La Federazione della Sinistra di Castel Maggiore invita tutta la cittadinanza a partecipare: noi ci saremo e ribadiremo ancora una volta come il Passante Nord, in qualunque tracciato lo si presenti, sia un'opera inutile e dannosa. Non comprendiamo l’accanimento di chi, oltre a teorizzare l’improbabile utilità di quest’opera, ne rivendica la giustezza in tempi di crisi, quando l’intervento pubblico in economia dovrebbe avere ben altri obiettivi: innanzitutto il potenziamento del trasporto su rotaia ed in secondo luogo la riconversione ecologica dell’intero sistema di mobilità e produttivo.
domenica 16 dicembre 2012
mercoledì 21 novembre 2012
APPELLO PER LA COSTITUZIONE DEL COMITATO REFERENDARIO “LOTTO PER IL DICIOTTO” A CASTEL MAGGIORE
L'attacco al contratto nazionale e all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori va inserito all'interno di un processo ormai trentennale volto alla completa destrutturazione dei diritti e delle tutele dei lavoratori. Le modifiche alla legislazione varate dai Governi Berlusconi-Monti mirano a demolire le principali difese sia individuali che collettive e ad alterare irrimediabilmente i rapporti di forza all'interno dei luoghi di lavoro, in una vera e propria lotta di classe rovesciata. Un processo di riduzione degli spazi di democrazia che la crisi economica ha accelerato sotto la direzione e supervisione dell'establishment economico e finanziario europeo.
È per questo che i quesiti depositati l'11 settembre scorso in Cassazione da vari soggetti sociali e politici inerenti l'abrogazione dell'articolo 8 dell'ultima manovra del Governo Berlusconi che permette di derogare ai contratti nazionali di lavoro e la reintroduzione dell'articolo 18 nella forma originaria, possono rappresentare un vero e proprio punto di rottura di tutto questo sistema come hanno già fatto i referendum su acqua e nucleare.
Siamo consapevoli che la difesa del contratto nazionale e dell'articolo 18 non 'parlano' alla generalità del disperso mondo del lavoro, e in particolare ai giovani disoccupati, ai precari; sappiamo anche però che essi sono tra i più importanti capisaldi della civiltà del lavoro del nostro Paese e che rappresentano una possibile chiave di volta verso la riunificazione del mondo del lavoro.
Per questo noi sottoscritte/i lavoratrici e lavoratori, delegate e delegati, pensionate e pensionati, amministratrici e amministratori, rappresentanti di forze politiche e associazioni, cittadine e cittadini, auspichiamo che anche a Castel Maggiore possa nascere un Comitato referendario ampio e unitario che coinvolga il maggior numero di realtà politiche, sociali e lavorative.
Castel Maggiore (Bo), 19/11/2012
sabato 20 ottobre 2012
PASSANTE NORD: ENTRO IL 30 NOVEMBRE SI DECIDE. PERCHE' SIAMO CONTRARI AD OGNI PROPOSTA DI TRACCIATO
Ecco
che ci risiamo con il Passante Nord. Questa volta sembra che siamo veramente ad
un passo da conoscere il destino dell’opera (vecchia ormai di 10 anni) e
soprattutto quello delle comunità e dei territori che sarebbero coinvolti dal
nuovo progetto di tracciato frutto dello studio di Fattibilità di Società
Autostrade. Il cosiddetto “Passantino”, che ha ricevuto il via libera
dall’Unione Europa, è uno stradone di 32,7 chilometri a due corsie per senso di
marcia che va da Zola Predosa a San Lazzaro e che attraverserebbe con un
impatto a dir poco devastante l’abitato di Castel Maggiore. Le ipotesi
pubblicate dalla stampa nel corso dell’estate mostrano addirittura un passaggio
in sopraelevata tra Funo e Castel Maggiore, con un enorme serpente di asfalto
che costeggerebbe via Ilaria Alpi deturpando in modo irreparabile la nostra
campagna.
Detto questo, è doveroso partire
dall’Ordine del Giorno che i partiti di maggioranza (PD, IDV e Federazione
della Sinistra) hanno proposto al Consiglio Comunale del 26 settembre e che è
stato votato anche dalle opposizioni: un
OdG che esprime una posizione nettamente contraria al progetto
presentato da Società Autostrade.
Come Rifondazione Comunista prima e
come FDS poi denunciamo da anni che, dopo la bocciatura da parte dell'Unione
Europea del vecchio progetto di Passante Nord, una nuova opera più piccola, sempre
inutile come la precedente ma ancora più devastante per il territorio e per Castel
Maggiore in particolare, stava prendendo forma lasciando volutamente all’oscuro
le comunità e buona parte delle Istituzioni locali. A conferma di questo, da
poche settimane siamo venuti a conoscenza del fatto che Comune di Bologna,
Regione Emilia-Romagna, Provincia di Bologna, Anas e Società Autostrade hanno sottoscritto
un protocollo d’intesa dove sta scritto che un accordo sul nuovo tracciato
del Passante Nord dovrà essere trovato entro il 30 novembre. La lista dei
firmatari dell’intesa evidenzia l’esclusione di tutti i Comuni interessati -tranne
quello di Bologna- dagli incontri preparatori e dal Comitato Tecnico
Scientifico che ha studiato il nuovo tracciato e la sua realizzazione. I
Sindaci sono così stati messi di fronte al fatto compiuto, con l’obiettivo di
pretendere il loro sì o, in caso di dissenso, caricarli della responsabilità
della perdita di un finanziamento di 1 milione e 300mila euro. Fortunatamente
il fronte dei Primi cittadini, a partire dal Sindaco Monesi, appare compatto
per il no al “Passantino”, anche se sembra prevalere la volontà di trovare un
accordo che riparta dal vecchio tracciato, che a nostro avviso rimane comunque
non condivisibile.
