerto ai cittadini e alle cittadine di Castel Maggiore ( ma non solo ) di appropriarsi della propria città e di viverla in maniera diversa e sociale.

Il fondamentale sostegno all’ Associazioni del territorio che molto spesso producono, nel realizzare le proprie attività, idee utili che possono servire alla Amministrazione stessa per elaborare ed eseguire le attività che la riguardano.

La crisi sociale che si produce anche dimenticando le radici del proprio territorio si combatte preservando i valori della Resistenza e della Liberazione.

Concludo dicendo che come un bravo equilibrista quest’ amministrazione dovrà lavorare, sapendo che non sarà sempre semplice, con le risorse a propria disposizione, per raggiungere gli obiettivi che si è posta in questo mandato, all’interno dell’attuale sistema che a livello centrale sceglie sempre più, con i suoi provvedimenti, di ridimensionare l’azione di Governo degli enti di locali.

Riprendendo, nuovamente, la frase che ho letto all’inizio dell’intervento sono convinto che questa Amministrazione abbia fatto sue, ricordandole più volte all’interno di questo documento, le parole suggerite dallo scrittore: sostenibilità, solidarietà ed equità sociale.

Gianluca Ruotolo, Capogruppo Prc-Pdci Castel Maggiore

sabato 24 ottobre 2009

No ai licenziamenti alla Silverstar!

Di seguito il testo del volantino che nei prossimi giorni distribuiremo ai lavoratori e alle lavoratrici della Silverstar di Castel Maggiore e a quelle/i delle aziende limitrofe.

Il Partito della Rifondazione Comunista è al fianco delle lavoratrici, dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali della SILVERSTAR in lotta contro la decisione dell'azienda di mandare a casa 28 dei 54 dipendenti dello stabilimento di Castel Maggiore.

Il disegno della proprietà appare più che mai chiaro, dal momento che allo stesso tempo si procede ad analoghe riduzioni di organico in tutti i siti italiani del gruppo: arrivare alla chiusura attraverso uno smantellamento progressivo delle attività, privando il nostro territorio, dopo averlo sfruttato, dell'ennesimo pezzo di professionalità e capacità produttiva.

L'indisponibilità a trattare dimostrata sino ad ora dai rappresentanti aziendali è inaccettabile; bene faranno le lavoratrici e i lavoratori ad inasprire la lotta, se non ci saranno novità significative negli sviluppi della vicenda, con metodi nuovi in grado di raccogliere l'attenzione e la solidarietà dell'opinione pubblica oltre che dei mezzi di comunicazione.

Come PRC attiveremo le nostre rappresentanze istituzionali per portare nell'agenda della politica la situazione della SILVERSTAR e con essa le conseguenze della crisi.

Al tempo stesso ci impegneremo sul territorio per sensibilizzare le cittadine e i cittadini, i lavoratori e le lavoratrici di aziende vicine alla SILVERSTAR a provare a costruire dal basso un movimento di supporto a questa lotta di dignità per il proprio posto di lavoro.


PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

CIRCOLO “CARLO GIULIANI” CASTEL MAGGIORE (BO)


mercoledì 14 ottobre 2009

Sabbiuno 1944-2009: noi non dimentichiamo


Nel 65° anniversario, Castel Maggiore ricorda il terribile 1944, con gli eccidi per rappresaglia del 3 e 12 settembre e quello di Sabbiuno di Piano, una strage che nella triste contabilità della guerra fa registrare, il 14 ottobre 1944, trentatre vittime civili di una feroce rappresaglia delle brigate nere.

Rifondazione Comunista come sempre ci sarà, perché noi non dimentichiamo e perché vogliamo ribadire ancora una volta il nostro attaccamento ai valori della Repubblica e della Costituzione nate dalla Resistenza partigiana contro l'oppressione nazifascista.

Sabato 17 Ottobre 2009 - Parco delle Staffette Partigiane, Via Lirone, la manifestazione promossa dall'ANPI e dall'Amministrazione Comunale.

  • Ore 10.00
    Presso il Centro Sociale Sandro Pertini, conferenza di Aroldo Tolomelli, comandante partigiano: “Il ruolo decisivo delle categorie agricole nella Resistenza in pianura”.
  • Ore 10.55
    Cerimonia di resa degli onori civili e militari presso il monumento ai caduti, con la partecipazione del Picchetto d'Onore del Reggimento Genio Ferrovieri.
  • Ore 11.00
    Discorso del Sindaco di Castel Maggiore, Marco Monesi.

martedì 13 ottobre 2009

17 ottobre antirazzista!

Il Circolo PRC "Carlo Giuliani" di Castel Maggiore aderisce e partecipa alla manifestazione nazionale antirazzista di sabato 17 ottobre (Roma, Piazza della Repubblica, ore 14.30).

