venerdì 27 luglio 2012
martedì 17 luglio 2012
Acqua pubblica, riattivarsi a un anno dai referendum
Pubblichiamo di seguito l'articolo del Gruppo Consiliare FDS in uscita su "In Comune" del mese di luglio.
E’
trascorso poco più di un anno da quel famoso 13 giugno del
2011, giorno in cui il referendum sull'acqua raggiunse il quorum dopo
una campagna elettorale partita dal basso e una valanga di sì
che cancellò due norme. La prima norma abrogata disegnava un
percorso a tappe forzate per aumentare la partecipazione dei privati
nelle società che gestiscono il servizio. La seconda diceva
che alle stesse società doveva essere garantito sempre e a
prescindere un profitto e, per questo motivo, nel calcolo della
bolletta bisognava includere anche la remunerazione del capitale
investito.
Per
comprendere meglio ad un anno dal referendum cosa sia realmente
cambiato, abbiamo deciso di ospitare in questo spazio riservato alla
Federazione della Sinistra, il punto di vista di Andrea Caselli del
Comitato Acqua Bene Comune di Bologna.
Crediamo,
infatti, come Federazione della Sinistra che sia necessario riportare
l’attenzione sulle tematiche referendarie legate alla gestione del
servizio idrico perché, secondo noi, rappresentano molto bene
l’esigenza di far uscire dalla gestione di quei servizi vicini ai
cittadini i grandi interessi economici e la loro ricerca di profitti
a tutti i costi. In questa fase è inoltre di assoluta
importanza il coinvolgimento di tutte quelle forze politiche e non
(singoli cittadini, associazioni, sindacati e appunto comitati) che
grazie anche alle loro diverse sensibilità hanno contribuito,
l'anno passato, al grande successo della democrazia dal basso al
quale è fondamentale, però, dare piena applicazione.
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di
Andrea Caselli, portavoce Forum Acqua Bene Comune di
Bologna
Acqua
pubblica, acqua bene comune. Acqua indispensabile alla vita umana e a
tutte le forme di vita. Acqua da sottrarre al controllo di pochi e da
restituire alla collettività. Acqua da sottrarre alla
mercificazione. Questo era l'obiettivo dei referendum del 12 e 13
giugno 2011.
Ed
è dai 27 milioni di votanti a quei referendum, che bisogna
ripartire per continuare a riaffermare la necessità di una
gestione pubblica e partecipata del servizio idrico. E’ a quei
cittadini che va dato conto di quello che ancora non si è
fatto per realizzare le finalità referendarie. E' a questa
maggioritaria volontà che deve inchinarsi la classe politica
che a diverso titolo governa il nostro paese. Dal Governo al
Parlamento, fino alle Pubbliche Amministrazioni locali. Non si può
non comprendere che è da qui che può nascere e
moltiplicarsi rapidamente un vasto sentimento di ripulsa del ceto
politico. Già il governo Berlusconi approvava, ad urne
elettorali appena chiuse la reintroduzione del decreto Ronchi per la
privatizzazione dei servizi pubblici locali. Il Parlamento approvava.
Poi il governo Monti avvallava tutta la legislazione berlusconiana, e
tentava di impedire le gestioni pubbliche dell'acqua. Grazie ad una
pronta mobilitazione del movimento per l'acqua l'operazione veniva in
gran parte sventata, ma si confermava il profilo privatizzatore del
Governo Monti. Intanto anche sul secondo quesito referendario si
assisteva ad un atteggiamento di completa inerzia da parte delle
amministrazioni pubbliche locali. La remunerazione del capitale,
appena abrogata rimaneva in tariffa pressoché dovunque le Ato
(assemblee dei sindaci) confermavano le tariffe, al più, come
nel caso bolognese, la remunerazione per i nuovi investimenti passava
dal 7% al 5,36%. Nulla si sta facendo per avviare processi di
ripubblicizzazione del servizio idrico, anzi in alcuni casi come a
Roma, il sindaco Alemanno, sta tentando di privatizzare quasi
completamente ACEA (il controllo pubblico passerebbe dal 51% al 30%).
Unica lodevole eccezione è quella rappresentata dal comune di
Napoli che ha trasformato l'azienda di gestione in Ente pubblico.
Anche sui nostri territori, dove la gestione si realizza tramite una
azienda di proprietà per il 60% dei Comuni ma sostanzialmente
privata, HERA, non solo non si è aperta la discussione su come
operare la ripubblicizzazione, ma continuano le trattative per la
creazione della cosiddetta multiutility del nord. In particolare si è
aperta la trattativa con ACEGAS (Veneto e Trieste) per una fusione
delle due aziende. Operazione che allontanerebbe ulteriormente il
governo dell'impresa dal territorio. Ad esempio, quanto conterebbe il
Comune di Castel Maggiore nella nuova azienda?
Referendum
negato quindi? Per ora la risposta è sì. Ma i Comitati
per l'acqua pubblica e la coalizione sociale che li sorregge, fatta
di associazioni culturali ed ambientaliste, sindacati, partiti,
gruppi di base ecc. continuano la lotta perché si affermi
quella volontà e venga rispettato l'esito referendario. Con la
campagna di ‘Obbedienza civile’ perché sia eliminata dalla
tariffa la remunerazione del capitale attraverso un reclamo/istanza
di rimborso e l'auto riduzione conseguente della bolletta da parte
dell'utente. Con la campagna per la ripubblicizzazione del servizio.