Ma perché noi di Rifondazione Comunista
e della Federazione della Sinistra siamo contrari ad un’opera che secondo i proponenti è pensata per
decongestionare la tangenziale di Bologna e per ridurre l’inquinamento
nell'area bolognese? Le nostre motivazioni sono molto simili a quelle che da
anni sta esponendo il Comitato per l'Alternativa al Passante Nord (www.passantenord.org) :prima di tutto non si può
accettare la devastazione di un intero territorio agricolo con la perdita di
8.000 ettari di colture di pregio, con il consumo di 100.000 tonnellate di
petrolio equivalente ogni anno per i 17 km di asfalto in più in cambio di generiche
e insufficienti “mitigazioni ambientali”. Il Passante Nord, già obsoleto nel
2003, in tutti questi anni si è rivelato sempre più distante dalla realtà. In
particolare sono clamorosamente fallite le previsioni di incremento del
traffico ed è drammaticamente aumentata la presa di coscienza a livello
mondiale sul consumo del territorio. Come si può parlare di salvaguardia
ambientale di fronte a questi dati, come si può sostenere che solo dopo aver
realizzato il Passante Nord si potrà procedere allo sviluppo della mobilità
sostenibile partendo dal Sistema Ferroviario Metropolitano?
Anche lo studio di fattibilità di Società Autostrade che accompagna il
cosiddetto “Passantino” ha messo in chiaro che problemi di traffico
sull’autostrada dopo l’entrata in funzione della terza corsia dinamica non ce
ne sono, e ha smentito le previsioni di aumento esponenziale di traffico alla
base del progetto Passante Nord (noi lo avevamo detto già nel 2003), sottolineando
anzi che dal 2010 ad oggi il traffico è ulteriormente diminuito.
Anche l'idea che le Grandi Opere servono per
rilanciare l’economia è vecchia e sbagliata: nient’altro che una fiammata di
breve periodo che lascerebbe dietro di sé un territorio devastato. In un
momento di grave crisi economica come questo è importante non sprecare risorse
e guardare prioritariamente alle tante opere incomplete che potrebbero portare all’avvio
di decine di cantieri più piccoli -con conseguente creazione di posti di lavoro
diffusi sul territorio- finalizzati alla realizzazione di opere utili ad
alleviare le reali problematiche della mobilità locale: terminare la
Trasversale di Pianura, il ponte sul Reno a Trebbo, un casello autostradale dedicato
per l'Interporto. Il tutto ad un costo molto inferiore e con benefici di gran
lunga superiori rispetto al Passante Nord!
Gianluca Ruotolo
Capogruppo FDS Castel Maggiore
CONTRIBUTO STRAORDINARIO PER L’AFFITTO: DAL COMUNE UN AIUTO CONCRETO CONTRO LA CRISI. Confermate tutte le risorse nonostante i tagli. Per la prima volta il bando si rivolge ai procedimenti di sfratto, anche per morosità
Nel periodo 2001-2010 a livello nazionale
gli sfratti per morosità sono
più che raddoppiati, registrando un incremento del +108,4%.
Nel 2011, secondo gli ultimi dati resi noti dal Ministero dell’Interno, nel nostro Paese sono state sfrattate 64 mila famiglie, di cui 56 mila (quasi il 90%) per morosità; le richieste di esecuzione forzata sono state addirittura 124 mila.
Nel 2011, secondo gli ultimi dati resi noti dal Ministero dell’Interno, nel nostro Paese sono state sfrattate 64 mila famiglie, di cui 56 mila (quasi il 90%) per morosità; le richieste di esecuzione forzata sono state addirittura 124 mila.
A livello
regionale, se si considera il numero di sfratti registrato nel 2010 ogni mille
famiglie in affitto, la realtà più interessata da questo fenomeno è stata l’Emilia-Romagna (22,7 sfratti
per morosità ogni mille famiglie affittuarie).
Rispetto al
passato sono mutate anche le tipologie
familiari colpite da questo tipo di provvedimento: fino a qualche
anno fa a non riuscire a pagare l’affitto erano in particolare lavoratori saltuari o precari a basso reddito, pensionati con
la minima, persone espulse dal mercato del lavoro; negli ultimi tempi il
fenomeno ha assunto dimensioni numeriche sempre più preoccupanti coinvolgendo artigiani, commercianti, piccoli
imprenditori, tenutari di partita Iva e in generale lavoratori dipendenti che
un tempo avremmo definito “garantiti” ma
che con l’aggravarsi della crisi e il dilagare della precarietà sono
scivolati in condizioni di marginalità economica.