E’ il momento di reagire e costruire insieme una grande risposta di lotta e solidarietà per difendere i diritti di tutte e tutti rifiutando ogni forma di discriminazione e per fermare il dilagare del razzismo.



I GIOVANI COMUNISTI ED IL PRC DI BOLOGNA ORGANIZZANO
I PULLMAN PER LA MANIFESTAZIONE DI ROMA PER INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI 3332708418 (Simone) - prc.unibo@gmail.com http://www.17ottobreantirazzista.org/


• No al razzismo
• Regolarizzazione generalizzata per tutti
• Abrogazione del pacchetto sicurezza
• Accoglienza e diritti per tutti
• No ai respingimenti e agli accordi bilaterali che li prevedono
• Rottura netta del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro
• Diritto di asilo per rifugiati e profughi
• Chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE)
• No alla contrapposizione fra italiani e stranieri nell’accesso ai diritti
• Diritto al lavoro, alla salute, alla casa e all’istruzione per tutte e tutti
• Mantenimento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro
• Contro ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone gay, lesbiche, transgender
• A fianco di tutti i lavoratori e le lavoratrici in lotta per la difesa del posto di lavoro

I paradossi della finanza pubblica italiana

Di seguito l'articolo dell'Assessore al Bilancio della Città di Castel Maggiore Federico Palma (Prc-Pdci) pubblicato sul numero di ottobre del bimestrale "In Comune".

I paradossi della finanza pubblica italiana
Castel Maggiore penalizzata dalla gestione virtuosa dei propri bilanci

L'approvazione degli equilibri di bilancio ci offre l'occasione per fare il punto una volta di più sulla situazione a cui un Comune virtuoso come il nostro è costretto da quel combinato disposto di perversione e incongruenza che va sotto il nome di Patto di stabilità interno, una norma che teoricamente sarebbe dovuta servire a contenere deficit e debito pubblico degli Enti locali degli stati aderenti alla UE. Dal 1999 (data della sua prima applicazione) ad oggi, le diverse finanziarie che si sono susseguite non hanno fatto altro che modificare i parametri di calcolo, gli obiettivi da raggiungere, i meccanismi premianti e quelli penalizzanti, con il risultato che a Comuni, Province e Regioni viene di fatto negata l'autonomia data dalla pianificazione strategica: alla faccia del tanto strombazzato federalismo!

Un sistema di calcolo che sarebbe difficile da sintetizzare e rendere comprensibile fa sì che il risultato che il nostro Comune deve raggiungere per l'anno in corso ai fini del rispetto del Patto corrisponda al saldo tra entrate e spese del 2007 peggiorato del 10%, sennonché in quell'anno il conteggio è stato ricavato con un meccanismo differente rispetto a quello attuale, non erano stati contratti mutui o indebitamenti -voci escluse dal Patto - e si erano verificate entrate straordinarie, determinando un saldo eccezionalmente positivo che ora ci cade addosso come un parametro da tenere in modo costante. Paradossalmente quindi Castel Maggiore si trova oggi a dover pagare il proprio virtuosismo di ieri, essendo penalizzato dal riferimento ad una fotografia economica troppo positiva per essere presa a termine di paragone.

Ma le incongruenze non sono finite: un Comune che si è auto finanziato e che ha una notevole disponibilità di cassa come il nostro non può permettersi di pagare i propri fornitori, pena lo sforamento dei limiti del Patto; come se non bastasse, nel mese di luglio un Decreto Legge governativo ha stabilito che gli Enti locali non possano affidare lavoro fino a quando non siano in grado di pagarlo regolarmente, cosa che potrebbe metterci di fronte ad una paralisi de facto delle attività che abbiamo in cantiere per gli anni a venire.

Per fare un esempio molto concreto, con questa manovra di riequilibrio l'Amministrazione ha deciso tra le altre cose di stanziare le risorse necessarie alla progettazione della nuova scuola materna e alla manutenzione e ristrutturazione delle case popolari e del centro di seconda accoglienza di via Bondanello: bene, grazie a questa ulteriore vessazione, potremmo trovarci ad avere l'accantonamento necessario a realizzare tutte queste opere e l'impossibilità materiale di utilizzarlo... Se però nell'esercizio 2007 avessimo fatto registrare un saldo negativo, se non avessimo disponibilità di cassa o se avessimo molti debiti, in una parola se allora non avessimo rispettato il Patto di stabilità, tutto questo non ci avrebbe riguardati, dato che l'obiettivo che in quel caso avremmo dovuto raggiungere per l'anno in corso sarebbe stato assolutamente abbordabile. Ma si sa, l'Italia è il Paese dei paradossi...

Federico Palma
Assessore ai Servizi finanziari, contabili e del patrimonio