martedì 29 dicembre 2009

Una proposta di laicità

Come Gruppo Consiliare Prc-Pdci e come Circolo Prc "Carlo Giuliani" aderiamo convintamente alla proposta dell'Associazione "Luca Coscioni" di istituire anche a Castel Maggiore (come già deliberato dal Comune di Bologna) un registro pubblico dei testamenti biologici.

Per questo invitiamo tutte e tutti le/i cittadine/i che hanno a cuore la laicità, la ricerca e la libertà di scelta a partecipare all'incontro di presentazione dell'iniziativa che si terrà

giovedì 7 gennaio 2010 alle ore 18.30 presso la Saletta delle Commissioni Consiliari,

al primo piano del Municipio di Piazza Amendola.

Per iniziare l'anno nuovo con il piede giusto non potete proprio mancare!

sabato 26 dicembre 2009

Auguri di buone feste!

Il Circolo PRC "Carlo Giuliani" di Castel Maggiore augura buone feste a tutte e tutti!

giovedì 24 dicembre 2009

Federazione della Sinistra: si parte!

Dopo la riuscita manifestazione al Brancaccio del 5 dicembre scorso, dove i quattro soggetti promotori (Prc, Pdci, Socialismo 2000 e Associazione Lavoro e Solidarietà) hanno dato l'avvio alla fase costituente, la Federazione della Sinistra muove i primi passi. Nei giorni scorsi, infatti, si sono tenute le prime due riunioni degli organismi che ci guideranno fino al congresso costitutivo che si terrà alla fine del 2010: il Consiglio Nazionale e il Coordinamento Nazionale. Come bussola politica e organizzativa occorre partire dai due testi che la Federazione ha assunto: il Manifesto politico e lo Statuto provvisorio, entrambi scaricabili dal sito di Rifondazione Comunista (www.rifondazione.it).

Nel frattempo la Federazione prende il via anche in Emilia-Romagna con la campagna "Il lavoro mobilita", una raccolta di firme per quattro proposte di legge di iniziativa popolare per il blocco dei licenziamenti, il reddito sociale garantito, l'estensione universale degli ammortizzatori sociali e garanzie contro il rischio da delocalizzazioni produttive e manovre urbanistiche speculative. A breve sarà operativo il sito regionale della Federazione dove potrete trovare tutti i materiali.

Approvato in Consiglio il bilancio di previsione 2010

Presentato in Consiglio Comunale il bilancio di previsione 2010-2012: l’Assessore ai Servizi finanziari, contabili e del patrimonio Federico Palma (Prc-Pdci) sottolinea che “questo bilancio arriva in un momento difficilissimo per la congiuntura economica in generale e per la situazione finanziaria degli Enti locali in particolare. È evidente che, in un contesto di crisi economica e sociale, i Comuni sarebbero ben lieti di poter dare risposte concrete alle richieste di lavoratori e imprese, ma sono nei fatti impossibilitati a farlo. Le tre cause principali che concorrono a determinare questa situazione sono la riduzione continua dei trasferimenti (anche il 2010 confermerà un trend di tagli sui trasferimenti dallo Stato che per noi si attesta al 3%), l’attacco all'autonomia finanziaria dei Comuni (privati della benché minima autonomia impositiva), i vincoli del Patto di stabilità (che ci impone di tenere fermi in cassa 3,5 milioni di euro già impegnati ma bloccati, con il risultato di negare ossigeno necessario alle imprese fornitrici e di conseguenza ai lavoratori e alle famiglie che sono dietro ognuna e ognuno di loro)”.

Per quanto riguarda il piano investimenti 2010, vengono finanziate opere pubbliche per un valore di oltre 5 milioni di euro, portando a compimento o realizzando importanti tasselli della Città del futuro: su tutti la nuova scuola materna nel comparto 4M e il sottopasso ciclo-pedonale di via Chiesa. Per consentire il ripristino e l'assegnazione in tempi brevi degli alloggi ERP vengono stanziati 300.000€, mentre 700.000 andranno nella manutenzione della viabilità comunale. Gli investimenti sulle nuove tecnologie prevedono l'installazione di due nuove postazioni hot-spot a Trebbo di Reno e presso la Biblioteca comunale, che andranno ad affiancarsi a quelle da poco operative nelle due piazze del Capoluogo. Un intervento di manutenzione straordinaria per 135.000 euro consentirà di ripristinare e mettere a bando il Centro di seconda accoglienza di via Bondanello. E questo solo per citare le voci che pesano di più da un punto di vista economico.