A fronte di
numeri da vera e propria emergenza sociale, i Governi guidati da Berlusconi
prima e da Monti poi hanno pensato di rispondere con il taglio progressivo di
ogni sostegno a chi vive in affitto, arrivando nel 2012 addirittura
all’azzeramento del Fondo sociale per la locazione. Le mancate modifiche al
Patto di Stabilità, meccanismo perverso che impedisce a Comuni come il nostro
che pure avrebbero le risorse di ristrutturare e assegnare le cosiddette “case
popolari”, e una crisi economica feroce hanno fatto il resto, peggiorando sensibilmente
le condizioni materiali di vita di un numero sempre crescente di famiglie. Un
combinato disposto micidiale che si fa di giorno in giorno sempre più
insostenibile, anche perché molto spesso alla perdita del lavoro fa seguito
quella della casa e le conseguenze sono devastanti.
Il Comune di
Castel Maggiore, strangolato da vincoli sovraordinati e da uno stillicidio
infinito di tagli, si è ostinato a camminare nella direzione contraria: dal
2010, oltre ad emettere un nostro specifico bando anticrisi, abbiamo integrato
il trasferimento regionale del Fondo sociale con una quota più che doppia
rispetto a quella che ci imponeva la legge, tentando in qualche modo di
arginare la continua riduzione delle risorse. Quest’anno abbiamo confermato
integralmente entrambi quegli stanziamenti, portandoli a confluire in unico
Fondo da destinare a chi sul nostro territorio vive sulla pelle problematiche occupazionali
ed abitative.
54.000 euro a
disposizione di chi non riesce a sostenere il canone di locazione perché ha perso
il lavoro, subisce provvedimenti di mobilità, cassa integrazione o riduzione di
orario; un aiuto che da quest’anno si estende ai casi di sfratto, anche per
morosità, per sostenere chi si trova a non poter affrontare né le spese per
saldare il debito e rimanere nella propria casa né quelle per trovare un nuovo
appartamento (basti pensare alle mensilità di caparra abitualmente richieste
dai proprietari come garanzia o alle spese da corrispondere qualora sia
coinvolta un’agenzia di intermediazione immobiliare).
Presentando la
propria domanda dal 15 ottobre al 17 novembre sarà possibile avere accesso ad
un contributo una tantum di 2 mila euro; qualora le richieste ricevute in
questo arco temporale non arrivassero ad esaurire la disponibilità economica,
il bando rimarrà aperto anche nei mesi successivi fino ad esaurimento delle
risorse.
Un aiuto
concreto, utilizzabile per il pagamento della morosità o per le spese
contrattuali di un nuovo appartamento; un sostegno necessario ma che, ne siamo
consapevoli, certamente non sarà sufficiente. È evidente infatti che, di fronte
ad un’emergenza sociale di dimensioni tanto vaste e preoccupanti, la latitanza
della politica nazionale sia sempre più grave ed inaccettabile e che i Comuni
non possano essere lasciati soli ad affrontarla.
Federico Palma
Assessore alle Politiche
abitative
Per verificare requisiti e modalità di presentazione della domanda clicca QUI.
Per verificare requisiti e modalità di presentazione della domanda clicca QUI.
Per il diritto ad avere diritti: firma anche tu!
PER IL DIRITTO AD AVERE DIRITTI
Appello regionale a sostegno dei referendum sul lavoro (www.referendumlavoro.it)
Appello regionale a sostegno dei referendum sul lavoro (www.referendumlavoro.it)
La
drammaticità della situazione è
sotto gli occhi di tutti: le
aziende espellono manodopera e i
giovani sono, nella migliore
delle ipotesi, costretti ad
accettare lavori senza futuro e
senza diritti. Ciò nonostante, è
proprio in un contesto del
genere che il legislatore ha
deciso di abbassare
drasticamente le tutele tanto a
chi un’occupazione ce l‘ha
quanto a chi la cerca senza
riuscire a trovarla.
Per questo,
l’avvio della campagna
referendaria per l’abrogazione
delle modifiche introdotte dalla
recente “riforma Fornero”
all’art. 18 dello statuto dei
lavoratori (riscritto dalla
legge 2012/92) e dell’art. 8
della legge 2011/148 equivale ad
un’energica sollecitazione a
discutere pubblicamente
l’impianto di base delle regole
riguardanti il (poco) lavoro che
c’è e il (tanto) lavoro che si
cerca e non si trova.
La riforma-Fornero
ha sostanzialmente ripristinato
la licenza di licenziare d’una
volta. Salvo poche eccezioni,
infatti, anche il licenziamento
di cui sia stata accertata
l’illegittimità in sede
giudiziaria produce l’estinzione
del rapporto col solo obbligo di
pagare un pedaggio equivalente
alla monetizzazione forfettaria
del danno causato.
Peraltro,
nel settembre dell’anno scorso
il Parlamento aveva approvato
una riforma ancora più
devastante e priva di riscontri
nel panorama internazionale. Con l’art.
8 della legge 2011/148 ha
dismesso la funzione di regolare
i rapporti di lavoro, che gli
spetta in base alla
costituzione, ed ha
destabilizzato il contratto
nazionale di categoria. Infatti, ha
concesso persino ad agenti
privati d’incerta
rappresentatività l’opportunità
di gestire a livello aziendale
(ma anche in ambiti territoriali
determinabili in base a calcoli
d’opportunità) trattative
che possono concludersi con
accordi collettivi contenenti
deroghe peggiorative non solo
rispetto alla contrattazione
nazionale, ma anche a gran parte
della stessa legislazione del
lavoro. Come dire che la norma
sancisce il pressoché totale
abbandono del principio
d’inderogabilità delle regole
del lavoro prodotte dalle fonti
costituzionalmente legittimate
a farle – legge e contratto
nazionale di categoria – nonché
l’evaporazione del principio per
cui a lavoro uguale devono
corrispondere uguali diritti,
economici e non.
