giovedì 7 aprile 2011

2 Sì per l'Acqua bene comune

E' necessario un cambio di marcia. Un'inversione di tendenza. E il momento è arrivato. Per fare in modo che quasi 1 milione e 500 mila firme raccolte per presentare i quesiti referendari sull'acqua pubblica non siano state vane è necessaria una grande mobilitazione che porti la maggioranza degli italiani a votare ai referendum del 12 e 13 giugno. Di fronte ad una propaganda per l'acqua privatizzata (e per il ritorno al nucleare) che sarà subdola e ricca, dovremo essere in grado di comunicare le nostre ragioni nei modi più diversi: parlando con i vicini di casa, con gli amici, diffondendo messaggi via internet, organizzando volantinaggi ecc. La campagna referendaria “2 Sì per l'Acqua bene comune” è qualcosa che va oltre le bandiere, i colori, le appartenenze politiche. Non a caso ho scelto di scrivere questo articolo evitando simboli di partito, perché sono convinto che questa grande battaglia si possa e si debba vincere nel modo più unitario e trasversale possibile. Solo in questo modo potremo voltare pagina e segnare un punto a favore di un cambiamento reale nelle politiche di gestione dei beni comuni, acqua in primis ma non solo. Dopo un ventennio di privatizzazioni e mercificazione
della sfera pubblica, con la vittoria dei referendum i cittadini e le cittadine si potranno riappropriare finalmente di un bene comune primario decidendo in tutto e per tutto come gestirlo. Oggi questo non è possibile. Se si raggiungerà il quorum e vinceranno i sì non avremo più società per azioni che rispettano sempre meno le reali esigenze del cittadino a tutto vantaggio del mercato. Facciamo un esempio su tutti che ci riguarda molto da vicino: Hera. Qualche settimane fa, l'azienda ha richiesto all'Ato (Agenzia territoriale di ambito) del nostro territorio di competenza di aumentare le tariffe dell'acqua di circa il 10%. Può apparire paradossale e difficilmente comprensibile, eppure questo è possibile in virtù di una convenzione pluriennale tra Ato ed Hera che consente a quest'ultima di recuperare gli introiti preventivati e non realizzati se, come in questo caso, si verifica un calo dei consumi da parte delle famiglie e delle imprese. Morale della favola: i cittadini risparmiano, con il loro comportamento virtuoso o perché la crisi economica li ha colpiti (contribuendo a raggiungere quelli che formalmente sono gli obiettivi dichiarati da Hera), e per questo rischiano seriamente di ricevere bollette più salate! Ma non sono solo i cittadini ad essere penalizzati da questo tipo di politica, perché anche i Comuni, pur essendo ancora azionisti di maggioranza, non ricevono dalla società gli investimenti sulle reti che sarebbero necessari ad esempio per ridurre le dispersioni e gli sprechi. Basti pensare che quattro anni fa Hera si era impegnata a ridurli del 5% e che ad oggi siamo ad un misero -0,5%. Per cambiare tutto questo e tornare ad una gestione davvero pubblica e partecipata da parte dei cittadini ci vuole un grosso sforzo unitario affinché il quorum venga raggiunto. Dobbiamo dire forte e chiaro ad un Governo che ha deciso di buttare dalla finestra qualcosa come 400 milioni di euro pur di non fare l'Election Day (accorpando i referendum alle elezioni amministrative) che gli italiani sono stanchi di una politica che sacrifica gli interessi collettivi a vantaggio di quelli della cricca. L'auspicio è che anche a Castel Maggiore, con la partecipazione delle forze politiche, delle associazioni, dei singoli cittadini, si possa lavorare per dimostrare che un'altra Italia è possibile. Qui ed ora. Perché solo la partecipazione è libertà. Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Gianluca Ruotolo
Consigliere Comunale e firmatario dei quesiti referendari per l'Acqua bene comune

Consiglio Comunale del 30/03: trasferimento della PM al Corpo unico Reno-Galliera

Pubblichiamo di seguito l'intervento del Capogruppo FDS Gianluca Ruotolo sul tema del trasferimento della Polizia Municipale di Castel Maggiore al Corpo Unico dell'Unione Reno-Galliera. 