Sul piano dell'accesso ai servizi a domanda individuale è importante mettere in evidenza come, a fronte di entrate in calo - soprattutto sul fronte dei trasferimenti, e di spese in aumento -in conseguenza del costo del lavoro e dell'adeguamento ISTAT dei servizi gestiti in appalto, la scelta di mantenere invariate le tariffe limitandosi allo 0,1% dell'ISTAT sia una decisione tutta politica volta a garantire alle nostre cittadine e ai cittadini un accesso davvero universalistico ai servizi. Questa decisione ovviamente non è scevra di conseguenze, dato che determina una diminuzione secca della copertura complessiva rispetto al 2009 di quasi cinque punti percentuali (dal 48,4% al 43,6%). Entrando maggiormente nel dettaglio, il servizio di asilo nido si attesta ad un indice di copertura del 36,2%, quelli parascolastici al 61,6% e quelli assistenziali e domiciliari al 61,4%.

Nell’insieme, il Bilancio previsionale 2010-2012 conferma l’impegno su temi e progetti quali la casa, la salute, la sicurezza, lo sport, la questione ambientale, la mobilità, gli strumenti anticrisi, le Politiche Sociali, la cultura, il sostegno alle scuole di ogni ordine e grado, le attività giovanili, le pari opportunità, l’ identità civica, l'informatizzazione e la semplificazione dei servizi, la valorizzazione della partecipazione, in particolare con il Bilancio Partecipato.

Cliccando QUI potrete scaricare la relazione con cui l'Assessore Palma ha presentato la manovra previsionale al Consiglio Comunale di mercoledì 23 dicembre.

venerdì 11 dicembre 2009

18 dicembre: a cena con la Casa delle Donne


Il Circolo PRC "Carlo Giuliani" di Castel Maggiore partecipa e invita tutte e tutti a partecipare alla cena di autofinanziamento a favore della Casa delle Donne per non subire violenza di venerdì 18 dicembre. Non fare mancare il tuo contributo per sconfiggere la piaga della violenza di genere!

11 dicembre: in piazza con la CGIL per lo sciopero generale



Rifondazione Comunista aderisce alla grande giornata di mobilitazione promossa dalla CGIL.

A Roma sfileranno i lavoratori della conoscenza di scuola, università, enti di ricerca e di alta formazione, i dipendenti pubblici dei ministeri, degli enti locali, della sanità e di tutte le funzioni dello Stato, contro l’azione del governo che non prevede nella prossima legge finanziaria risorse sufficienti ed adeguate per i rinnovi contrattuali dei comparti citati.


Nella nostra regione la CGIL ha indetto uno sciopero generale di 4 ore, una mobilitazione regionale con articolazione provinciale, al grido di “non si vive con 700 euro al mese!”, contro la crisi e i licenziamenti, per l’estensione degli ammortizzatori sociali, contro l’accordo separato sui contratti e per la democrazia sindacale.

Noi, ancora una volta, stiamo dalla parte dei lavoratori, contro le politiche di un governo che non dà risposte concrete alla crisi, preferisce dare i soldi alle imprese e taglia i fondi per i lavoratori e per i servizi sociali.


Dopo il No B-Day un’altra giornata di mobilitazione e lotta. E' ora di uno sciopero generale nazionale contro la crisi per mandare a casa Berlusconi e il suo governo!

NON FARE IL TIMIDO, DIVENTA ROSSO! ISCRIVITI A RIFONDAZIONE!

La chiusura del tesseramento 2009 si avvicina: iscriviti per rafforzare Rifondazione Comunista e la nascente Federazione della Sinistra, per un nuovo inizio. Non fare il timido, diventa rosso! Contattaci al 3338258615 o mandaci una mail all'indirizzo prc.carlogiuliani@gmail.com.

Di seguito la lettera per il tesseramento del Segretario nazionale Prc Paolo Ferrero.

Cara compagna, caro compagno,

il nostro Partito arriva da un periodo molto travagliato: sconfitte elettorali, scissioni, e da un oscuramento dell’informazione che ci ha quasi fatto sparire dai mass media.

