venerdì 24 dicembre 2010

OdG per i referendum e contro il Decreto "Ronchi"

Di seguito l'Ordine del Giorno approvato dalla maggioranza durante il Consiglio Comunale del 22 dicembre 2010 col quale, in sintonia con quanto richiesto dal Forum dell'Acqua, il parlamentino di Castel Maggiore si esprime per la celebrazione dei referendum entro il 2011 e per la moratoria delle scadenze imposte dal Decreto "Ronchi".

ORDINE DEL GIORNO

Celebrazione nel 2011 dei tre referendum sull'acqua, richiesta di moratoria sugli effetti del “decreto Ronchi” e sulla normativa di soppressione delle autorità di ambito territoriale.


PREMESSA

Nei mesi passati il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua ha promosso la raccolta di firme sui tre quesiti referendari detti “sull'acqua pubblica”. Detti referendum chiedono:
1)       la abrogazione dell'art.23b bis del “decreto Ronchi”, poi convertito in legge, che prescrive la svendita delle azioni in mano agli Enti Locali e quindi la privatizzazione forzosa del servizio idrico integrato;
2)       la abrogazione dell'art.150 del DL 152 del 3 aprile 2006 sulla scelta della forma di “gestione e delle procedure di affidamento”;
3)       la abrogazione del comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 sulla “adeguatezza e remunerazione del capitale investito”;
Alla raccolta di firme hanno risposto, firmando, 1.400.000 italiani e tra questi circa 19.000 modenesi e circa 37.000 bolognesi. Questo grande numero di cittadini (il 4% del corpo elettorale è senza precedenti nella storia dei referendum) hanno voluto dimostrare di voler esprimere direttamente la loro opinione su un tema così rilevante.

Tenuto conto

·               che il “decreto Ronchi” inizia ad avere i suoi effetti a partire dal 2010;
·               dell’instabile situazione politica generale che potrebbe anche vedere la indizione di elezioni politiche nel 2011;
·               dell'articolo 75 della Costituzione e delle leggi 11 marzo 1953 e 352/1970 che impedirebbero la celebrazione del referendum nell'ipotizzato anno elettorale.



Il Consiglio Comunale di CASTEL MAGGIORE


a) chiede a tutte le forze politiche presenti in Parlamento di adoperarsi per:
1.       un provvedimento legislativo che introduca una moratoria sulle scadenze previste dal “decreto Ronchi” e sulla norme di soppressione delle autorità di ambito territoriale;
2.       un provvedimento legislativo che consenta di derogare rispetto a quanto previsto dalla L 352/1970 e consenta quindi la celebrazione, come auspicato  dai promotori, del referendum entro il 2011;

b) impegna la Giunta in attesa dei provvedimenti sollecitati al punto a) e in attesa di conoscere la opinione dei cittadini (referendum)
1.   a salvaguardare gli attuali affidamenti delle proprie / propria società pubbliche/pubblica
2.   ad attivare gli opportuni provvedimenti di riorganizzazione e contestuale separazione degli asset funzionali all’esercizio della gestione dei servizi pubblici locali coinvolti propedeutici all’effettuazione delle gare nel 2011;
3.   a contrastare l'obbligo, lesivo di ogni principio federalista, di autonomia degli EELL e di mercato, che l’attuale normativa prevede sulla organizzazione dei servizi pubblici. 

Con i lavoratori della Technofrigo

Mercoledì 22 dicembre una delegazione della Federazione della Sinistra di Castel Maggiore (composta dall'assessore Federico Palma, dal capogruppo Gianluca Ruotolo e dal membro dell'esecutivo provinciale Agostino Francia) ha partecipato al picchetto indetto dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali FIOM-CGIL della GEA-Technofrigo per protestare contro la decisione dell'azienda di aprire 22 procedure di mobilità. La notizia è giunta come un fulmine a ciel sereno su uno stabilimento che, con i suoi 160 dipendenti e il suo insediamento storico, rappresenta un pezzo molto significativo del tessuto produttivo del nostro territorio, tanto più che la proprietà nel recente passato non aveva mai nemmeno dovuto ricorrere alla cassa integrazione. Oltre ad esprimere la totale vicinanza ai lavoratori e al sindacato, come F.d.S. ci attiveremo tra la gente e a livello istituzionale per far uscire il più possibile dai cancelli dell'azienda la situazione di queste persone e costruire un movimento di solidarietà diffusa che possa far recedere la proprietà dalle sue decisioni disgraziate.

venerdì 3 dicembre 2010

Beppino Englaro a Castel Maggiore

Registro Comunale delle DAT: un atto legittimo e molto importante

Pubblichiamo l'articolo del Gruppo consiliare Prc-Pdci in uscita sul giornale comunale "In Comune".

Per riprendere lo strumento efficacemente proposto in uno dei rari spiragli di buona televisione ancora presenti in Italia, voglio iniziare quest’articolo con una lista delle idee e dei valori per cui noi della Federazione della Sinistra siamo considerati “radicali” o “estremisti”:

- difendere e chiedere l’attuazione dei principi Costituzionali;

- difendere lo Statuto dei lavoratori;

-difendere l’istruzione pubblica e l’accesso al sapere per tutte e tutti;

- difendere la cultura e la ricerca dalle fondazioni private;lottare per uno sviluppo sostenibile del territorio (contro il nucleare), per i beni comuni e per la conversione verde dell'economia;

- battersi per l'ampliamento dei diritti civili e di cittadinanza;

- difendere lo stato sociale e tutti i servizi alla persona;

- difendere i diritti delle donne;

- difendere la laicità dello Stato.

Nella mia lista personale ci sono anche la difesa del principio dell’autodeterminazione delle persone, il rispetto della dignità umana, della volontà critica e consapevole di ciascuno, dell’inviolabilità delle proprie idee e prospettive di vita.

Dopo mesi di dibattito dentro e fuori le sedi istituzionali e dopo una raccolta di firme promossa sul nostro territorio dalla Rete Laica, la Giunta comunale di Castel Maggiore ha approvato le modalità attuative per la tenuta del Registro delle Dichiarazione Anticipate di Trattamento (D.A.T., i cosiddetti “testamenti biologici”). Dal 23 novembre 2010 tutti i residenti del nostro comune possono consegnare presso i Servizi demografici dell'URP la loro manifestazione di volontà e indicare in anticipo i trattamenti medici cui scelgono di essere o non essere sottoposti in caso di malattie che determinino perdita di coscienza e impossibilità a decidere del proprio destino.