Pertanto,
firmare la richiesta dei due
referendum vuol dire uscire da
una passività colma di rabbia,
prendendo la sola iniziativa
oggi praticabile per riportare i
rapporti sindacali e di lavoro
all’interno di un quadro di
regole compatibile col sistema
dei valori accolti dalla
costituzione.
Bologna, 10
Ottobre 2012
Umberto
Romagnoli
Bruno
Papignani
Maurizio
Frigeri
Simonetta
Ponzi
Domenico
D'Anna
Tommaso
Montebello
Nando
Mainardi
Giovanni
Paglia
Mauro
Alboresi
Maria Rita
Lodi
Maurizio
Pulici
Paolo
Galletti
sabato 29 settembre 2012
No al Passante Nord, no al Passantino!
Nella
seduta del 26 settembre 2012, il Consiglio Comunale di Castel Maggiore
ha approvato all'unanimità un Ordine del Giorno che esprime il netto rifiuto della
proposta di tracciato avanzata da Autostrade Spa per il cosiddetto
"Passantino", ovvero l'ultima variante del Passante Nord. Di seguito il testo proposto dai gruppi consiliari di maggioranza (PD, IDV e FDS):
Il Consiglio Comunale di Castel Maggiore,
appreso che la Società Autostrade ha elaborato e presentato ufficialmente una proposta di tracciato del cosiddetto "Passante Nord", alternativa a quella prevista dal PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale),
viste le mappe del suddetto tracciato apparse sugli organi di informazione,
esprime una valutazione fortemente negativa e la propria netta contrarietà all'ipotesi di opera proposta da Società Autostrade - fortemente impattante per i territori intensamente urbanizzati sui quali verrebbe ad insistere e in modo insostenibile per la città di Castel Maggiore;
sostiene l'impegno del Sindaco che a più riprese si è pubblicamente espresso contro la nuova ipotesi di tracciato e coerentemente si sta prodigando in tal senso nelle sedi istituzionali deputate a trattare la materia.
Come FDS esprimiamo soddisfazione per questo importante risultato politico e ribadiamo la nostra contrarietà al Passante Nord, vecchio o nuovo che sia: un'opera inutile, superata dal tempo, costosa e dannosa per il territorio.
venerdì 21 settembre 2012
Online le foto della Festa!
Cliccando QUI verrete rimandati alla nostra pagina Facebook dove troverete tutte le foto della terza Festa della Federazione della Sinistra di Castel Maggiore. Grazie ancora a tutte e a tutti, alle compagne e ai compagni che hanno lavorato e a chi ha partecipato, e arrivederci al 2013!
venerdì 27 luglio 2012
martedì 17 luglio 2012
Acqua pubblica, riattivarsi a un anno dai referendum
Pubblichiamo di seguito l'articolo del Gruppo Consiliare FDS in uscita su "In Comune" del mese di luglio.
E’
trascorso poco più di un anno da quel famoso 13 giugno del
2011, giorno in cui il referendum sull'acqua raggiunse il quorum dopo
una campagna elettorale partita dal basso e una valanga di sì
che cancellò due norme. La prima norma abrogata disegnava un
percorso a tappe forzate per aumentare la partecipazione dei privati
nelle società che gestiscono il servizio. La seconda diceva
che alle stesse società doveva essere garantito sempre e a
prescindere un profitto e, per questo motivo, nel calcolo della
bolletta bisognava includere anche la remunerazione del capitale
investito.
Per
comprendere meglio ad un anno dal referendum cosa sia realmente
cambiato, abbiamo deciso di ospitare in questo spazio riservato alla
Federazione della Sinistra, il punto di vista di Andrea Caselli del
Comitato Acqua Bene Comune di Bologna.
Crediamo,
infatti, come Federazione della Sinistra che sia necessario riportare
l’attenzione sulle tematiche referendarie legate alla gestione del
servizio idrico perché, secondo noi, rappresentano molto bene
l’esigenza di far uscire dalla gestione di quei servizi vicini ai
cittadini i grandi interessi economici e la loro ricerca di profitti
a tutti i costi. In questa fase è inoltre di assoluta
importanza il coinvolgimento di tutte quelle forze politiche e non
(singoli cittadini, associazioni, sindacati e appunto comitati) che
grazie anche alle loro diverse sensibilità hanno contribuito,
l'anno passato, al grande successo della democrazia dal basso al
quale è fondamentale, però, dare piena applicazione.
--------------------------------------------------------------------------------------------------
di
Andrea Caselli, portavoce Forum Acqua Bene Comune di
Bologna
Acqua
pubblica, acqua bene comune. Acqua indispensabile alla vita umana e a
tutte le forme di vita. Acqua da sottrarre al controllo di pochi e da
restituire alla collettività. Acqua da sottrarre alla
mercificazione. Questo era l'obiettivo dei referendum del 12 e 13
giugno 2011.
