Nel 2011, secondo gli ultimi dati resi noti dal Ministero dell’Interno, nel nostro Paese sono state sfrattate 64 mila famiglie, di cui 56 mila (quasi il 90%) per morosità; le richieste di esecuzione forzata sono state addirittura 124 mila.
A livello
regionale, se si considera il numero di sfratti registrato nel 2010 ogni mille
famiglie in affitto, la realtà più interessata da questo fenomeno è stata l’Emilia-Romagna (22,7 sfratti
per morosità ogni mille famiglie affittuarie).
Rispetto al
passato sono mutate anche le tipologie
familiari colpite da questo tipo di provvedimento: fino a qualche
anno fa a non riuscire a pagare l’affitto erano in particolare lavoratori saltuari o precari a basso reddito, pensionati con
la minima, persone espulse dal mercato del lavoro; negli ultimi tempi il
fenomeno ha assunto dimensioni numeriche sempre più preoccupanti coinvolgendo artigiani, commercianti, piccoli
imprenditori, tenutari di partita Iva e in generale lavoratori dipendenti che
un tempo avremmo definito “garantiti” ma
che con l’aggravarsi della crisi e il dilagare della precarietà sono
scivolati in condizioni di marginalità economica.
A fronte di
numeri da vera e propria emergenza sociale, i Governi guidati da Berlusconi
prima e da Monti poi hanno pensato di rispondere con il taglio progressivo di
ogni sostegno a chi vive in affitto, arrivando nel 2012 addirittura
all’azzeramento del Fondo sociale per la locazione. Le mancate modifiche al
Patto di Stabilità, meccanismo perverso che impedisce a Comuni come il nostro
che pure avrebbero le risorse di ristrutturare e assegnare le cosiddette “case
popolari”, e una crisi economica feroce hanno fatto il resto, peggiorando sensibilmente
le condizioni materiali di vita di un numero sempre crescente di famiglie. Un
combinato disposto micidiale che si fa di giorno in giorno sempre più
insostenibile, anche perché molto spesso alla perdita del lavoro fa seguito
quella della casa e le conseguenze sono devastanti.
Il Comune di
Castel Maggiore, strangolato da vincoli sovraordinati e da uno stillicidio
infinito di tagli, si è ostinato a camminare nella direzione contraria: dal
2010, oltre ad emettere un nostro specifico bando anticrisi, abbiamo integrato
il trasferimento regionale del Fondo sociale con una quota più che doppia
rispetto a quella che ci imponeva la legge, tentando in qualche modo di
arginare la continua riduzione delle risorse. Quest’anno abbiamo confermato
integralmente entrambi quegli stanziamenti, portandoli a confluire in unico
Fondo da destinare a chi sul nostro territorio vive sulla pelle problematiche occupazionali
ed abitative.
54.000 euro a
disposizione di chi non riesce a sostenere il canone di locazione perché ha perso
il lavoro, subisce provvedimenti di mobilità, cassa integrazione o riduzione di
orario; un aiuto che da quest’anno si estende ai casi di sfratto, anche per
morosità, per sostenere chi si trova a non poter affrontare né le spese per
saldare il debito e rimanere nella propria casa né quelle per trovare un nuovo
appartamento (basti pensare alle mensilità di caparra abitualmente richieste
dai proprietari come garanzia o alle spese da corrispondere qualora sia
coinvolta un’agenzia di intermediazione immobiliare).
Presentando la
propria domanda dal 15 ottobre al 17 novembre sarà possibile avere accesso ad
un contributo una tantum di 2 mila euro; qualora le richieste ricevute in
questo arco temporale non arrivassero ad esaurire la disponibilità economica,
il bando rimarrà aperto anche nei mesi successivi fino ad esaurimento delle
risorse.
Un aiuto
concreto, utilizzabile per il pagamento della morosità o per le spese
contrattuali di un nuovo appartamento; un sostegno necessario ma che, ne siamo
consapevoli, certamente non sarà sufficiente. È evidente infatti che, di fronte
ad un’emergenza sociale di dimensioni tanto vaste e preoccupanti, la latitanza
della politica nazionale sia sempre più grave ed inaccettabile e che i Comuni
non possano essere lasciati soli ad affrontarla.
Federico Palma
Assessore alle Politiche
abitative
Per verificare requisiti e modalità di presentazione della domanda clicca QUI.
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