venerdì 24 dicembre 2010

OdG per i referendum e contro il Decreto "Ronchi"

Di seguito l'Ordine del Giorno approvato dalla maggioranza durante il Consiglio Comunale del 22 dicembre 2010 col quale, in sintonia con quanto richiesto dal Forum dell'Acqua, il parlamentino di Castel Maggiore si esprime per la celebrazione dei referendum entro il 2011 e per la moratoria delle scadenze imposte dal Decreto "Ronchi".

ORDINE DEL GIORNO

Celebrazione nel 2011 dei tre referendum sull'acqua, richiesta di moratoria sugli effetti del “decreto Ronchi” e sulla normativa di soppressione delle autorità di ambito territoriale.


PREMESSA

Nei mesi passati il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua ha promosso la raccolta di firme sui tre quesiti referendari detti “sull'acqua pubblica”. Detti referendum chiedono:
1)       la abrogazione dell'art.23b bis del “decreto Ronchi”, poi convertito in legge, che prescrive la svendita delle azioni in mano agli Enti Locali e quindi la privatizzazione forzosa del servizio idrico integrato;
2)       la abrogazione dell'art.150 del DL 152 del 3 aprile 2006 sulla scelta della forma di “gestione e delle procedure di affidamento”;
3)       la abrogazione del comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 sulla “adeguatezza e remunerazione del capitale investito”;
Alla raccolta di firme hanno risposto, firmando, 1.400.000 italiani e tra questi circa 19.000 modenesi e circa 37.000 bolognesi. Questo grande numero di cittadini (il 4% del corpo elettorale è senza precedenti nella storia dei referendum) hanno voluto dimostrare di voler esprimere direttamente la loro opinione su un tema così rilevante.

Tenuto conto

·               che il “decreto Ronchi” inizia ad avere i suoi effetti a partire dal 2010;
·               dell’instabile situazione politica generale che potrebbe anche vedere la indizione di elezioni politiche nel 2011;
·               dell'articolo 75 della Costituzione e delle leggi 11 marzo 1953 e 352/1970 che impedirebbero la celebrazione del referendum nell'ipotizzato anno elettorale.



Il Consiglio Comunale di CASTEL MAGGIORE


a) chiede a tutte le forze politiche presenti in Parlamento di adoperarsi per:
1.       un provvedimento legislativo che introduca una moratoria sulle scadenze previste dal “decreto Ronchi” e sulla norme di soppressione delle autorità di ambito territoriale;
2.       un provvedimento legislativo che consenta di derogare rispetto a quanto previsto dalla L 352/1970 e consenta quindi la celebrazione, come auspicato  dai promotori, del referendum entro il 2011;

b) impegna la Giunta in attesa dei provvedimenti sollecitati al punto a) e in attesa di conoscere la opinione dei cittadini (referendum)
1.   a salvaguardare gli attuali affidamenti delle proprie / propria società pubbliche/pubblica
2.   ad attivare gli opportuni provvedimenti di riorganizzazione e contestuale separazione degli asset funzionali all’esercizio della gestione dei servizi pubblici locali coinvolti propedeutici all’effettuazione delle gare nel 2011;
3.   a contrastare l'obbligo, lesivo di ogni principio federalista, di autonomia degli EELL e di mercato, che l’attuale normativa prevede sulla organizzazione dei servizi pubblici. 

Con i lavoratori della Technofrigo

Mercoledì 22 dicembre una delegazione della Federazione della Sinistra di Castel Maggiore (composta dall'assessore Federico Palma, dal capogruppo Gianluca Ruotolo e dal membro dell'esecutivo provinciale Agostino Francia) ha partecipato al picchetto indetto dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali FIOM-CGIL della GEA-Technofrigo per protestare contro la decisione dell'azienda di aprire 22 procedure di mobilità. La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno su uno stabilimento che, con i suoi 160 dipendenti e il suo insediamento storico, rappresenta un pezzo molto significativo del tessuto produttivo del nostro territorio, tanto più che la proprietà nel recente passato non aveva mai nemmeno dovuto ricorrere alla cassa integrazione. Oltre ad esprimere la totale vicinanza ai lavoratori e al sindacato, come F.d.S. ci attiveremo tra la gente e a livello istituzionale per far uscire il più possibile dai cancelli dell'azienda la situazione di queste persone e costruire un movimento di solidarietà diffusa che possa far recedere la proprietà dalle sue decisioni disgraziate.

