Ecco
che ci risiamo con il Passante Nord. Questa volta sembra che siamo veramente ad
un passo da conoscere il destino dell’opera (vecchia ormai di 10 anni) e
soprattutto quello delle comunità e dei territori che sarebbero coinvolti dal
nuovo progetto di tracciato frutto dello studio di Fattibilità di Società
Autostrade. Il cosiddetto “Passantino”, che ha ricevuto il via libera
dall’Unione Europa, è uno stradone di 32,7 chilometri a due corsie per senso di
marcia che va da Zola Predosa a San Lazzaro e che attraverserebbe con un
impatto a dir poco devastante l’abitato di Castel Maggiore. Le ipotesi
pubblicate dalla stampa nel corso dell’estate mostrano addirittura un passaggio
in sopraelevata tra Funo e Castel Maggiore, con un enorme serpente di asfalto
che costeggerebbe via Ilaria Alpi deturpando in modo irreparabile la nostra
campagna.
Detto questo, è doveroso partire
dall’Ordine del Giorno che i partiti di maggioranza (PD, IDV e Federazione
della Sinistra) hanno proposto al Consiglio Comunale del 26 settembre e che è
stato votato anche dalle opposizioni: un
OdG che esprime una posizione nettamente contraria al progetto
presentato da Società Autostrade.
Come Rifondazione Comunista prima e
come FDS poi denunciamo da anni che, dopo la bocciatura da parte dell'Unione
Europea del vecchio progetto di Passante Nord, una nuova opera più piccola, sempre
inutile come la precedente ma ancora più devastante per il territorio e per Castel
Maggiore in particolare, stava prendendo forma lasciando volutamente all’oscuro
le comunità e buona parte delle Istituzioni locali. A conferma di questo, da
poche settimane siamo venuti a conoscenza del fatto che Comune di Bologna,
Regione Emilia-Romagna, Provincia di Bologna, Anas e Società Autostrade hanno sottoscritto
un protocollo d’intesa dove sta scritto che un accordo sul nuovo tracciato
del Passante Nord dovrà essere trovato entro il 30 novembre. La lista dei
firmatari dell’intesa evidenzia l’esclusione di tutti i Comuni interessati -tranne
quello di Bologna- dagli incontri preparatori e dal Comitato Tecnico
Scientifico che ha studiato il nuovo tracciato e la sua realizzazione. I
Sindaci sono così stati messi di fronte al fatto compiuto, con l’obiettivo di
pretendere il loro sì o, in caso di dissenso, caricarli della responsabilità
della perdita di un finanziamento di 1 milione e 300mila euro. Fortunatamente
il fronte dei Primi cittadini, a partire dal Sindaco Monesi, appare compatto
per il no al “Passantino”, anche se sembra prevalere la volontà di trovare un
accordo che riparta dal vecchio tracciato, che a nostro avviso rimane comunque
non condivisibile.
Ma perché noi di Rifondazione Comunista
e della Federazione della Sinistra siamo contrari ad un’opera che secondo i proponenti è pensata per
decongestionare la tangenziale di Bologna e per ridurre l’inquinamento
nell'area bolognese? Le nostre motivazioni sono molto simili a quelle che da
anni sta esponendo il Comitato per l'Alternativa al Passante Nord (www.passantenord.org) :prima di tutto non si può
accettare la devastazione di un intero territorio agricolo con la perdita di
8.000 ettari di colture di pregio, con il consumo di 100.000 tonnellate di
petrolio equivalente ogni anno per i 17 km di asfalto in più in cambio di generiche
e insufficienti “mitigazioni ambientali”. Il Passante Nord, già obsoleto nel
2003, in tutti questi anni si è rivelato sempre più distante dalla realtà. In
particolare sono clamorosamente fallite le previsioni di incremento del
traffico ed è drammaticamente aumentata la presa di coscienza a livello
mondiale sul consumo del territorio. Come si può parlare di salvaguardia
ambientale di fronte a questi dati, come si può sostenere che solo dopo aver
realizzato il Passante Nord si potrà procedere allo sviluppo della mobilità
sostenibile partendo dal Sistema Ferroviario Metropolitano?
Anche lo studio di fattibilità di Società Autostrade che accompagna il
cosiddetto “Passantino” ha messo in chiaro che problemi di traffico
sull’autostrada dopo l’entrata in funzione della terza corsia dinamica non ce
ne sono, e ha smentito le previsioni di aumento esponenziale di traffico alla
base del progetto Passante Nord (noi lo avevamo detto già nel 2003), sottolineando
anzi che dal 2010 ad oggi il traffico è ulteriormente diminuito.
Anche l'idea che le Grandi Opere servono per
rilanciare l’economia è vecchia e sbagliata: nient’altro che una fiammata di
breve periodo che lascerebbe dietro di sé un territorio devastato. In un
momento di grave crisi economica come questo è importante non sprecare risorse
e guardare prioritariamente alle tante opere incomplete che potrebbero portare all’avvio
di decine di cantieri più piccoli -con conseguente creazione di posti di lavoro
diffusi sul territorio- finalizzati alla realizzazione di opere utili ad
alleviare le reali problematiche della mobilità locale: terminare la
Trasversale di Pianura, il ponte sul Reno a Trebbo, un casello autostradale dedicato
per l'Interporto. Il tutto ad un costo molto inferiore e con benefici di gran
lunga superiori rispetto al Passante Nord!
Gianluca Ruotolo
Capogruppo FDS Castel Maggiore