Ieri pomeriggio (29 marzo ndr) ho avuto la fortuna di partecipare al Convegno organizzato dall’Unione Reno Galliera in merito alle Unioni dei Comuni, ed è stata l’occasione di conoscere i pregi e i difetti di questo strumento, con la presentazione nel corso dell’incontro di alcuni esempi di Unioni dei Comuni presenti nella Regione Emilia Romagna. Devo dire che dalle diverse esposizioni fornite, dai vari interlocutori, i pregi riferibili all’Unione de Comuni abbiano avuto sicuramente la meglio rispetto ai difetti. essere il valore aggiunto all’interno della comunità in un rapporto diretto e partecipato con i controllo sui servizi delegati all’Unione dei Comuni. Reputo soprattutto che l’esperienza dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna (che ritiene di essere una sorta di federazione dei Comuni) sia una di realtà di Unione dei Comuni molto interessante, anche perché sono sembrati molto chiari e ben definiti gli obiettivi raggiunti in termini di efficienza. Una parola che significa in questo caso per un’ amministrazione comunale essere in grado di offrire un servizio di una migliore qualità ad un costo più basso rispetto allo stesso servizio offerto da un singolo Comune. Penso che l’Unione Reno Galliera abbia tutto l’interesse ad andare in una direzione di questo tipo salvaguardando in questo modo le comunità presenti sul territorio dell’Unione e le sue rappresentanze democratiche che come è stato sottolineato anche ieri possono propri cittadini. I processi di trasferimento di servizi dal Comune all’Unione dei Comuni però devono garantire una serie di aspetti. Quello di coinvolgere attivamente, nel procedimento di trasferimento, gli addetti coinvolti e le loro rappresentanza ascoltando e prendendo in carico il più possibile le loro istanze. Quello di garantire sul territorio la presenza di presidi relativi al la cittadinanza Allo stesso tempo bisogna, che con questo trasferimento di funzioni, si eviti uno svuotamento dei Consigli Comunali (e delle singole sensibilità politiche presenti nei Gruppi di maggioranza e di minoranza dei diversi Comuni) in relazione al loro potere di indirizzo e Sono convinto che all’interno della logiche di efficienza si inserisca il trasferimento del servizio di polizia municipale dal Comune di Castel Maggiore all’Unione Reno Galliera che garantirà una copertura oraria del servizio più ampia e la presenza di sportelli per i cittadini e le cittadine di Castel Maggiore e garantirà quei servizi erogati dalla nostra polizia muncipale molto importanti per il territorio come il Cantiere Vigile e l'educazione e la formazione nelle scuole.

Consiglio Comunale del 30/03: le dichiarazioni di apertura della FDS

Solidarietà agli educatori del Distretto di Casalecchio

Fin dal ‘98, in alcuni Comuni della provincia di Bologna (Casalecchio, Monteveglio, Sasso Marconi, Zola Predosa, Crespellano, Savigno, Castello di Serravalle, Monte San Pietro e Bazzano), è presente un sistema socio-educativo che ha il suo punto di forza nella mancanza di turn-over tra gli operatori, e garantisce un riferimento unico all’utenza. Ora, le rappresentanze sindacali denunciano che questi Comuni e l’ASC (Azienda Speciale Consortile) “InSieme”, committenti e gestori del servizio, hanno deciso, senza alcun confronto con le parti sociali, un taglio di quasi 1,5 milioni di euro delle risorse destinate ai servizi sociali ed educativi del territorio con pesanti ripercussioni sia per centinaia di lavoratori e lavoratrici delle cooperative coinvolte sia per gli utenti.; perciò, i sindacati CGIL–Funzione Pubblica e USB, in rappresentanza dei lavoratori delle cooperative sociali dell’ASC e dei Comuni del distretto di Casalecchio, hanno dichiarato lo stato di agitazione. Come Federazione della Sinistra esprimiamo solidarietà agli educatori, alle educatrici e alle famiglie coinvolti da questa brutta politica di tagli ed esprimiamo la nostra vicinanza alle azioni di mobilitazione partite dal basso che hanno portato ad una presa di posizione dei sindacati e che stanno portando all’ottenimento di importanti concessioni da parte dei Sindaci e dell’ASC “Insieme”. L'auspicio è che nel nostro distretto non si arrivi mai a situazioni del genere.

Contro l'intervento militare in Libia

Premesso che nel contesto delle istanze di democrazia che stanno caratterizzando gli Stati Nordafricani, il regime dispotico di Gheddafi va nettamente condannato insieme alla grave complicità che ha caratterizzato la relazione tra il governo italiano e quel regime a cui era stato affidata la repressione e il contenimento militari dei profughi e degli immigrati; considerato che attualmente è in corso contro la Libia una vera e propria intrusione condotta da diverse potenze occidentali – l’Italia fra queste - che, con il pretesto di difendere i diritti umani della popolazione civile, ha come obiettivi principali il controllo delle risorse energetiche, in primis il petrolio e il tentativo di riportare sotto controllo il mondo arabo attraversato nelle settimane scorse da rivolte popolari a sfondo sociale; considerato che quest’ intervento militare guidato dalla Nato non può avere finalità umanitarie – come dimostra il numero dei morti civili in rapida ascesa - ma rappresenta un tentativo di occupazione che contrasta con la carta delle Nazioni Unite e con l’articolo 11 della nostra Costituzione; considerato che l’ ennesima tragedia imposta a quel popolo allontana la prospettiva di una Libia unita, indipendente, repubblicana e democratica, sola alternativa ai progetti di spartizione e di balcanizzazione che la renderebbero facile preda della voracità delle multinazionali e delle potenze straniere; la Federazione della Sinistra condanna senza se e senza ma i bombardamenti in atto sulla Libia condotti da alcune potenze occidentali con la complicità dell'Italia e invoca che sia interdetto l’uso delle basi collocate sul nostro territorio dalle quali parte l’aggressione militare. Auspica infine che le istituzioni, la società civile e il mondo dell’associazionismo, assumano l’iniziativa per una immediata mobilitazione per la pace e contro la guerra, per l’immediato cessate il fuoco e il sostegno ai profughi e alle vittime del conflitto.