Ma ecco che, con una Circolare Ministeriale, il Governo afferma che questi Registri, istituiti in tanti Comuni italiani da nord a sud, non sono validi perché “la materia del fine-vita rientra nell’esclusiva competenza del legislatore nazionale e non risulta da questi regolata”: non c'è che dire, una bella dimostrazione da parte di chi ha fatto della Libertà (a parole) la propria bandiera! È evidente che, soprattutto con l'aria di elezioni anticipate che tira, il Governo strizza l'occhio a PIU’ ALTI e DIVINI livelli decisionali…

Personalmente ritengo questa decisione inaccettabile e penso che essa debba essere contrastata con tutte le forze che abbiamo a disposizione: i Comuni che hanno istituito i Registri debbono impugnare collettivamente la Circolare e ricorrere contro di essa!

I presupposti a livello giuridico ci sono tutti: siamo, infatti, in presenza di un documento che si pone in aperto contrasto con i principi affermati dalla nostra Costituzione all'art.32, che riconosce il diritto per il paziente di accettare o rifiutare una terapia medica, oltreché da Convenzioni internazionali come quella di Oviedo e per giunta confermati da alcune sentenze recentemente intervenute a fare chiarezza su casi come quello di Eluana Englaro. Proprio la giurisprudenza della Cassazione relativa alla vicenda Englaro ci fa ritenere l’istituzione del Registro Comunale dei testamenti biologici un atto del tutto legittimo e molto importante per la concreta tutela di un diritto fondamentale della persona.

Così come fa con ogni altro registro, nell'ottica di fornire un servizio alla cittadinanza, il Comune può mettere in campo determinate soluzioni per agevolare una richiesta o rispondere ad un'esigenza e non mi pare che in questo caso si voglia andare oltre le proprie competenze. L'assenza di una normativa nazionale non fa che rafforzare questa convinzione, dato che per servire la propria città è lecito fare tutto ciò che la legge non proibisce. Invece di spendere un sacco di soldi da un notaio, il Comune di Castel Maggiore decide di offrire questo servizio al costo modico di una marca da bollo, ecco la sua colpa!

In chiusura voglio riservare una battuta al consigliere Bianconcini che mi ha tirato in ballo nel suo articolo sullo scorso numero di questo periodico: al capogruppo di “Insieme per Castel Maggiore” consiglio prima di tutto di essere meno sbrigativo nel citarmi, anche perché poi sono costretto a rispondergli... L'ordine del giorno di cui parla era effettivamente condivisibile nello spirito, dato che andava nella direzione di aiutare le persone che stanno vivendo sulla loro pelle gli effetti della crisi economica, ma proponeva l'istituzione di una sorta di “mini social card” che avrebbe finito per offrire pochi euro mensili alle famiglie in difficoltà, ovvero poco più che un'elemosina. Ritengo che lo sforzo che questa Amministrazione e questa maggioranza debbano fare sia quello di mantenere e ove possibile ampliare le diverse azioni che sono state intraprese nel corso degli ultimi anni rispetto a questo argomento e non di adottare misure estemporanee, poco efficaci e persino potenzialmente lesive della dignità della persona. Se riusciremo a fare questo, allora sì che avremo contribuito in modo sostanziale ad aiutare chi ha più bisogno.

Gianluca Ruotolo

Capogruppo Prc-Pdci Castel Maggiore

Acqua bene comune: sabato 4/12 manifestazione regionale a Bologna

In Italia sono state raccolte 1.400.000 firme per il referendum
contro la privatizzazione dell’acqua, 110.000 nella nostra regione

E’ stata una grande prova di democrazia, ora bisogna vincere il referendum conquistando il quorum per impedire la privatizzazione dell’acqua ed avviare la ripubblicizzazione del servizio idrico.

Per questo, chiediamo:

  • LA MORATORIA delle Privatizzazioni, cioè che fino al momento del referendum, il governo sospenda tutti i processi di privatizzazione dell’acqua previsti dalla legge Ronchi.
  • Che I REFERENDUM SI TENGANO COMUNQUE NEL 2011, anche se ci fossero le elezioni politiche anticipate. La legge dice che in caso di crisi del governo, i referendum vengono rinviati di un anno, ma è possibile che il Parlamento voti una deroga perchè si possa votare nello stesso anno. C’è il precedente del referendum contro il nucleare del 1987;
  • che le Amministrazioni Locali modifichino i propri statuti dichiarando il servizio idrico integrato come servizio PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA, affinchè sia possibile mantenerlo nella gestione pubblica attraverso Aziende Speciali.;
  • che il Governo, le amministrazioni locali, le forze politiche si battano per far sì che sia resa concreta la dichiarazione dell’ONU che ha definito l’acqua un DIRITTO UMANO UNIVERSALE che non può essere negato a nessuno per nessun motivo.

Per conquistare questi obiettivi e vincere la
battaglia contro la privatizzazione dell’acqua, per la sua gestione
pubblica
e partecipata, il Forum Italiano dei Movimenti per
l’Acqua Pubblica ha dichiarato una giornata nazionale di
mobilitazione il giorno

SABATO 4 DICEMBRE 2010

In Emilia Romagna si terrà una Manifestazione Regionale con corteo

a
BOLOGNA

con
CONCENTRAMENTO alle ore 15.00

DAVANTI
ALLA SEDE DI HERA SPA in viale Berti Pichat

PARTECIPIAMO
TUTTE/I PERCHE’ SI SCRIVE ACQUA, MA SI LEGGE DEMOCRAZIA!

domenica 10 ottobre 2010

La solita cinghia stretta e quelle solite maniche rimboccate...

Pubblichiamo di seguito l'articolo del Gruppo consiliare PRC-PdCI di Castel Maggiore in uscita sul giornalino comunale "In Comune".

Da una parte ci sono un Governo di destra e il suo massimo rappresentante che dei 25 miliardi di
tagli della manovra finanziaria straordinaria di fine luglio non hanno messo di tasca loro nemmeno un centesimo; dall'altra ci sono i dipendenti pubblici, i pensionati, i precari della scuola e tutte le cittadine e i cittadini dei Comuni come Castel Maggiore che iniziano a vedere ridimensionati o venir meno alcuni servizi (e che quindi, pur non pagando formalmente nuove tasse così come il signor B. ci ha raccontato, dovranno comunque sborsare soldi per tutto ciò che gli Enti Locali non sono più in grado di offrire).

Il welfare, i diritti e la qualità della vita conquistati in anni di lotta, sacrifici e buon governo dei nostri territori ce li stanno portando via i vari Tremonti, Marchionne e Bonanni ma non solo, perché gli artefici di questo drammatico sfaldamento dello stato sociale sono sempre più i rappresentanti del Governo d'Europa, senza differenze tra centro-destra e centro-sinistra, tutti uniti nella politica integralista del rispetto dei bilanci che finisce per penalizzare i soliti noti in nome dei sacrifici (le solite cinghie da tirare) e della collaborazione (le solite maniche da rimboccarsi).