In quest’ultimo anno abbiamo lavorato a ricostruire il partito. Per la prima volta dopo tanti anni siamo riusciti a darci una gestione interna unitaria, in cui tutte le le aree del partito collaborano, mentre parallelamente stiamo ricostruendo l’intervento politico esterno.

Lo abbiamo fatto in questi mesi ricostruendo il lavoro sociale del partito: a fianco delle lavoratrici e dei lavoratori nelle lotte per la difesa del posto di lavoro, nel movimento dei precari, nelle battaglie ambientali e per l’acqua pubblica, con l’impegno nel terremoto e con la raccolta di firme per il referendum contro il lodo Alfano. Lo abbiamo fatto costruendo dal basso il partito sociale, nelle mille forme di aggregazione e di solidarietà vertenziale a cui abbiamo dato vita sui territori.

Lo facciamo oggi con l’impegno concreto nella costruzione della Federazione della Sinistra, un processo unitario che è partito ufficialmente il 5 dicembre a Roma. Vogliamo mettere fine a troppi anni in cui i comunisti e la sinistra di alternativa si sono continuamente divisi, facendoci perdere ogni credibilità. Vogliamo ripartire unendo le forze, per ridare credibilità alla costruzione di un polo politico di alternativa, dove far vivere il progetto della rifondazione comunista. Una proposta unitaria che chiudendo la stagione delle continue divisioni, ridia una speranza alla nostra gente.

Per fare tutto questo abbiamo bisogno di voi. Abbiamo bisogno di rivitalizzare Rifondazione Comunista e di renderla più forte. Non si tratta di un fatto testimoniale. La crisi capitalistica ha riaperto i giochi e oggi concretamente ci troviamo di fronte al rischio di una svolta a destra, di cui il berlusconismo è l’espressione peggiore, fatta di ingiustizie e di guerra tra poveri: una vera e propria crisi di civiltà in cui tutti guardano al futuro con paura, in cui i giovani sono immersi in una precarietà senza confini che toglie ogni speranza. Noi lavoriamo per una uscita da sinistra dalla crisi, basata su maggior giustizia sociale, sull’allargamento della democrazia e su una riconversione sociale ed ambientale dell’economia. Per costruire l’alternativa abbiamo bisogno di più lotte ma anche di un Partito della Rifondazione Comunista e di una Federazione della Sinistra più forte.

Per questo ti scrivo. Non è oggi il tempo di stare a guardare, è il tempo di dare una mano per ricostruire una sinistra degna di questo nome e una presenza dei comunisti forte e autorevole.

Per questo ti propongo di iscriverti o re-iscriverti a Rifondazione; per ricostruire quel partito che ci ha fatto sperare e disperare ma di cui c’è, oggi più che mai, bisogno.


Un caro saluto,

Paolo Ferrero
Segretario nazionale PRC-SE

lunedì 7 dicembre 2009

La croce unisca e non divida: no ai simboli religiosi nei luoghi pubblici

Di seguito l'intervento del Capogruppo Prc-Pdci Gianluca Ruotolo sulla questione del crocifisso nelle aule scolastiche a seguito della sentenza della Corte Europea: durante la seduta del Consiglio Comunale del 25 novembre sono stati presentati due ordini del giorno sull'argomento, uno a firma del PdL e uno del Pd. Il Gruppo comunista ha votato contro il primo e si è astenuto sul secondo.

La Corte Europea dei diritti dell'uomo composta da sette giudici di sette diversi Paesi diversi ha affermato che «La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e una violazione alla libertà di religione degli alunni»

Ciò significa che la libertà religiosa implica il rispetto e l’uguale trattamento di tutte le confessioni religiose (ed anche dei non credenti); di conseguenza gli Stati che hanno sottoscritto la Convenzione Europea sui diritti fondamentali dell’uomo che prevede appunto il diritto alla libertà religiosa, non possono affiggere nelle aule delle scuole pubbliche i simboli di una confessione religiosa; una tale scelta sarebbe discriminatoria per coloro che non professano tale religione e quindi sarebbe lesiva della libertà religiosa.

Gli stati membri dell’UE non possono quindi privilegiare alcuna confessione religiosa.