Ed
è dai 27 milioni di votanti a quei referendum, che bisogna
ripartire per continuare a riaffermare la necessità di una
gestione pubblica e partecipata del servizio idrico. E’ a quei
cittadini che va dato conto di quello che ancora non si è
fatto per realizzare le finalità referendarie. E' a questa
maggioritaria volontà che deve inchinarsi la classe politica
che a diverso titolo governa il nostro paese. Dal Governo al
Parlamento, fino alle Pubbliche Amministrazioni locali. Non si può
non comprendere che è da qui che può nascere e
moltiplicarsi rapidamente un vasto sentimento di ripulsa del ceto
politico. Già il governo Berlusconi approvava, ad urne
elettorali appena chiuse la reintroduzione del decreto Ronchi per la
privatizzazione dei servizi pubblici locali. Il Parlamento approvava.
Poi il governo Monti avvallava tutta la legislazione berlusconiana, e
tentava di impedire le gestioni pubbliche dell'acqua. Grazie ad una
pronta mobilitazione del movimento per l'acqua l'operazione veniva in
gran parte sventata, ma si confermava il profilo privatizzatore del
Governo Monti. Intanto anche sul secondo quesito referendario si
assisteva ad un atteggiamento di completa inerzia da parte delle
amministrazioni pubbliche locali. La remunerazione del capitale,
appena abrogata rimaneva in tariffa pressoché dovunque le Ato
(assemblee dei sindaci) confermavano le tariffe, al più, come
nel caso bolognese, la remunerazione per i nuovi investimenti passava
dal 7% al 5,36%. Nulla si sta facendo per avviare processi di
ripubblicizzazione del servizio idrico, anzi in alcuni casi come a
Roma, il sindaco Alemanno, sta tentando di privatizzare quasi
completamente ACEA (il controllo pubblico passerebbe dal 51% al 30%).
Unica lodevole eccezione è quella rappresentata dal comune di
Napoli che ha trasformato l'azienda di gestione in Ente pubblico.
Anche sui nostri territori, dove la gestione si realizza tramite una
azienda di proprietà per il 60% dei Comuni ma sostanzialmente
privata, HERA, non solo non si è aperta la discussione su come
operare la ripubblicizzazione, ma continuano le trattative per la
creazione della cosiddetta multiutility del nord. In particolare si è
aperta la trattativa con ACEGAS (Veneto e Trieste) per una fusione
delle due aziende. Operazione che allontanerebbe ulteriormente il
governo dell'impresa dal territorio. Ad esempio, quanto conterebbe il
Comune di Castel Maggiore nella nuova azienda?
Referendum
negato quindi? Per ora la risposta è sì. Ma i Comitati
per l'acqua pubblica e la coalizione sociale che li sorregge, fatta
di associazioni culturali ed ambientaliste, sindacati, partiti,
gruppi di base ecc. continuano la lotta perché si affermi
quella volontà e venga rispettato l'esito referendario. Con la
campagna di ‘Obbedienza civile’ perché sia eliminata dalla
tariffa la remunerazione del capitale attraverso un reclamo/istanza
di rimborso e l'auto riduzione conseguente della bolletta da parte
dell'utente. Con la campagna per la ripubblicizzazione del servizio.
Ma anche chiedendo alle forze del governo locale di cambiare rotta,
comprendendo finalmente che la crisi che stiamo attraversando a causa
del liberismo globale richiede risposte che consentano di sottrarre
il governo e la gestione dei "Beni comuni" ed in primis
dell'acqua al mercato ed al sistema finanziario globale, riproponendo
strumenti di finanza pubblica e un sistema di investimenti pubblici
oltre che alla fine del patto di stabilità. Chiediamo a tutti
quindi di condividere e discutere la piattaforma del movimento
dell'acqua, ma insieme proponiamo alle forze che non condividono con
noi l'intera piattaforma, ma che hanno dato indicazione di votare sì
ai referendum di condividere alcuni punti base e una serie di
principi:
1.
Attivarsi per il rispetto del referendum;
2.
Chiedere la discussione parlamentare della proposta di legge di
iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua giacente dal
2007 in Parlamento e corredata da 400.000 firme;
3.
Promuovere insieme ai comitati e alla FP-CGIL la raccolta di firme
europea per il diritto umano all'acqua e contro la mercificazione
dell'acqua;
4.
Chiedere l'utilizzo dei dividendi di Hera per il riacquisto di azioni
della stessa verso la sua ripubblicizzazione;
5.
Blocco immediato delle trattative per la fusione di HERA-ACEGAS e di
qualsiasi modificazione societaria che allarghi il perimetro
dell'azienda togliendo potere agli enti locali;
6.
promuovere la partecipazione dei cittadini e dei lavoratori alle
forme di governo del servizio idrico;
7.
promuovere forme di finanza pubblica anche attraverso la cassa
depositi e prestiti restituita alle sue originali funzioni;
8.
Sbloccare gli investimenti degli enti locali tramite l'allentamento
del patto di stabilità;
Chiediamo
quindi ai Sindaci ed ai Consigli Comunali di continuare a lavorare
per riappropriarsi di quel ruolo pubblico, senza il quale viene
tradita l'essenza stessa del mandato democratico.
Perché si scrive acqua, ma si
legge democrazia.
----
Gianluca
Ruotolo
Capogruppo
Federazione della Sinistra Castel Maggiore
giovedì 5 luglio 2012
Dal 5 al 16 luglio Festa provinciale della FDS
Programma della Festa
Giovedì
5 Luglio Ore 20:00 Inaugurazione della
festa – porteranno il loro saluto il Sindaco di Bologna e il presidente del quartiere
Borgo Panigale
Ore 21:30 Gloria Fuzzi in concerto (folksinger)
Balera: Ornilio Giannini
Venerdì
6 Luglio Ore 21:30 Presentazione
del libro “I veri Pigs sono loro! La crisi spiegata a tutti.”