In un momento così drammatico di crisi internazionale, la Commissione Europea a fine ottobre
presenterà le sue proposte per rafforzare il “Patto di Stabilità” e la “Politica economica del Governo Europeo”. Queste proposte prevedono misure di estremo rigore verso i Paesi che non rispetteranno i parametri fissati dall'Unione Europea attraverso un durissimo sistema di sanzioni automatiche.

Concretamente questo significa che la nostra Italia, con il suo debito pubblico pari al 117% del PIL a fronte di accordi con l'Unione Europea che prevedono un massimo del 60%, sarà obbligata a ottenere avanzi primari di bilancio pari al 4% annuo per un periodo che può durare tra i quindici e i vent’anni. Traduzione: una massacrata sociale di dimensioni bibliche e lo sprofondo del nostro Paese in una crisi economica destinata a generalizzare non solo la precarietà ma la povertà.

Lugubri previsioni dei soliti gufi menagrami comunisti?

No, parole de Il Sole 24 Ore, giornale della Confindustria, che a proposito di questo progetto europeo scrive testualmente: “Basta questo scarno riassunto per cogliere l’insostenibilità politico-economica di un patto draconiano che rischia di ammazzare il malato invece di guarirlo”.

L’idea che guida i governanti di questa Europa è di abbassare il costo del lavoro in modo selettivo
producendo una enorme differenza di stipendi tra i diversi Paesi europei, al fine di rendere più
competitiva una parte dell’Europa sui mercati internazionali. Questa politica però non ha alcuna
possibilità di ottenere i risultati che si propone per una semplice ragione: se tutti, dalla Cina agli Stati Uniti all’Europa, pensano di uscire dalla crisi aumentando le esportazioni, chi mai comprerà tutte quelle merci? I marziani? Ci troviamo quindi di fronte ad una politica economica che non serve ad uscire dalla crisi ma che produrrà al contrario un impoverimento competitivo e una forte gerarchizzazione tra le classi sociali, tra le nazioni e tra le diverse aree di ogni Paese.

Il diktat europeo non obbligherà solo i governi italiani - di qualunque colore - per vent’anni a fare
politiche economiche di continuo taglio della spesa sociale, ma indirettamente costringerà anche
Comuni come Castel Maggiore che non condividono questa impostazione rigorista a procedere
nella stessa direzione, tagliando e ancora tagliando. E mentre la maggioranza, nel nostro Consiglio
Comunale, approva un ordine del giorno per chiedere al Governo la modifica di questo Patto
di Stabilità e una manovra meno ingiusta nei confronti degli Enti Locali, i signori del PDL per
partito preso si oppongono esprimendosi nella sostanza a favore dei tagli sui nostri concittadini!

Se vogliamo andare a fondo alle cose e invertire la rotta a tutti i livelli, dobbiamo essere consapevoli di meccanismi come questi che sembrano più grandi di noi e alzare il tiro contro le politiche europee, contro le speculazioni del mondo finanziario e contro questa mala-globalizzazione che alimenta solo la guerra tra i poveri.

Gianluca Ruotolo
Gruppo Consiliare PRC-PDCI
Castel Maggiore (Bo)

Verso il 16/10: iniziativa con Salvi e Cremaschi


LUNEDI' 11 OTTOBRE alle ore 17.30 presso il Centro Civico Corticella sala Alessandri (via Gorki 10, Bologna) si terrà 'iniziativa organizzata dalla Federazione della Sinistra dell'Emilia-Romagna "Dalla parte dei lavoratori e della democrazia. Verso il 16 ottobre". Interverranno GIORGIO CREMASCHI, Presidente Comitato Centrale Fiom-Cgil e CESARE SALVI, portavoce nazionale della Federazione della Sinistra. Non mancate!

martedì 31 agosto 2010

La Festa della Federazione della Sinistra colpita dai vandali. A Castel Maggiore ancora un gesto preoccupante che non deve essere sottovalutato.

Nella notte tra venerdì 27 e sabato 28 agosto la Festa di Liberazione organizzata dai Circoli di Rifondazione Comunista - Federazione della Sinistra di Argelato e Castel Maggiore, in corso di svolgimento presso il Parco delle Staffette Partigiane a Castel Maggiore, è stata colpita da un atto vandalico: intorno alle 2.00 i volontari in servizio di vigilanza, allarmati da una serie di rumori provenienti dalla strada, sono dovuti intervenire per mettere in fuga un individuo che aveva già divelto e danneggiato due delle bandiere che erano state collocate lungo la recinzione esterna del parco che affaccia su via Lirone e si accingeva a fare lo stesso con le altre.

La modesta entità dei danni non può e non deve farci sottovalutare la chiara matrice anticomunista e intimidatoria di questo gesto, che arriva tra le altre cose a poche settimane dalla bottiglia incendiaria lanciata contro la Festa de l'Unità di Castel Maggiore. Evidentemente anche in una comunità storicamente solidale e democratica come la nostra vi sono elementi violenti, intolleranti e fascistoidi che mal sopportano la presenza di occasioni di incontro e confronto tra la politica e i cittadini come quelli che questo tipo di Feste rappresentano.

Se con questo tipo di azioni pensano di spaventarci però si sbagliano di grosso, perché noi continueremo con ancora maggiore convinzione e intensità la nostra attività tra la gente e nelle istituzioni, rafforzati dal successo che anche questa Festa sta raccogliendo tra le cittadine e i cittadini del nostro territorio.

Circoli PRC-FdS Argelato e Castel Maggiore

sabato 31 luglio 2010

27-28-29 Agosto: la Festa di Liberazione della FdS a Castel Maggiore!

Dal 27 al 29 agosto presso il Parco delle Staffette Partigiane di via Lirone a Castel Maggiore si terrà la prima Festa di Liberazione della Federazione della Sinistra promossa dai Circoli PRC-FdS di Castel Maggiore e Argelato: politica, gastronomia, musica e bar, tre giornate per ricominciare a stare insieme...a Sinistra! Non mancate!

Festa di Liberazione della Federazione della Sinistra
27-28-29 Agosto 2010 Castel Maggiore (Bo)
Parco delle Staffette Partigiane, via Lirone


Programma dibattiti:

Venerdì 27 Agosto ore 20.00
Il nuovo progetto del Passante Nord: quali ricadute sui territori di Castel Maggiore e Argelato?

Ne parliamo con: Andrea Tolomelli - Sindaco di Argelato; Gianni Galli - Comitato per l'alternativa al Passante; Marco Pondrelli - Assessore Provinciale Federazione della Sinistra; Donatella Cimatti - Assessore al'Urbanistica Castel Maggiore; Kim Bishop - Legambiente Emilia-Romagna.

