Pubblichiamo l'articolo del Gruppo consiliare Prc-Pdci in uscita sul giornale comunale "In Comune".
Per riprendere lo strumento efficacemente proposto in uno dei rari spiragli di buona televisione ancora presenti in Italia, voglio iniziare quest’articolo con una lista delle idee e dei valori per cui noi della Federazione della Sinistra siamo considerati “radicali” o “estremisti”:
- difendere e chiedere l’attuazione dei principi Costituzionali;
- difendere lo Statuto dei lavoratori;
-difendere l’istruzione pubblica e l’accesso al sapere per tutte e tutti;
- difendere la cultura e la ricerca dalle fondazioni private;lottare per uno sviluppo sostenibile del territorio (contro il nucleare), per i beni comuni e per la conversione verde dell'economia;
- battersi per l'ampliamento dei diritti civili e di cittadinanza;
- difendere lo stato sociale e tutti i servizi alla persona;
- difendere i diritti delle donne;
- difendere la laicità dello Stato.
Nella mia lista personale ci sono anche la difesa del principio dell’autodeterminazione delle persone, il rispetto della dignità umana, della volontà critica e consapevole di ciascuno, dell’inviolabilità delle proprie idee e prospettive di vita.
Dopo mesi di dibattito dentro e fuori le sedi istituzionali e dopo una raccolta di firme promossa sul nostro territorio dalla Rete Laica, la Giunta comunale di Castel Maggiore ha approvato le modalità attuative per la tenuta del Registro delle Dichiarazione Anticipate di Trattamento (D.A.T., i cosiddetti “testamenti biologici”). Dal 23 novembre 2010 tutti i residenti del nostro comune possono consegnare presso i Servizi demografici dell'URP la loro manifestazione di volontà e indicare in anticipo i trattamenti medici cui scelgono di essere o non essere sottoposti in caso di malattie che determinino perdita di coscienza e impossibilità a decidere del proprio destino.
Ma ecco che, con una Circolare Ministeriale, il Governo afferma che questi Registri, istituiti in tanti Comuni italiani da nord a sud, non sono validi perché “la materia del fine-vita rientra nell’esclusiva competenza del legislatore nazionale e non risulta da questi regolata”: non c'è che dire, una bella dimostrazione da parte di chi ha fatto della Libertà (a parole) la propria bandiera! È evidente che, soprattutto con l'aria di elezioni anticipate che tira, il Governo strizza l'occhio a PIU’ ALTI e DIVINI livelli decisionali…
Personalmente ritengo questa decisione inaccettabile e penso che essa debba essere contrastata con tutte le forze che abbiamo a disposizione: i Comuni che hanno istituito i Registri debbono impugnare collettivamente la Circolare e ricorrere contro di essa!
I presupposti a livello giuridico ci sono tutti: siamo, infatti, in presenza di un documento che si pone in aperto contrasto con i principi affermati dalla nostra Costituzione all'art.32, che riconosce il diritto per il paziente di accettare o rifiutare una terapia medica, oltreché da Convenzioni internazionali come quella di Oviedo e per giunta confermati da alcune sentenze recentemente intervenute a fare chiarezza su casi come quello di Eluana Englaro. Proprio la giurisprudenza della Cassazione relativa alla vicenda Englaro ci fa ritenere l’istituzione del Registro Comunale dei testamenti biologici un atto del tutto legittimo e molto importante per la concreta tutela di un diritto fondamentale della persona.
Così come fa con ogni altro registro, nell'ottica di fornire un servizio alla cittadinanza, il Comune può mettere in campo determinate soluzioni per agevolare una richiesta o rispondere ad un'esigenza e non mi pare che in questo caso si voglia andare oltre le proprie competenze. L'assenza di una normativa nazionale non fa che rafforzare questa convinzione, dato che per servire la propria città è lecito fare tutto ciò che la legge non proibisce. Invece di spendere un sacco di soldi da un notaio, il Comune di Castel Maggiore decide di offrire questo servizio al costo modico di una marca da bollo, ecco la sua colpa!
In chiusura voglio riservare una battuta al consigliere Bianconcini che mi ha tirato in ballo nel suo articolo sullo scorso numero di questo periodico: al capogruppo di “Insieme per Castel Maggiore” consiglio prima di tutto di essere meno sbrigativo nel citarmi, anche perché poi sono costretto a rispondergli... L'ordine del giorno di cui parla era effettivamente condivisibile nello spirito, dato che andava nella direzione di aiutare le persone che stanno vivendo sulla loro pelle gli effetti della crisi economica, ma proponeva l'istituzione di una sorta di “mini social card” che avrebbe finito per offrire pochi euro mensili alle famiglie in difficoltà, ovvero poco più che un'elemosina. Ritengo che lo sforzo che questa Amministrazione e questa maggioranza debbano fare sia quello di mantenere e ove possibile ampliare le diverse azioni che sono state intraprese nel corso degli ultimi anni rispetto a questo argomento e non di adottare misure estemporanee, poco efficaci e persino potenzialmente lesive della dignità della persona. Se riusciremo a fare questo, allora sì che avremo contribuito in modo sostanziale ad aiutare chi ha più bisogno.
Gianluca Ruotolo
Capogruppo Prc-Pdci Castel Maggiore

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