giovedì 1 luglio 2010

Consiglio del 30 giugno: le dichiarazioni di apertura

Di seguito le due dichiarazioni di apertura del Gruppo PRC-PdCI al Consiglio Comunale del 30 giugno.

A Pomigliano hanno tentato di seppellire definitivamente la Costituzione. Ai lavoratori e alle lavoratrici è stato chiesto di sottoporsi a un ricatto pur di continuare a portare il pane a casa, pur di continuare ad avere una qualche prospettiva di vita. E nonostante il grave clima di intimidazione, gli operai di Pomigliano hanno dato una grande lezione di dignità. Dal voto referendario sull’accordo, siglato dalle solite sigle sindacali che avallano le politiche di questo Governo e la Fiat, arriva il messaggio forte e chiaro che i lavoratori italiani non intendono accettare supinamente condizioni anticostituzionali. Le imprese, come la Fiat, possono rassegnarsi e prendere atto di questa sollecitazione a cambiare una politica del lavoro che si concentra soltanto sulla riduzione del costo del lavoro. Così come il Governo, anziché fiancheggiare prevedibilmente la Fiat, farebbe bene a imporre alle aziende il rispetto dei contratti collettivi nazionali e della Costituzione. E non come ha fatto il Ministro Sacconi che si è affrettato ad indicare l’accordo proposto dalla FIAT come il modello futuro da seguire per la riorganizzazione del mondo del lavoro. Una riorganizzazione che quindi dovrebbe prevede la frantumazione dei diritti dei lavoratori, la loro definitiva riduzione a merce. Come Gruppo PRC-PDCI e come Federazione della Sinistra esprimiamo vicinanza e solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici di Pomigliano.

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Il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Marcello Limina a fine maggio ha inviato una circolare ai Dirigenti degli Uffici Scolastici Provinciali in cui si invita il personale della scuola a rispettare “limiti” nell’ambito dell’etica e della correttezza professionale, concernenti toni che vengono definiti “talvolta esasperati e denigratori dell’immagine dell’Amministrazione di cui lo stesso personale fa parte”, che si riscontrerebbero anche “in atti e documenti indirizzati ad autorità politiche o amministrative dell’Amministrazione centrale e fatti spesso circolare all’interno delle istituzioni scolastiche o distribuiti ad alunni e famiglie”;

Questa circolare, che ha come concetti ispiratori quelli della gerarchia e dell’obbedienza, chiede ai dirigenti degli uffici scolastici regionali di ricordare al personale scolastico che “è improprio indirizzare ad alte autorità politiche o amministrative diverse dal loro riferimento gerarchico documenti, appelli o richieste”.

Riteniamo come Gruppo consiliare PRC-PDCI che i contenuti di tale circolare siano evidentemente censurabili anche perché in contraddizione con gli articoli Costituzionali che riconoscono e garantiscono i diritti inviolabili dell’uomo e tra questi la manifestazione libera del proprio pensiero.

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