Ma anche chiedendo alle forze del governo locale di cambiare rotta,
comprendendo finalmente che la crisi che stiamo attraversando a causa
del liberismo globale richiede risposte che consentano di sottrarre
il governo e la gestione dei "Beni comuni" ed in primis
dell'acqua al mercato ed al sistema finanziario globale, riproponendo
strumenti di finanza pubblica e un sistema di investimenti pubblici
oltre che alla fine del patto di stabilità. Chiediamo a tutti
quindi di condividere e discutere la piattaforma del movimento
dell'acqua, ma insieme proponiamo alle forze che non condividono con
noi l'intera piattaforma, ma che hanno dato indicazione di votare sì
ai referendum di condividere alcuni punti base e una serie di
principi:
1.
Attivarsi per il rispetto del referendum;
2.
Chiedere la discussione parlamentare della proposta di legge di
iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua giacente dal
2007 in Parlamento e corredata da 400.000 firme;
3.
Promuovere insieme ai comitati e alla FP-CGIL la raccolta di firme
europea per il diritto umano all'acqua e contro la mercificazione
dell'acqua;
4.
Chiedere l'utilizzo dei dividendi di Hera per il riacquisto di azioni
della stessa verso la sua ripubblicizzazione;
5.
Blocco immediato delle trattative per la fusione di HERA-ACEGAS e di
qualsiasi modificazione societaria che allarghi il perimetro
dell'azienda togliendo potere agli enti locali;
6.
promuovere la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alle
forme di governo del servizio idrico;
7.
promuovere forme di finanza pubblica anche attraverso la cassa
depositi e prestiti restituita alle sue originali funzioni;
8.
Sbloccare gli investimenti degli enti locali tramite l'allentamento
del patto di stabilità;
Chiediamo
quindi ai Sindaci ed ai Consigli Comunali di continuare a lavorare
per riappropriarsi di quel ruolo pubblico, senza il quale viene
tradita l'essenza stessa del mandato democratico.
Perché si scrive acqua, ma si
legge democrazia.
----
Gianluca
Ruotolo
Capogruppo
Federazione della Sinistra Castel Maggiore
giovedì 5 luglio 2012
Dal 5 al 16 luglio Festa provinciale della FDS
Programma della Festa
Giovedì
5 Luglio Ore 20:00 Inaugurazione della
festa – porteranno il loro saluto il Sindaco di Bologna e il presidente del quartiere
Borgo Panigale
Ore 21:30 Gloria Fuzzi in concerto (folksinger)
Balera: Ornilio Giannini
Venerdì
6 Luglio Ore 21:30 Presentazione
del libro “I veri Pigs sono loro! La crisi spiegata a tutti.”
Alfredo Pasquali intervista l'autore Paolo Ferrero
Ore 20:00 Specialità Maialino alla Cubana
Balera: Giancarlo Band
Sabato
7 Luglio Ore 16:00 – 18:00 raccolta
beni per i terremotati
Ore 19:00 – 21:00 Presentazione del libro
L’austerity
è di destra
(Il
saggiatore, Milano)
con Passarella (autore)
Ore
21:00 – 22:30 Iniziativa : Uniti e solidali con la Bassa –
presso
Ore
22:30 – 23:00 dj set
Balera:
William Monti
Domenica
8 Luglio Ore 21:00 Iniziativa La situazione del
lavoro a Bologna, quali politiche mettere
in campo? Ne discutiamo con Rita Lodi – Fds
Matteo
Lepore, assessore al Lavoro Giunta Comune Bologna
Danilo
Gruppi, segretario camera del lavoro Bologna
Nicola
Nicolosi, segretario Europa Cgil Nazionale
Balera:
Armando Bovinelli
Lunedì
9 Luglio Ore 21:00 Iniziativa: “tra Marlowe
e Balanzone” con i giallisti bolognesi
Balera:
Germano Guidastri
Martedì
10 Luglio Ore 19:00 Presentazione del libro:
“Sms, Simboli, Misteri, Sogni”. Davide Ferrari
intervista l'autore Raffaele K. Salinari
Ore
21:00 Iniziativa: Che fine ha fatto la libertà di stampa? Crisi
dei giornali
o
crisi della libertà di informazione? Saranno presenti giornalisti di Liberazione
e Manifesto
Balera:
Andrea Scala
Mercoledì
11 Luglio Ore 19:30 Serata in ricordo del compagno
Stefano Tassinari
Balera:
ballo ed esibizioni dei maestri Gabusi
Giovedì
12 Luglio: Ore 19:30 Dibattito: Il lavoro e la
sinistra. Ne discutiamo con
Gianni
Airaudo, segreteria nazionale Fiom – Cgil
Gennaro
Migliore, presidenza nazionale Sel
Claudio
Grassi,segreteria nazionale Prc - Federazione della Sinistra
coordina
Manuele Bonaccosi – giornalista
Ore
21:30 concerto jazz Nigredo Project
Balera:
Trio Remo, Noemi, Giuseppe
Venerdì
13 Luglio: Ore 19:30 Iniziativa: Che genere di
relazioni?
Ore
21:30 Concerto del cantautore Tiziano Bononcini
Balera:
Gamberini Parrini
Saba
14 Luglio: Ore 19:30 Dibattito: MEDIO ORIENTE
E NORD AFRICA tra
Primavera, conflitti
e migrazioni.
Ore
21:30 Dibattito tra i segretari bolognesi dei partiti del centro-sinistra
Balera: Manuela Turrini e Cecilia
Domenica 15 Luglio
Ore 21:00 chiusura della festa con il segretario nazionale del
Partito dei Comunisti Italiani, Oliviero Diliberto
Balera: Lucio Mazzelli
Lunedì 16 Luglio
Ore 16:00 torneo di green volley
Ore 22:00 concerto band giovanili
Balera: Gerri e i Tnt
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