Sabato 28 Agosto ore 18.30
Da Portogruaro a Igoumenitza: immagini e parole dalla via della guerra in bicicletta. A cura di Andrea Ballandi e Marco Alvisi.

Sabato 28 Agosto ore 20.00
Il lavoro e la crisi nel nostro territorio

Ne parliamo con: Gian Paolo Patta - Presidente associazione Lavoro - Solidarietà; Maurizio Lunghi - Segreteria CdLM-CGIL Bologna; Donatella Bilardi - Resp. Provinciale Lavoro PRC; Belinda Gottardi - Assessore al Lavoro Castel Maggiore; Gianluca Taddia - Funzionario FILCAMS - CGIL; Marco Colli - Funzionario FIOM - CGIL.

Domenica 29 Agosto ore 18.30
Esperienze di consumo critico e alternativo a confronto: dai GAS ai GAP passando per le Botteghe del Mondo.

Ne parliamo con: Marina Balboni - GAS Castel Maggiore; Agostino Giordano - Resp.Provinciale Partito Sociale PRC; un esponente della Bottega del Mondo di Bologna.

Domenica 29 Agosto ore 20.00
Cosa si muove nel nostro territorio? Esperienze di autorganizzazione

il Forum dell'Acqua: Guerrino Beoni - SPI-CGIL Argelato;
il Registro dei Testamenti biologici: Valeria Betti - Rete Laica Castel Maggiore;
il Fotovoltaico popolare: Pietro Passarella - GAS Energia e Cambio di Rotta;
il "Piedibus": Luca Girotti - Genitori progetto "Piedibus".


Programma concerti:

Venerdì 27 Agosto ore 22.00
LightSolJah (reggae)
Sabato 28 Agosto ore 22.00
Rock Train Slaves (rock, blues)
Domenica 29 Agosto ore 22.00
Bologna Air Lainz (hip-hop) - Maybes (rock, pop)


Tutte le sere: spazio libri a cura della Librerio Irnerio di Bologna, banchetti politici e di associazioni del territorio.

Stand gastronomico aperto tutti i giorni dalle 19.00 alle 22.00. Bar aperto dalle 18.00.

Sabato e domenica la Festa è aperta anche a mezzogiorno!

lunedì 12 luglio 2010

LiberaFesta 2010: dal 16 al 25 luglio a Bologna!


Programma dibattiti e concerti


Venerdì 16


Ore 20,00: La Federazione della Sinistra

Dibattito con: Cesare Salvi – Portavoce nazionale Federazione della Sinistra

Raffaele Salinari – Associazione Punto Rosso

Leonardo Masella – Direzione Nazionale Prc

Orazio Licandro – Ufficio politico nazionale PdCI

introduce e coordina: Alfredo Pasquali – Direttore Radio Città Fujiko


Ore 22,00: Serata REGGAE: Concerto dubLines + Red Panthers Killah Sound System


Sabato 17

Ore 20,00: Presentazione della Nuova Rivista Letteraria , diretta da Stefano Tassinari

(Edizioni Alegre)

Intervengono i redattori: Silvia Albertazzi - Giampiero Rigosi - Massimo Vaggi


Ore 22,00: Concerto Jurassic


Domenica 18

Ore 21,00: BOLOGNA - Un progetto della Sinistra per la città

Tavola rotonda con: Rossella Giordano – Segretaria PRC di Bologna

Massimo Ruffini – Segretario PdCI di Bologna

Intervengono: Katy La Torre - Sinistra e Libertà Bologna

Filippo Bortolini - Verdi Bologna

Alberto Ronchi – Associazione Bologna Città d'Europa

Maurizio Cecconi – Rete Laica

esponenti dell'Associazione per la Sinistra – Io ci sto, della Rete dei Comunisti e di Sinistra

Critica.


Lunedì 19

Ore 20,00: Stragi e bombe noi non dimentichiamo

Dibattito con: Saverio Ferrari - Osservatorio Democratico sulle nuove destre

Antonella Beccaria - scrittrice e giornalista

Carlo Amabile – collaboratore sito “misteri d'Italia”

introduce e coordina: Nando Mainardi - segretario Prc Emilia-Romagna


Ore 22,00: GENOVA 2001 - Per non dimentiCarlo

Diaz, una sentenza preziosa

Dibattito con: Checchino Antonini - giornalista di Liberazione

Paolo Fornasari – Testimone della Diaz

introduce e coordina: Mauro Collina – Responsabile Antifascismo Prc di Bologna


Martedì 20


Ore 20,00: Spazio Balera - Saluto di Claudio Grassi, Responsabile Organizzazione del Prc


Ore 21,00: La provincia di Bologna e la città metropolitana

Incontro/dibattito con: Giacomo Venturi, vicepresidente Provincia di Bologna

Giovanni Venturi, Capogruppo in Provincia della Federazione della Sinistra

Marco Pondrelli, assessore provinciale


Ore 22,00: Concerto Proxima


Mercoledì 21

Ore 20,00: Presentazione Comitato Diritti Sociali di Bologna

Interviene: Francesco Piobbichi – Responsabile Nazionale Partito Sociale


Ore 22,00: Concerto – Isolamento

Reani Maniacs

CLAMPDOWN


Giovedì 22

Ore 21,00: GIU' LE MANI DALLE OFFICINE!

No alla chiusura delle Officine Grandi Riparazioni!

Da Bellinzona a Bologna, metodi e obiettivi della lotta operaia in difesa di fabbriche,

occupazione e servizi pubblici.

Dibattito con: Silvano Di Matteo – rsu Officina OGR Bologna

Marco Mari – rsu Officina OGR Bologna

Gianni Frizzo – Officina Bellinzona

a cura della Commissione Lavoro Prc Bologna

introduce e coordina: Donatella Bilardi – Resp. Com. Lavoro


Venerdì 23

Ore 21,00: Questione morale e questione sociale

Dibattito con: Paolo Ferrero – Segretario nazionale Prc

Luigi De Magistris – europarlamentare Idv


introduce e coordina: Luciano Nigro – Caporedattore de la Repubblica di Bologna


Sabato 24

Ore 20.00: La crisi economica e il lavoro

Dibattito con: Roberto Sconciaforni - Capogruppo Federazione della Sinistra Regione Emilia-

Romagna

Mauro Alboresi - Segretario Pdci Emilia-Romagna

Danilo Gruppi – Segretario Cgil di Bologna

Bruno Laudi – Avvocato giuslavorista

introduce e coordina: Nando Mainardi - Segretario Prc Emilia-Romagna


Ore 22.00: Festa cubana con musica (a partire dalle ore 20,00 si potrà degustare il fantastico

maialino:))


Domenica 25

Ore 20,00: Stereotipi violenti e mercificazione di genere

Dibattito con: Antonella Caranese – Segretaria Prc di Imola

Porpora Marcasciano – Vice Presidente Mit

Valerie Donati, Silvia Cavalieri - Donne pensanti

Paolo Patanè – Presidente Nazionale Arcigay

introduce e coordina: Giusi Marcante – giornalista, Radio Città del Capo


Ore 22,00: Concerto Big Jump


Tutte le sere:

Balera - Ristorante tradizionale – crescentine – bar – kebab

Spazio Libreria - associazioni culturali, politiche e sportive

lunedì 5 luglio 2010

Intervento contro la manovra finanziaria del Governo

Pubblichiamo di seguito l'intervento del Capogruppo Prc-Pdci Gianluca Ruotolo sulla manovra finanziaria straordinaria del Governo.