venerdì 3 dicembre 2010

Beppino Englaro a Castel Maggiore

Registro Comunale delle DAT: un atto legittimo e molto importante

Pubblichiamo l'articolo del Gruppo consiliare Prc-Pdci in uscita sul giornale comunale "In Comune".

Per riprendere lo strumento efficacemente proposto in uno dei rari spiragli di buona televisione ancora presenti in Italia, voglio iniziare quest’articolo con una lista delle idee e dei valori per cui noi della Federazione della Sinistra siamo considerati “radicali” o “estremisti”:

- difendere e chiedere l’attuazione dei principi Costituzionali;

- difendere lo Statuto dei lavoratori;

-difendere l’istruzione pubblica e l’accesso al sapere per tutte e tutti;

- difendere la cultura e la ricerca dalle fondazioni private;lottare per uno sviluppo sostenibile del territorio (contro il nucleare), per i beni comuni e per la conversione verde dell'economia;

- battersi per l'ampliamento dei diritti civili e di cittadinanza;

- difendere lo stato sociale e tutti i servizi alla persona;

- difendere i diritti delle donne;

- difendere la laicità dello Stato.

Nella mia lista personale ci sono anche la difesa del principio dell’autodeterminazione delle persone, il rispetto della dignità umana, della volontà critica e consapevole di ciascuno, dell’inviolabilità delle proprie idee e prospettive di vita.

Dopo mesi di dibattito dentro e fuori le sedi istituzionali e dopo una raccolta di firme promossa sul nostro territorio dalla Rete Laica, la Giunta comunale di Castel Maggiore ha approvato le modalità attuative per la tenuta del Registro delle Dichiarazione Anticipate di Trattamento (D.A.T., i cosiddetti “testamenti biologici”). Dal 23 novembre 2010 tutti i residenti del nostro comune possono consegnare presso i Servizi demografici dell'URP la loro manifestazione di volontà e indicare in anticipo i trattamenti medici cui scelgono di essere o non essere sottoposti in caso di malattie che determinino perdita di coscienza e impossibilità a decidere del proprio destino.

Ma ecco che, con una Circolare Ministeriale, il Governo afferma che questi Registri, istituiti in tanti Comuni italiani da nord a sud, non sono validi perché “la materia del fine-vita rientra nell’esclusiva competenza del legislatore nazionale e non risulta da questi regolata”: non c'è che dire, una bella dimostrazione da parte di chi ha fatto della Libertà (a parole) la propria bandiera! È evidente che, soprattutto con l'aria di elezioni anticipate che tira, il Governo strizza l'occhio a PIU’ ALTI e DIVINI livelli decisionali…

Personalmente ritengo questa decisione inaccettabile e penso che essa debba essere contrastata con tutte le forze che abbiamo a disposizione: i Comuni che hanno istituito i Registri debbono impugnare collettivamente la Circolare e ricorrere contro di essa!

I presupposti a livello giuridico ci sono tutti: siamo, infatti, in presenza di un documento che si pone in aperto contrasto con i principi affermati dalla nostra Costituzione all'art.32, che riconosce il diritto per il paziente di accettare o rifiutare una terapia medica, oltreché da Convenzioni internazionali come quella di Oviedo e per giunta confermati da alcune sentenze recentemente intervenute a fare chiarezza su casi come quello di Eluana Englaro. Proprio la giurisprudenza della Cassazione relativa alla vicenda Englaro ci fa ritenere l’istituzione del Registro Comunale dei testamenti biologici un atto del tutto legittimo e molto importante per la concreta tutela di un diritto fondamentale della persona.