Alfredo Pasquali intervista l'autore Paolo Ferrero
Ore 20:00 Specialità Maialino alla Cubana
Balera: Giancarlo Band
Sabato
7 Luglio Ore 16:00 – 18:00 raccolta
beni per i terremotati
Ore 19:00 – 21:00 Presentazione del libro
L’austerity
è di destra
(Il
saggiatore, Milano)
con Passarella (autore)
Ore
21:00 – 22:30 Iniziativa : Uniti e solidali con la Bassa –
presso
Ore
22:30 – 23:00 dj set
Balera:
William Monti
Domenica
8 Luglio Ore 21:00 Iniziativa La situazione del
lavoro a Bologna, quali politiche mettere
in campo? Ne discutiamo con Rita Lodi – Fds
Matteo
Lepore, assessore al Lavoro Giunta Comune Bologna
Danilo
Gruppi, segretario camera del lavoro Bologna
Nicola
Nicolosi, segretario Europa Cgil Nazionale
Balera:
Armando Bovinelli
Lunedì
9 Luglio Ore 21:00 Iniziativa: “tra Marlowe
e Balanzone” con i giallisti bolognesi
Balera:
Germano Guidastri
Martedì
10 Luglio Ore 19:00 Presentazione del libro:
“Sms, Simboli, Misteri, Sogni”. Davide Ferrari
intervista l'autore Raffaele K. Salinari
Ore
21:00 Iniziativa: Che fine ha fatto la libertà di stampa? Crisi
dei giornali
o
crisi della libertà di informazione? Saranno presenti giornalisti di Liberazione
e Manifesto
Balera:
Andrea Scala
Mercoledì
11 Luglio Ore 19:30 Serata in ricordo del compagno
Stefano Tassinari
Balera:
ballo ed esibizioni dei maestri Gabusi
Giovedì
12 Luglio: Ore 19:30 Dibattito: Il lavoro e la
sinistra. Ne discutiamo con
Gianni
Airaudo, segreteria nazionale Fiom – Cgil
Gennaro
Migliore, presidenza nazionale Sel
Claudio
Grassi,segreteria nazionale Prc - Federazione della Sinistra
coordina
Manuele Bonaccosi – giornalista
Ore
21:30 concerto jazz Nigredo Project
Balera:
Trio Remo, Noemi, Giuseppe
Venerdì
13 Luglio: Ore 19:30 Iniziativa: Che genere di
relazioni?
Ore
21:30 Concerto del cantautore Tiziano Bononcini
Balera:
Gamberini Parrini
Saba
14 Luglio: Ore 19:30 Dibattito: MEDIO ORIENTE
E NORD AFRICA tra
Primavera, conflitti
e migrazioni.
Ore
21:30 Dibattito tra i segretari bolognesi dei partiti del centro-sinistra
Balera: Manuela Turrini e Cecilia
Domenica 15 Luglio
Ore 21:00 chiusura della festa con il segretario nazionale del
Partito dei Comunisti Italiani, Oliviero Diliberto
Balera: Lucio Mazzelli
Lunedì 16 Luglio
Ore 16:00 torneo di green volley
Ore 22:00 concerto band giovanili
Balera: Gerri e i Tnt
giovedì 14 giugno 2012
martedì 5 giugno 2012
lunedì 4 giugno 2012
Il terremoto colpisce tutti, ma a pagare un prezzo altissimo sono i lavoratori
Pubblichiamo l'articolo del Gruppo Consiliare FDS in uscita sul numero di giugno del giornale "In Comune".
Il terremoto che il 20 maggio ha duramente ferito la nostra
Regione e in particolare le province di Modena, Ferrara e Bologna, si è
ripresentato il 29 con la stessa forza e intensità producendo ancora danni
materiali, colpendo la storia di questo territorio, gli animi di ognuno di noi
e, purtroppo, facendo ancora vittime.
Non sono più tra noi operai costretti a lavorare di giorno e di
notte, precari, migranti (che sempre più ingiustificatamente ritardiamo a
considerare a tutti gli effetti cittadini italiani…); non è più tra noi chi
lavorava nei capannoni, perché i più deboli sono sempre i primi a pagare. Ci
hanno lasciato giovani, donne, anziani, persone di tutte le età.
Questo spazio è un pensiero rivolto a
loro e ai loro cari. E alle tante persone che hanno visto la loro quotidianità
cambiare all’improvviso, gente sfollata, che ha perso la propria casa, senza
più un lavoro. Gente che comunque, nella giustificata paura, dimostra di avere
voglia di rialzarsi il prima possibile e tornare alla “normalità”. Gente che
non deve essere lasciata sola, prima di tutto dalle Istituzioni.
In questo momento non si può che stringersi forte intorno a loro,
esprimendo tutta la nostra vicinanza e solidarietà.