Dopo il riuscito sciopero generale del 25 giugno indetto dalla CGIL e dopo i ripetuti gesti di protesta, avvenuti nelle scorse settimane, e prodotti trasversalmente e in maniera singolare dai Governatori delle Regioni e dai Sindaci di Comuni di centrodestra e centro sinistra oggi apprendiamo della presentazione di un emendamento da parte del Governo al decreto legge "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica" che “dovrebbe”, il condizionale è d’obbligo, dare più flessibilità alla gestione dei tagli nei confronti degli enti territoriali attivando un confronti in merito agli stessi all’interno delle conferenze Stato-Regioni e Stato-Città.

Data l’ampiezza della manovra e l’incidenza della stessa sulle autonomie locali (stiamo parlando dei 2/3), è difficile accettare che il Governo voglia cavarsela con questo ”ammorbidimento” sulla gestione dei tagli.

Il problema è quello di una modifica complessiva della manovra con uno spostamento dei carichi fiscali dal lavoro ai guadagni di capitale e alle rendite, dai redditi ai patrimoni, dai contribuenti con ritenuta alla fonte agli evasori, come giustamente hanno suggerito nel loro appello molti economisti.

La manovra finanziaria varata dal Governo, è all’insegna dell’ennesimo raggiro alle spalle degli italiani e apre prospettive veramente buie. Le misure, adottate con il proposito di debellare il rischio di crisi economiche e finanziarie nel Paese e di colpire evasori e speculatori, sono in realtà indirizzate prevalentemente nei confronti dei lavoratori e pensionati, cioè i soggetti maggiormente colpiti dalla crisi e dalle richieste di “sacrificio” inserite nel testo della finanziaria. C’è uno scivolamento di responsabilità verso il basso, con conseguente mancanza di risorse destinate agli enti locali erogatori di servizi, che definirei insostenibile e immorale. In un momento di grave difficoltà economica e d’impoverimento progressivo delle famiglie, il Governo continua a penalizzare i redditi da lavoro e pensioni, senza intervenire sulle rendite e sulla speculazione finanziaria, causa stessa della crisi, nè tantomeno su un aumento dell’aliquota per i redditi elevati. Nessuna prospettiva di seria riforma strutturale si profila all’orizzonte, in grado di far capire in quale direzione si opera per la ripresa.

La manovra, se non sarà profondamente corretta, risulterà del tutto insostenibile e iniqua, con pesanti effetti sulla vita dei cittadini. Inoltre, con la riduzione o soppressione di molti servizi a causa dei vincoli introdotti, c’è il pericolo reale di un effetto depressivo sul sistema economico e sociale, con riduzione degli stessi livelli occupazionali.

Sono previsti 13 miliardi di tagli agli enti locali e alle regioni, con una diminuzione, in tre anni, di circa 60.000 unità di personale, e 40.000 licenziamenti di lavoratori precari di Comuni, Province e Regioni.

Per i Comuni il taglio ai trasferimenti è per 1,5 miliardi nel 2011e 2,5 miliardi dal 2012.

Le risorse su cui potranno contare i Comuni peggioreranno sensibilmente nei volumi e saranno sempre più insufficienti per l’erogazione degli attuali servizi essenziali. A causa di questo, le amministrazioni locali rischiano di compromettere la loro capacità di far fronte al livello di risposte ai bisogni della popolazione, in termini principalmente di servizi alla persona e ai cittadini, specialmente a quelli socialmente più deboli.

Io credo che tutti siamo disposti a fare dei sacrifici ma non è tollerabile che vengano richiesti da chi mantiene privilegi e benefici e impone ai lavoratori del settore pubblico un congelamento per tre anni di ogni incremento automatico e contrattuale e accelera l’aumento dell’età pensionabile per le donne a 65 anni già dal 2016.

Per non parlare anche del continuo ricatto, lesivo dei diritti contrattuali, operato verso i lavoratori a fronte di una garanzia del posto di lavoro, che sta provocando – come nel caso degli stabilimenti Fiat di Pomigliano – un frattura difficilmente sanabile che si configura come una vera e propria ‘guerra fra poveri’. Sono altamente discutibili i presupposti in base ai quali si ritiene che, attraverso simili politiche, si migliora la situazione economica e di bilancio e quindi ci si salvaguarda da un attacco speculativo. Piuttosto, per questa via si rischia di alimentare la crisi, le insolvenze e quindi la stessa speculazione.

A me pare che al punto in cui si è giunti vadano considerate anche pratiche esplicite di disubbidienza che rimettano in discussione il rispetto delle norme che si intendono varare. Peraltro, secondo alcune indagini recenti, almeno il 50% dei comuni non sarebbe in grado di rispettarle. Il punto fondamentale, secondo me, è dare informazioni ai nostri cittadini sugli effetti della manovra, sui servizi che sono a rischio, sui danni sociali che subiranno e perché no promuovere atti simbolici in cui si segnali la volontà delle amministrazioni di tenere comunque aperti servizi minacciati… dalle politiche di privatizzazioni aggiungerei (perché questo è il vero disegno ispiratore di questa manovra e di altre leggi di questo Governo come il famigerato Decreto Ronchi che impone la privatizzazione della gestione dell’acqua) .

Azioni simboliche e concludo che sottolineino il mantenimento della funzione sociale che hanno e che devono continuare ad avere le autonomie locali.

OdG contro la manovra finanziaria straordinaria

Il Consiglio comunale di Castel Maggiore, nella seduta di mercoledì 30 giugno, ha approvato su proposta dei gruppi di maggioranza (Pd, IdV, Prc-Pdci) questo ordine del giorno contro la manovra finanziaria straordinaria del Governo.

