sabato 20 ottobre 2012

CONTRIBUTO STRAORDINARIO PER L’AFFITTO: DAL COMUNE UN AIUTO CONCRETO CONTRO LA CRISI. Confermate tutte le risorse nonostante i tagli. Per la prima volta il bando si rivolge ai procedimenti di sfratto, anche per morosità

Nel periodo 2001-2010 a livello nazionale gli sfratti per morosità sono più che raddoppiati, registrando un incremento del +108,4%.

Nel 2011, secondo gli ultimi dati resi noti dal Ministero dell’Interno, nel nostro Paese sono state sfrattate 64 mila famiglie, di cui 56 mila (quasi il 90%) per morosità; le richieste di esecuzione forzata sono state addirittura 124 mila.

A livello regionale, se si considera il numero di sfratti registrato nel 2010 ogni mille famiglie in affitto, la realtà più interessata da questo fenomeno è stata l’Emilia-Romagna (22,7 sfratti per morosità ogni mille famiglie affittuarie).
Rispetto al passato sono mutate anche le tipologie familiari colpite da questo tipo di provvedimento: fino a qualche anno fa a non riuscire a pagare l’affitto erano in  particolare lavoratori saltuari o precari a basso reddito, pensionati con la minima, persone espulse dal mercato del lavoro; negli ultimi tempi il fenomeno ha assunto dimensioni numeriche sempre più preoccupanti coinvolgendo artigiani, commercianti, piccoli imprenditori, tenutari di partita Iva e in generale lavoratori dipendenti che un tempo avremmo definito “garantiti”  ma che con l’aggravarsi della crisi e il dilagare della precarietà sono scivolati in condizioni di marginalità economica.
A fronte di numeri da vera e propria emergenza sociale, i Governi guidati da Berlusconi prima e da Monti poi hanno pensato di rispondere con il taglio progressivo di ogni sostegno a chi vive in affitto, arrivando nel 2012 addirittura all’azzeramento del Fondo sociale per la locazione. Le mancate modifiche al Patto di Stabilità, meccanismo perverso che impedisce a Comuni come il nostro che pure avrebbero le risorse di ristrutturare e assegnare le cosiddette “case popolari”, e una crisi economica feroce hanno fatto il resto, peggiorando sensibilmente le condizioni materiali di vita di un numero sempre crescente di famiglie. Un combinato disposto micidiale che si fa di giorno in giorno sempre più insostenibile, anche perché molto spesso alla perdita del lavoro fa seguito quella della casa e le conseguenze sono devastanti.
Il Comune di Castel Maggiore, strangolato da vincoli sovraordinati e da uno stillicidio infinito di tagli, si è ostinato a camminare nella direzione contraria: dal 2010, oltre ad emettere un nostro specifico bando anticrisi, abbiamo integrato il trasferimento regionale del Fondo sociale con una quota più che doppia rispetto a quella che ci imponeva la legge, tentando in qualche modo di arginare la continua riduzione delle risorse. Quest’anno abbiamo confermato integralmente entrambi quegli stanziamenti, portandoli a confluire in unico Fondo da destinare a chi sul nostro territorio vive sulla pelle problematiche occupazionali ed abitative.
54.000 euro a disposizione di chi non riesce a sostenere il canone di locazione perché ha perso il lavoro, subisce provvedimenti di mobilità, cassa integrazione o riduzione di orario; un aiuto che da quest’anno si estende ai casi di sfratto, anche per morosità, per sostenere chi si trova a non poter affrontare né le spese per saldare il debito e rimanere nella propria casa né quelle per trovare un nuovo appartamento (basti pensare alle mensilità di caparra abitualmente richieste dai proprietari come garanzia o alle spese da corrispondere qualora sia coinvolta un’agenzia di intermediazione immobiliare).
Presentando la propria domanda dal 15 ottobre al 17 novembre sarà possibile avere accesso ad un contributo una tantum di 2 mila euro; qualora le richieste ricevute in questo arco temporale non arrivassero ad esaurire la disponibilità economica, il bando rimarrà aperto anche nei mesi successivi fino ad esaurimento delle risorse. 
Un aiuto concreto, utilizzabile per il pagamento della morosità o per le spese contrattuali di un nuovo appartamento; un sostegno necessario ma che, ne siamo consapevoli, certamente non sarà sufficiente. È evidente infatti che, di fronte ad un’emergenza sociale di dimensioni tanto vaste e preoccupanti, la latitanza della politica nazionale sia sempre più grave ed inaccettabile e che i Comuni non possano essere lasciati soli ad affrontarla.
Federico Palma
Assessore alle Politiche abitative

Per verificare requisiti e modalità di presentazione della domanda clicca QUI

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