E, pur sapendo che un evento di questo tipo non si può prevedere,
subito bisogna interrogarsi su cosa non ha funzionato in questo disastro, per
fare in modo che gli errori non si ripetano in futuro. M’interessa, ad esempio,
domandarmi che tipo di economia è quella che sfrutta fino all’osso la mano
d’opera, il lavoro salariato, e non si cura nemmeno delle condizioni materiali
in cui fa tutto questo, obbligando persone a rientrare in strutture
pericolanti. Perché i capannoni dove il 29 maggio sono
rimasti sepolti i lavoratori modenesi, migranti o italiani che fossero, erano
stati ritenuti agibili dopo la prima scossa? Non abbiamo elementi per dire se
siano state violate o meno le normative sulla sicurezza, su questo attendiamo
la risposta dalle inchieste in corso.
Una cosa che sappiamo è che si possono
limitare enormemente i danni se si rispetta il territorio e se si costruisce
con criteri antisismici. Lo Stato dovrebbe investire in questo, piuttosto che
gettare dalla finestra tanti miliardi per spese militari o grandi opere
inutili.
In questo senso penso che sia stato giusto
chiedere al Presidente della Repubblica, che ha sollecitato i giovani ad aprire
porte e finestre anche qualora le trovassero chiuse, di dare l’esempio
annullando la parata militare del 2 giugno, che da sola nel 2011 era costata
4,4 milioni di euro e che comunque anche ridotta, secondo il ministero della
Difesa, quest’anno è costata quasi 3 milioni di euro. Quei soldi siano
investiti in opere di solidarietà con la popolazione stremata dal terremoto e
quei contingenti vengano utilizzati nelle zone bisognose di aiuti!
Per chi fosse interessato, segnalo infine che è stata attivata una
cassa di resistenza a favore delle famiglie dei lavoratori vittime del
terremoto. I versamenti possono essere effettuati sul seguente conto corrente:
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra - Comitato
regionale Emilia-Romagna, Via Menganti 8 – 40133 Bologna IBAN IT 06 L 02008
12932 000003118146. Causale: Cassa resistenza terremoto.
Gianluca Ruotolo
Capogruppo
Federazione della Sinistra
martedì 24 aprile 2012
W la Resistenza, W il 25 Aprile!
Senza l'antifascismo non c'è l'Italia. Partecipiamo alla manifestazione del 25 Aprile!
Mercoledì 25 aprile 2012 - ore 10.00
MANIFESTAZIONE COMMEMORATIVA
con la partecipazione del Picchetto d’Onore del Reggimento Genio Ferrovieri
Ore 10.00 - Parco Montezemolo: onori civili e militari al monumento che ricorda
MANIFESTAZIONE COMMEMORATIVA
con la partecipazione del Picchetto d’Onore del Reggimento Genio Ferrovieri
Ore 10.00 - Parco Montezemolo: onori civili e militari al monumento che ricorda
il sacrificio del Colonnello Montezemolo, alle Fosse Ardeatine.
Ore 10.15 - Raduno davanti al Municipio in Piazza Pace e corteo
fino al Parco Staffette Partigiane, Via Lirone.
Ore 10.45 - Parco Staffette Partigiane
Due soldi di cioccolata - scene tratte dal libro di Eleonora Sambri e Maurizio Garuti
Riduzione teatrale a cura di Valeria Gallio e degli studenti dei corsi teatrali dell’ISIS Keynes
Saluto del Sindaco Marco Monesi e intervento di Andrea De Maria per il Comitato provinciale ANPI
Ore 10.15 - Raduno davanti al Municipio in Piazza Pace e corteo
fino al Parco Staffette Partigiane, Via Lirone.
Ore 10.45 - Parco Staffette Partigiane
Due soldi di cioccolata - scene tratte dal libro di Eleonora Sambri e Maurizio Garuti
Riduzione teatrale a cura di Valeria Gallio e degli studenti dei corsi teatrali dell’ISIS Keynes
Saluto del Sindaco Marco Monesi e intervento di Andrea De Maria per il Comitato provinciale ANPI
lunedì 23 aprile 2012
A Castel Maggiore un bilancio difficile ma equo, l'esatto contrario delle politiche di Monti
Pubblichiamo di seguito l'articolo del Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra di Castel Maggiore in uscita sul prossimo numero del giornale "In Comune".
La manovra del Governo Monti, il cosiddetto decreto "Salva Italia", si dimostra sempre più dannosa: una vera e propria stangata in continuità con le politiche del Governo Berlusconi. La manovra grava sulle famiglie, sui lavoratori, sui pensionati e sugli Enti locali. Insomma, sui soliti noti. Come Federazione della Sinistra abbiamo ribadito più volte la nostra contrarietà alla manovra, sottolineando che è iniqua perché salvaguarda i grandi patrimoni, gli speculatori e gli evasori e recessiva perché agisce negativamente sugli investimenti e sulla domanda interna. Una manovra fatta da un Governo dei banchieri e da un’élite finanziaria, ovvero da coloro che per primi hanno prodotto la crisi e che hanno scelto di intervenire direttamente in politica -in Italia come in Grecia- con l’avvallo della Banca Centrale Europea per difendere i propri privilegi e portare avanti le proprie scelte liberiste di destra.
In questa manovra non esiste una vera patrimoniale che colpisca i grandi patrimoni immobiliari e finanziari. Un solo dato, che ci viene da uno studio della Cgia (associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre: nonostante l’aumento del 60% delle rendite catastali sulle abitazioni, l’IMU sulle seconde case sfitte premia i ricchi, o quantomeno coloro che dichiarano un reddito annuo superiore ai 100 mila euro. Questi ultimi non solo non subiranno un inasprimento del prelievo, ma in alcuni casi arriveranno addirittura a risparmiare qualcosa rispetto al sistema di tassazione precedente.