ORDINE DEL GIORNO
PRESENTATO DAI GRUPPI CONSILIARI DI MAGGIORANZA

SUL DL 78/2010, MANOVRA ECONOMICA 2011- 2012
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CASTEL MAGGIORE

Esprime forte preoccupazione

per gli effetti della manovra correttiva varata dal Governo (DL 78) sulla finanza locale, dato
che più del 65% dell'importo necessario a correggere il disavanzo della spesa pubblica
graverà direttamente sue Regioni Province e Comuni, con la riduzione dei trasferimenti
statali di 14,8 miliardi di euro in due anni, i tagli al Fondo sanitario nazionale e ai fondi dei
Ministeri destinati alle regioni;
per le pesanti conseguenze che subiranno i lavoratori del pubblico impiego con il blocco
del rinnovo dei contratti e degli scatti di anzianità;
per il ritardo dei pensionamenti che finirà per pesare su tutti i lavoratori dipendenti in
particolare sulle donne;
per gli effetti depressivi che colpiranno un'economia già gravemente provata dalla crisi.

DENUNCIA

che tale manovra si è resa necessaria a causa delle politiche economiche del Governo
Berlusconi, che in due anni, senza stimolare e sostenere l'economia, ha lasciato aumentare
la spesa corrente di 14 miliardi di euro e azzerato gli obiettivi raggiunti dal Governo Prodi,
che a metà del 2008 aveva consegnato un un bilancio pubblico con un saldo primario
strutturale al 2%, e un deficit al 2,7%del PIL;
che i tagli alla spesa colpiscono in misura insufficiente gli sprechi e le inefficienze vere e
trattano allo stesso modo gli enti locali che hanno operato bene (come in Emilia-Romagna)
e quelli che invece non hanno contribuito né alla riduzione della spesa né al controllo
dell’indebitamento, né al miglioramento della qualità e dell’efficacia dell'azione della
Pubblica Amministrazione ;
che i tagli previsti per Castel Maggiore saranno ingenti e rischiano di compromettere
seriamente gli attuali standard dei servizi e della qualità della vita nel nostro Comune
che non è prevista nessuna misura strutturale a sostegno della crescita dell'economia
italiana e di contrasto dei fattori che da molti anni determinano una caduta della
produttività delle nostre imprese e della occupazione.

CHIEDE AL GOVERNO
E ALLE FORZE PARLAMENTARI DI MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE

che, pur nel rispetto della necessaria correzione di bilancio, si facciano carico delle istanze
unanimemente espresse dagli Enti locali, modificando la ripartizione dei tagli in modo
tale che Comuni Province e Regioni possano continuare a garantire i servizi di loro
competenza;
che rivedano le norme che regolano il patto di stabilità interna anche per consentire gli
investimenti necessari allo sviluppo dei territori, dando impulso alla economia;
che si adoperino per correggere l'iniquità sociale della manovra e i suoi effetti depressivi
sull'economia reale,
che promuovano misure efficaci e strutturali per la ripresa della economia e il sostegno del
lavoro.

Intervento a sostegno dell'OdG per la Palestina


Pubblichiamo di seguito l'intervento del Capogruppo Prc-Pdci Gianluca Ruotolo, relatore per i gruppi di maggioranza dell'OdG sull'attacco alla "Freedom Flottilla".

Presentare un ordine del giorno su una questione che sembrerebbe essere così lontana da Castel Maggiore è doveroso.

Perché episodi così violenti, come quello avvenuto nell’acque internazionali di fronte le coste di Gaza nei confronti di volontari di ONG provenienti da diverse nazioni europee - ma non solo - che si trovavano sulle navi che portavano aiuti umanitari ad una popolazione come quella di Gaza costretta da parecchio tempo ad un embargo drammatico, devono essere ricordati perché non succedano più.

Non è accettabile che una Repubblica come la nostra che è nata dalla Resistenza e dalla lotta contro l’occupazione nazi-fascista e che ha fatto di tutto per creare uno Stato diverso con una Costituzione di grande valore accetti supinamente episodi del genere che vanno contro a qualsiasi norma di diritto internazionale.

Come non è accettabile, che il Governo italiano all’Onu abbia votato contro la richiesta di istituire una commissione internazionale sull’attacco alla Freedom Flottilla.

La questione palestinese ormai da troppo tempo non trova una soluzione. Io credo che episodi come quelli avvenuti alla Freedam Flottilla, allontanino ancora di più dal raggiungimento di una soluzione di pace in quella regione del medioriente. Tali episodi avvengono, senza dubbio, per colpa del Governo d’Israele che a parole parla di pace e della creazione dei due stati con due popoli (quello Palestinese perché quello d’Israele c’è già) ma che nei fatti estende e aumenta le colonie nei territori occupati e non smette di innalzare muri che sono contro qualsiasi logica di umanità.

A fronte dell’apertura del Governo israeliano ad allentare il blocco navale verso Gaza io credo che ci sia la necessità che si passi realmente dalle parole ai fatti e si arrivi una volta per tutte alla fine dell’embargo nei confronti di Gaza.

Nel nostro piccolo è necessario chiedere, a fronte della storia che caratterizza il nostro Stato, a tutte le forze politiche e istituzionali di attivarsi realmente e concretamente con tutte i propri poteri per far in modo che ci sia un’ evoluzione concreta e positiva della questione palestinese e che si combattano più efficacemente alcune scelte del tutto irresponsabili che continua a perpetrare uno Stato di Diritto come quello israeliano.

OdG contro l'attacco alla "Freedom Flottilla"

Il Consiglio comunale di Castel Maggiore, nella seduta di mercoledì 30 giugno, ha approvato con il voto di tutti i gruppi di maggioranza ma su proposta proposta iniziale del Gruppo Prc-Pdci questo ordine del giorno contro l'attacco alla cosiddetta "Freedom Flottilla" da parte dell'esercito israeliano. Un risultato politico importante che si inserisce nel solco della mobilitazione a sostegno del boicottaggio dei prodotti provenienti dalle colonie in Cisgiordania che come Federazione della Sinistra abbiamo messo in campo in questi mesi sul territorio.