Così come fa con ogni altro registro, nell'ottica di fornire un servizio alla cittadinanza, il Comune può mettere in campo determinate soluzioni per agevolare una richiesta o rispondere ad un'esigenza e non mi pare che in questo caso si voglia andare oltre le proprie competenze. L'assenza di una normativa nazionale non fa che rafforzare questa convinzione, dato che per servire la propria città è lecito fare tutto ciò che la legge non proibisce. Invece di spendere un sacco di soldi da un notaio, il Comune di Castel Maggiore decide di offrire questo servizio al costo modico di una marca da bollo, ecco la sua colpa!

In chiusura voglio riservare una battuta al consigliere Bianconcini che mi ha tirato in ballo nel suo articolo sullo scorso numero di questo periodico: al capogruppo di “Insieme per Castel Maggiore” consiglio prima di tutto di essere meno sbrigativo nel citarmi, anche perché poi sono costretto a rispondergli... L'ordine del giorno di cui parla era effettivamente condivisibile nello spirito, dato che andava nella direzione di aiutare le persone che stanno vivendo sulla loro pelle gli effetti della crisi economica, ma proponeva l'istituzione di una sorta di “mini social card” che avrebbe finito per offrire pochi euro mensili alle famiglie in difficoltà, ovvero poco più che un'elemosina. Ritengo che lo sforzo che questa Amministrazione e questa maggioranza debbano fare sia quello di mantenere e ove possibile ampliare le diverse azioni che sono state intraprese nel corso degli ultimi anni rispetto a questo argomento e non di adottare misure estemporanee, poco efficaci e persino potenzialmente lesive della dignità della persona. Se riusciremo a fare questo, allora sì che avremo contribuito in modo sostanziale ad aiutare chi ha più bisogno.

Gianluca Ruotolo

Capogruppo Prc-Pdci Castel Maggiore

Acqua bene comune: sabato 4/12 manifestazione regionale a Bologna

In Italia sono state raccolte 1.400.000 firme per il referendum
contro la privatizzazione dell’acqua, 110.000 nella nostra regione

E’ stata una grande prova di democrazia, ora bisogna vincere il referendum conquistando il quorum per impedire la privatizzazione dell’acqua ed avviare la ripubblicizzazione del servizio idrico.

Per questo, chiediamo:

  • LA MORATORIA delle Privatizzazioni, cioè che fino al momento del referendum, il governo sospenda tutti i processi di privatizzazione dell’acqua previsti dalla legge Ronchi.
  • Che I REFERENDUM SI TENGANO COMUNQUE NEL 2011, anche se ci fossero le elezioni politiche anticipate. La legge dice che in caso di crisi del governo, i referendum vengono rinviati di un anno, ma è possibile che il Parlamento voti una deroga perchè si possa votare nello stesso anno. C’è il precedente del referendum contro il nucleare del 1987;
  • che le Amministrazioni Locali modifichino i propri statuti dichiarando il servizio idrico integrato come servizio PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA, affinchè sia possibile mantenerlo nella gestione pubblica attraverso Aziende Speciali.;
  • che il Governo, le amministrazioni locali, le forze politiche si battano per far sì che sia resa concreta la dichiarazione dell’ONU che ha definito l’acqua un DIRITTO UMANO UNIVERSALE che non può essere negato a nessuno per nessun motivo.

Per conquistare questi obiettivi e vincere la
battaglia contro la privatizzazione dell’acqua, per la sua gestione
pubblica
e partecipata, il Forum Italiano dei Movimenti per
l’Acqua Pubblica ha dichiarato una giornata nazionale di
mobilitazione il giorno

SABATO 4 DICEMBRE 2010

In Emilia Romagna si terrà una Manifestazione Regionale con corteo

a
BOLOGNA

con
CONCENTRAMENTO alle ore 15.00

DAVANTI
ALLA SEDE DI HERA SPA in viale Berti Pichat

PARTECIPIAMO
TUTTE/I PERCHE’ SI SCRIVE ACQUA, MA SI LEGGE DEMOCRAZIA!