Solidarietà agli educatori del Distretto di Casalecchio
Fin dal ‘98, in alcuni Comuni della provincia di Bologna (Casalecchio, Monteveglio, Sasso Marconi, Zola Predosa, Crespellano, Savigno, Castello di Serravalle, Monte San Pietro e Bazzano), è presente un sistema socio-educativo che ha il suo punto di forza nella mancanza di turn-over tra gli operatori, e garantisce un riferimento unico all’utenza. Ora, le rappresentanze sindacali denunciano che questi Comuni e l’ASC (Azienda Speciale Consortile) “InSieme”, committenti e gestori del servizio, hanno deciso, senza alcun confronto con le parti sociali, un taglio di quasi 1,5 milioni di euro delle risorse destinate ai servizi sociali ed educativi del territorio con pesanti ripercussioni sia per centinaia di lavoratori e lavoratrici delle cooperative coinvolte sia per gli utenti.; perciò, i sindacati CGIL–Funzione Pubblica e USB, in rappresentanza dei lavoratori delle cooperative sociali dell’ASC e dei Comuni del distretto di Casalecchio, hanno dichiarato lo stato di agitazione. Come Federazione della Sinistra esprimiamo solidarietà agli educatori, alle educatrici e alle famiglie coinvolti da questa brutta politica di tagli ed esprimiamo la nostra vicinanza alle azioni di mobilitazione partite dal basso che hanno portato ad una presa di posizione dei sindacati e che stanno portando all’ottenimento di importanti concessioni da parte dei Sindaci e dell’ASC “Insieme”. L'auspicio è che nel nostro distretto non si arrivi mai a situazioni del genere.
Contro l'intervento militare in Libia
Premesso che nel contesto delle istanze di democrazia che stanno caratterizzando gli Stati Nordafricani, il regime dispotico di Gheddafi va nettamente condannato insieme alla grave complicità che ha caratterizzato la relazione tra il governo italiano e quel regime a cui era stato affidata la repressione e il contenimento militari dei profughi e degli immigrati; considerato che attualmente è in corso contro la Libia una vera e propria intrusione condotta da diverse potenze occidentali – l’Italia fra queste - che, con il pretesto di difendere i diritti umani della popolazione civile, ha come obiettivi principali il controllo delle risorse energetiche, in primis il petrolio e il tentativo di riportare sotto controllo il mondo arabo attraversato nelle settimane scorse da rivolte popolari a sfondo sociale; considerato che quest’ intervento militare guidato dalla Nato non può avere finalità umanitarie – come dimostra il numero dei morti civili in rapida ascesa - ma rappresenta un tentativo di occupazione che contrasta con la carta delle Nazioni Unite e con l’articolo 11 della nostra Costituzione; considerato che l’ ennesima tragedia imposta a quel popolo allontana la prospettiva di una Libia unita, indipendente, repubblicana e democratica, sola alternativa ai progetti di spartizione e di balcanizzazione che la renderebbero facile preda della voracità delle multinazionali e delle potenze straniere; la Federazione della Sinistra condanna senza se e senza ma i bombardamenti in atto sulla Libia condotti da alcune potenze occidentali con la complicità dell'Italia e invoca che sia interdetto l’uso delle basi collocate sul nostro territorio dalle quali parte l’aggressione militare. Auspica infine che le istituzioni, la società civile e il mondo dell’associazionismo, assumano l’iniziativa per una immediata mobilitazione per la pace e contro la guerra, per l’immediato cessate il fuoco e il sostegno ai profughi e alle vittime del conflitto.

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