ORDINE DEL GIORNO
PRESENTATO DAI GRUPPI CONSILIARI DI MAGGIORANZA

Sull'intervento armato dell'esercito israeliano
alle imbarcazioni delle organizzazioni umanitarie dirette a Gaza

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CASTEL MAGGIORE

Premesso

che l'intervento armato del 31 maggio scorso con strage di civili, operato dall'esercito dello
Stato di Israele in acque internazionali contro pacifisti a bordo di imbarcazioni dirette a
Gaza, configura un insieme di flagranti violazioni di principi e norme del vigente Diritto
Internazionale (Carta delle Nazioni Unite, Diritto Internazionale Umanitario, Diritto
Internazionale dei diritti umani, Diritto Internazionale del mare)
che "Freedom Flotilla" è chiaramente un'operazione umanitaria contro un blocco illegale
ripetutamente condannato dall'Onu, tesa a dare attuazione a quanto stabilito dalla
Risoluzione Onu 1860 del 2009;

Considerato

che la decisione del governo italiano di votare contro la risoluzione del Consiglio Diritti
Umani delle Nazioni Unite che condanna il sanguinoso attacco israeliano alle navi
umanitarie dirette alla popolazione di Gaza e istituisce una commissione internazionale
d'inchiesta indipendente è una grave offesa alle nostre coscienze e tradisce i principi
democratici di legalità e di giustizia;

Considerato altresì

che le Nazioni Unuite, con le risoluzioni 1850 del 2008 e 1860 del 2009, individuano
“l’urgente necessità di togliere il blocco alla striscia di Gaza e di garantire il flusso
continuativo di beni e persone” e che Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha chiesto inoltre a
Israele di "garantire l'arrivo a destinazione dell'assistenza umanitaria trasportata dal
convoglio navale",

Evidenziato

che sulla base delle risoluzione delle Nazioni Unite, il blocco imposto alla striscia di Gaza è
illegale e viola i diritti umani della sua popolazione;

Appurato

che le azioni dei governi e delle istituzioni democratiche preposte risultano deboli ed
inefficaci nel far rispettare le stesse risoluzioni ONU da loro redatte e votate;

Sottolineato

che le azioni dei pacifisti mirano a tenere alta l’attenzione sulla questione di Gaza e sulle
condizioni drammatiche della popolazione, che l'Egitto si è sentito in dovere di togliere la
sua parte di blocco della Striscia di Gaza, che Il parziale allentamento del blocco deciso da
Israele è ancora poca cosa rispetto ai bisogni primari della popolazione civile di quell'area

ESPRIME

condanna per l'intervento armato contro un'operazione umanitaria e pacifica

CHIEDE L’IMPEGNO DEL PARLAMENTO E DEL GOVERNO

per la fine del blocco e la protezione umanitaria internazionale della striscia Gaza;
per Il rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite sia da parte dello Stato di Israele che
della comunità internazionale, Italia compresa;
per la difesa delle attività delle organizzazioni pacifiste che si battono affinché Gaza possa
ricevere gli aiuti umanitari necessari;
per la fine del conflitto tra lo Stato di Israele e la Palestina, auspicando la costruzione di
uno Stato palestinese indipendente, sulla base dell’appello “due popoli-due stati”.

OdG sulla legge-bavaglio

Il Consiglio comunale di Castel Maggiore, nella seduta di mercoledì 30 giugno, ha approvato su proposta dei gruppi di maggioranza (Pd, IdV, Prc-Pdci) questo ordine del giorno contro la cosiddetta "Legge-bavaglio" che il Governo Berlusconi vuole approvare per mettere la mordacchia alla libera informazione e un freno alle indagini sui potenti e i colletti bianchi.

ORDINE DEL GIORNO
PRESENTATO DAI GRUPPI CONSILIARI DI MAGGIORANZA

Approvazione del DDL relativo a “ Norme in materia di intercettazioni
telefoniche, telematiche e ambientali. ”

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CASTEL MAGGIORE

PRESO ATTO CHE

Il Senato il 10 giugno ha approvato con voto di fiducia il DDL “Norme in materia di
intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali”.

DENUNCIA

i gravissimi limiti che tale legge impone all'utilizzo di fondamentali strumenti di indagine
e contrasto al crimine in quanto
● le Intercettazioni saranno possibili solo per i reati puniti con più di cinque anni di
carcere,
● i telefoni potranno essere messi sotto controllo per 75 giorni al massimo, salvo un
periodo aggiuntivo di tre giorni, prorogabili di volta in volta con provvedimento del
pm controfirmato dal giudice fino a che esista la necessità, su richiesta motivata dal
pm e riconosciuta dal giudice,
● Per i reati di mafia, terrorismo, omicidio, ecc. le intercettazioni saranno possibili
per 40 giorni, più altri venti prorogabili,
● Le intercettazioni ambientali saranno consentite per un massimo per tre giorni,
prorogabili di tre in tre con provvedimento del pm controfirmato dal giudice,
● Saranno fortemente limitate le riprese video.

DENUNCIA

i gravissimi limiti imposti alla libertà di informazione sancita dall'articolo 21 della
Costituzione che recita “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. “
in quanto
● Gli atti delle indagini in corso potranno essere pubblicati solo per riassunto.
● Gli editori che ne consentiranno la pubblicazione in maniera testuale rischieranno
pesanti multe
● I giornalisti che pubblicheranno intercettazioni durante le indagini o atti coperti da
segreto potranno essere puniti con una pena fino a 30 giorni di carcere o una
sanzione fino a 10.000 euro

ESPRIMENDO

preoccupazione per una legge che limita un importante strumento di indagine e di
contrasto al crimine, favorendo chi svolge attività illecite e criminali
sdegno per un provvedimento che come ha affermato Dunja Mijatovich, responsabile
OCSE per la libertà dei mezzi di comunicazione “limita il giornalismo d'inchiesta....segna
la tendenza alla criminalizzazione del lavoro giornalistico...contraddice gli impegni
OCSE, in particolare proibendo l'uso di fonti confidenziali necessarie ad un efficace
giornalismo di inchiesta al servizio della democrazia"

CHIEDE

alle forze parlamentari di maggioranza e opposizione di non approvare una legge
pericolosa e dannosa per la democrazia e la libertà del nostro Paese

giovedì 1 luglio 2010

Consiglio del 30 giugno: le dichiarazioni di apertura

Di seguito le due dichiarazioni di apertura del Gruppo PRC-PdCI al Consiglio Comunale del 30 giugno.

A Pomigliano hanno tentato di seppellire definitivamente la Costituzione. Ai lavoratori e alle lavoratrici è stato chiesto di sottoporsi a un ricatto pur di continuare a portare il pane a casa, pur di continuare ad avere una qualche prospettiva di vita. E nonostante il grave clima di intimidazione, gli operai di Pomigliano hanno dato una grande lezione di dignità. Dal voto referendario sull’accordo, siglato dalle solite sigle sindacali che avallano le politiche di questo Governo e la Fiat, arriva il messaggio forte e chiaro che i lavoratori italiani non intendono accettare supinamente condizioni anticostituzionali. Le imprese, come la Fiat, possono rassegnarsi e prendere atto di questa sollecitazione a cambiare una politica del lavoro che si concentra soltanto sulla riduzione del costo del lavoro. Così come il Governo, anziché fiancheggiare prevedibilmente la Fiat, farebbe bene a imporre alle aziende il rispetto dei contratti collettivi nazionali e della Costituzione. E non come ha fatto il Ministro Sacconi che si è affrettato ad indicare l’accordo proposto dalla FIAT come il modello futuro da seguire per la riorganizzazione del mondo del lavoro. Una riorganizzazione che quindi dovrebbe prevede la frantumazione dei diritti dei lavoratori, la loro definitiva riduzione a merce. Come Gruppo PRC-PDCI e come Federazione della Sinistra esprimiamo vicinanza e solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici di Pomigliano.