Quello che appare come un vero e proprio obbrobrio tributario deriva dal fatto che l'Imu sostituisce sia l'Ici che l'Irpef sui redditi fondiari che si applicava agli immobili non affittati: in questo modo viene meno la progressività del prelievo tipica dell'Irpef a tutto vantaggio di chi guadagna di più e a conferma ulteriore dell’iniquità della manovra.
Inoltre è inaccettabile che non essendoci una patrimoniale ci sia una sovratassa sui capitali scudati fissata ad un misero 1,5%. Con una sovrattassa del 15% si potevano reperire i soldi necessari evitando la riforma delle pensioni e colpendo i grandi evasori.
Le spese e le missioni militari sono confermate dall’azione di questo Governo: come Federazione della Sinistra confermiamo la loro inutilità ed incostituzionalità. Pensate quante risorse (e vite umane) si potrebbero risparmiare ritirando le truppe italiane dalla guerra in Afghanistan e annullando i contratti da decine miliardi di euro destinati all’acquisto di nuovi caccia bombardieri.
Anche sulle grandi opere il Governo non fa un passo indietro rispetto al suo predecessore: l’esempio emblematico è l’autoritarismo con il quale sta portando avanti il progetto TAV in Val di Susa. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un'opera inutile e ad alto impatto ambientale ed economico le cui risorse potrebbero essere utilizzate per mettere in sicurezza a livello idrogeologico il Paese.
E infine la manovra è antisociale perché, con i tagli agli Enti locali si vuole perpetrare una politica di destra che punta a tagliare i servizi necessari ai cittadini, svendendo conseguentemente i servizi pubblici locali.
Per l'alternativa a queste politiche e per unire l'opposizione di sinistra al Governo Monti, la Federazione della Sinistra ha lanciato per sabato 12 maggio a Roma (Piazza Santi Apostoli, ore 14) una manifestazione nazionale aperta a tutte le soggettività politiche e sociali, collettive ed individuali, che condividono la necessità e l'urgenza del cambiamento.
In un contesto di questo tipo, la maggioranza del Consiglio Comunale di Castel Maggiore ha votato a fine marzo un bilancio preventivo per il 2012 sicuramente difficile ma con elementi importanti che è giusto sottolineare.
Prima di tutto si garantisce che anche nel 2012 saranno erogati i servizi che il Comune metteva a disposizione nel 2011. In un momento di crisi e difficoltà come questo è fondamentale che il Comune non tagli i servizi alla persona e quelli educativi. La stessa considerazione vale per le politiche culturali che questo Comune continua a metter in campo resistendo alle tante situazioni avverse: un motivo di orgoglio, oltre che il modo di continuare a metter in moto le tante e diverse realtà associative della nostra comunità. Altro elemento fondamentale -che in un possibile futuro bilancio sociale del Comune di Castel Maggiore avrebbe un significato ed un valore primario- è proprio la solidarietà e l’attivismo di una buona parte della cittadinanza di Castel Maggiore che lavora in modo volontario per il benessere comune.
In una situazione del genere il mantenimento dei servizi non era un risultato scontato. Va detto che questo obiettivo è stato raggiunto anche con scelte difficili e certamente impopolari. L’aumento delle aliquote dell’addizionale comunale Irpef è una scelta obbligata per confermare i servizi in essere: è importante però che nell’aumentare queste aliquote, ferme allo 0,3 da anni, sia stata fatta una scelta di grande equità in linea con i dettami costituzionali. Aumentare la progressività di un'imposta che è determinata a livello nazionale in maniera già progressiva fa assumere una notevole equità alla pressione fiscale. Chi ha di più deve pagare di più: non c’è altro da aggiungere.
Discorso diverso riguarda l’IMU, che è un imposta con un'aliquota unica in cui è assente la progressività. Anche in questo caso credo però che si possa affermare che a Castel Maggiore sia stata salvaguardata la prima casa e si sia cercato di chiedere di più (con aliquote più alte) a chi fa rendita sul proprio patrimonio immobiliare. A questo proposito sottolineerei l’importanza di aver diversificato in modo molto accurato le aliquote IMU in relazione allo scopo e alla destinazione delle diverse unità immobiliari e dei terreni.
In quest’operazione di aumento della pressione tributaria giustamente le tariffe dei servizi a domanda individuale e socio-assistenziali sono rimaste sostanzialmente invariate, oltre al fatto che sono stati confermati i fondi per le famiglie colpite dalla crisi e quelli per l'emergenza abitativa.
Per quanto riguarda l’ambiente e il consumo del territorio, aver deciso già l’anno scorso e confermato quest’anno che non ci saranno oneri di urbanizzazione nella parte corrente del bilancio 2012, significa poter disporre di risorse ordinarie e sicure per garantire l’erogazione dei servizi comunali e di conseguenza non essere legati al cemento e alle oscillazioni del mercato del "mattone".
Un bilancio difficile, insomma, ma contraddistinto da principi e sensibilità che sempre più devono caratterizzare l'operato dell'Amministrazione comunale, tanto in più in un contesto difficile come quello che ci sta attorno.
Gianluca Ruotolo
Capogruppo FDS Castel Maggiore
Iscriviti a:
Post (Atom)