Se il ricorso presentato dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo non dovesse essere accolto, la sentenza diverrà definitiva tra tre mesi, e allora spetterà al Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa decidere, entro sei mesi, quali azioni il governo italiano deve prendere per non incorrere in ulteriori violazioni.

Questo significa che qualsiasi sentenza pronunciata in Italia in merito a tale aspetto che confermasse in qualche modo la presenza del crocifisso non avrebbe valore rispetto alla decisione presa dal Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa

Il principio affermato dalla sentenza della Corte europea trae fondamento dalla Convenzione Europea dei diritti fondamentali dell’uomo, trova peraltro riscontro nella nostra Costituzione che, come ha precisato la Corte Costituzionale (sentenza n.203/89), ha affermato che nel nostro ordinamento costituzionale vige il principio supremo della laicità dello Stato.

Quindi massimo rispetto, anzi anche sostegno per tutte le confessioni religiose, ma massima libertà ed uguaglianza di tutte le confessioni e dei non credenti.

I commenti alla decisione della Corte di Strasburgo sono stati i più svariati; tanto che siamo qui oggi, in questa seduta, a parlarne; il mondo politico e culturale italiano ha offerto un’immagine di personaggi che con dichiarazioni ambigue dettate da motivazioni politiche opportunistiche, da una parte e dell’altra, hanno fatto a gara nella difesa del Crocifisso di Stato.

Negli stessi giorni però a Firenze un certo Don Santoro che ha praticato i valori del cristianesimo dando dignità alla gente di un quartiere estremamente degradato come quello delle Piagge di Firenze, ma reo di aver celebrato le nozze fra un uomo ed un ex-uomo (che è una donna a tutti gli effetti di legge), è stato dal suo vescovo cacciato dalla sua comunità delle Piagge senza alcuna reazione se non flebile dei difensori nostrani del crocifisso nelle scuole.

Il "diritto" (nel caso specifico la Costituzione Repubblicana e la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo) ha affermato il principio della libertà religiosa che implica l’uguale trattamento da parte dello Stato di tutte le confessioni religiose (ma anche dei non credenti); la libertà religiosa non implica la negazione delle tradizioni culturali e storiche di ciascuna realtà, ma implica un’apertura verso una società inclusiva in cui le tradizioni antiche, possano convivere con le nuove esigenze ed esperienze. Uno Stato democratico e laico deve essere il garante di questa nuova dimensione inclusiva della società rispettosa di tutte le sensibilità e tradizioni.

Bisogna fare scelte coerenti e concrete; laicità dello Stato significa, come ha affermato la Corte Costituzionale, non indifferenza dello Stato rispetto al fenomeno religioso, ma libertà per tutti (anche per gli agnostici e laici) ed uguale trattamento da parte delle istituzioni pubbliche per tutti.

Per questa ragione nessuno contesta il valore religioso e/o morale del Crocifisso, come di tanti altri simboli religiosi o laici; lo Stato deve rispettare tutti i simboli religiosi, ma non può farne proprio nessuno senza violare il principio della libertà religiosa e della laicità. Cosi come non c’è più la Religione di Stato, in uno Stato che si proclama laico non può esserci il Crocifisso di Stato. Non è un caso infatti che la sentenza è stata presa all’unanimità da giudici del Belgio, Italia, Portogallo, Lituania, Serbia, Ungheria, Turchia che sono in grado di rappresentare una visione globale di tale diritti; visione che in Italia tardiamo a raggiungere.

Vorrei concludere leggendo una dichiarazione di don Aldo Antonelli sacerdote di un paesino vicino L’Aquila e lo leggo come persona che non può negare una sua vicinanza affettiva ad una certa pratica della cristianità

L’unico luogo in cui degnamente può stare una croce è un non luogo: è la coscienza del credente, là dove nascono e maturano quei comportamenti che fanno del cristiano, questo sì, il vero segno della di Lui presenza.

Lamentiamo e protestiamo contro quello che nei secoli è stato un vero e proprio trasloco abusivo da una testimonianza esistenziale interiore ad una invadenza superficiale esteriore.

Una croce ridotta a simbolo culturale costituisce, per la sensibilità del credente, una profanazione di svuotamento; mentre per molti politici ed altrettanti ecclesiastici diventa moneta di scambio per il consolidamento del loro potere. Simbolo equivoco è diventata questa croce trasformata in spada, che invece di unire divide e che invece di proporsi si impone”.