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Il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Marcello Limina a fine maggio ha inviato una circolare ai Dirigenti degli Uffici Scolastici Provinciali in cui si invita il personale della scuola a rispettare “limiti” nell’ambito dell’etica e della correttezza professionale, concernenti toni che vengono definiti “talvolta esasperati e denigratori dell’immagine dell’Amministrazione di cui lo stesso personale fa parte”, che si riscontrerebbero anche “in atti e documenti indirizzati ad autorità politiche o amministrative dell’Amministrazione centrale e fatti spesso circolare all’interno delle istituzioni scolastiche o distribuiti ad alunni e famiglie”;

Questa circolare, che ha come concetti ispiratori quelli della gerarchia e dell’obbedienza, chiede ai dirigenti degli uffici scolastici regionali di ricordare al personale scolastico che “è improprio indirizzare ad alte autorità politiche o amministrative diverse dal loro riferimento gerarchico documenti, appelli o richieste”.

Riteniamo come Gruppo consiliare PRC-PDCI che i contenuti di tale circolare siano evidentemente censurabili anche perché in contraddizione con gli articoli Costituzionali che riconoscono e garantiscono i diritti inviolabili dell’uomo e tra questi la manifestazione libera del proprio pensiero.

giovedì 3 giugno 2010

Nelle istituzioni senza dimenticare i movimenti e il territorio

Pubblichiamo di seguito l'articolo del Gruppo consiliare Prc-Pdci in uscita sul periodico comunale "In Comune".

Dopo l’Ordine del giorno approvato nel Consiglio Comunale del 25 novembre 2009 su proposta iniziale del Gruppo Consiliare PRC-PDCI e poi condiviso dagli altri partiti della maggioranza contro il Decreto Ronchi che di fatto impone la totale liberalizzazione dell'acqua, martedì 11 maggio si è ufficialmente costituito il Forum dell'Acqua di Castel Maggiore con le adesioni iniziali di Cgil, Arci, Cambio di Rotta e Federazione della Sinistra (il progetto unitario e plurale di cui fa parte a livello nazionale anche Rifondazione Comunista). Adesioni iniziali perché aperte a chiunque come noi pensi che l’acqua debba ritornare totalmente pubblica e che sia un bene comune inalienabile.

Il Forum ha dato subito il via alla raccolta di firme per promuovere i tre quesiti referendari sul territorio di Castel Maggiore sia all'interno delle sedi e durante le iniziative pubbliche di ciascun aderente che con appositi banchetti.

L'appuntamento referendario che stiamo preparando è importantissimo perché finalmente offre lo spunto per invertire la tendenza rispetto alle politiche di privatizzazione a tutti i costi che sono arrivate ad appropriarsi persino della risorsa vitale per antonomasia, l'acqua per l'appunto. Sono proprio queste decisioni le principali artefici dell’attuale crisi di cui sentiamo parlare tutti i giorni, siano esse avvenute in Grecia o altrove.

A questo proposito voglio invitare a riflettere su quanto scrive il Forum dell’Acqua sul proprio sito: “con la Legge Ronchi si aprono grandi possibilità d'affari per le aziende del settore servizi con fusioni, accorpamenti, acquisizioni. La gestione dell'acqua si sposta sempre di più nelle mani della borsa, di banche e fondazioni, fondi e manager. Sfugge definitivamente al controllo dei Comuni e dei cittadini. La prima mossa (…) ha per protagonista Iride (la multiutility nata dalla integrazione tra Aem Torino e Amga Genova ovvero tra l'azienda elettrica ex-municipale del capoluogo piemontese e la S.p.A. al 51% pubblica del gas e dell'acqua di quello ligure) e il fondo italiano per le infrastrutture F2i promosso dalla Cassa Depositi e Prestiti (1,8 miliardi di euro di capitalizzazione, sottoscritti in gran parte da banche, fondazioni bancarie e casse previdenziali). Insieme promuoveranno un accorpamento di tutti i servizi idrici detenuti da Iride e le sue associate e si lanceranno nel mercato aperto dalla Legge Ronchi. Acquisizioni e fusioni che verranno ripagate dalle bollette dei cittadini. Perché non c'è altro ricavo e più sono i rubinetti, più crescono le aggregazioni, più si può contare in borsa. Una pura bolla finanziaria gonfiata ad acqua. Seguite bene perché c'è da farsi venire il mal di testa”.

Sono profondamente convinto che il lavoro consiliare e “istituzionale” debba avere un orecchio pronto e attento ad ascoltare le istanze che nascono a livello territoriale. Questo è quanto come Gruppo Consiliare e come Federazione della Sinistra stiamo provando a fare con il Forum dell’Acqua, partecipando attivamente alla campagna referendaria; altrettanto abbiamo fatto con la Rete Laica, un gruppo di cittadini con appartenenze del tutto trasversali che ha promosso una delibera di iniziativa popolare per l'istituzione di un Regolamento comunale sulle cosiddette “Dichiarazioni Anticipate di Trattamento”; la raccolta delle firme ha avuto certamente il merito di stimolare la discussione portando all'approvazione da parte dei partiti di maggioranza di un ottimo testo sullo stesso argomento che delega la Giunta all’istituzione di tale Regolamento. Diversamente da alcune opinioni strumentali apparse anche su questo giornalino, noi consideriamo questo risultato una vittoria per tutta la coalizione di cui facciamo parte, che ha dimostrato sensibilità e lungimiranza; l'istituzione del Registro delle DAT costituisce un simbolo di civiltà e di autodeterminazione e siamo molto soddisfatti che i residenti di Castel Maggiore, a prescindere dalla loro appartenenza politica o dal credo, in un momento storico come quello attuale in cui i diritti –soprattutto quelli civili– vengono sempre più calpestati abbiano a disposizione questa possibilità. I DAT promossi in alcuni Comuni all'avanguardia come il nostro hanno sicuramente l’obiettivo di contribuire a far approvare una legge nazionale che regoli le questioni del fine vita senza pregiudizi e tutelando la libertà di ciascuno, l'esatto contrario di ciò che sta facendo il Governo nazionale.

Dato che la prossima uscita del giornalino è prevista per il mese di settembre, con l'occasione invio a tutte e a tutti i migliori auguri di buone vacanze!

Gianluca Ruotolo

Capogruppo PRC-PDCI

Castel Maggiore