Il Consiglio comunale di Castel Maggiore, nella seduta di mercoledì 30 giugno, ha approvato con il voto di tutti i gruppi di maggioranza ma su proposta proposta iniziale del Gruppo Prc-Pdci questo ordine del giorno contro l'attacco alla cosiddetta "Freedom Flottilla" da parte dell'esercito israeliano. Un risultato politico importante che si inserisce nel solco della mobilitazione a sostegno del boicottaggio dei prodotti provenienti dalle colonie in Cisgiordania che come Federazione della Sinistra abbiamo messo in campo in questi mesi sul territorio.
ORDINE DEL GIORNO
PRESENTATO DAI GRUPPI CONSILIARI DI MAGGIORANZA
Sull'intervento armato dell'esercito israeliano
alle imbarcazioni delle organizzazioni umanitarie dirette a Gaza
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CASTEL MAGGIORE
Premesso
PRESENTATO DAI GRUPPI CONSILIARI DI MAGGIORANZA
Sull'intervento armato dell'esercito israeliano
alle imbarcazioni delle organizzazioni umanitarie dirette a Gaza
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CASTEL MAGGIORE
Premesso
che l'intervento armato del 31 maggio scorso con strage di civili, operato dall'esercito dello
Stato di Israele in acque internazionali contro pacifisti a bordo di imbarcazioni dirette a
Gaza, configura un insieme di flagranti violazioni di principi e norme del vigente Diritto
Internazionale (Carta delle Nazioni Unite, Diritto Internazionale Umanitario, Diritto
Internazionale dei diritti umani, Diritto Internazionale del mare)
che "Freedom Flotilla" è chiaramente un'operazione umanitaria contro un blocco illegale
ripetutamente condannato dall'Onu, tesa a dare attuazione a quanto stabilito dalla
Risoluzione Onu 1860 del 2009;
Stato di Israele in acque internazionali contro pacifisti a bordo di imbarcazioni dirette a
Gaza, configura un insieme di flagranti violazioni di principi e norme del vigente Diritto
Internazionale (Carta delle Nazioni Unite, Diritto Internazionale Umanitario, Diritto
Internazionale dei diritti umani, Diritto Internazionale del mare)
che "Freedom Flotilla" è chiaramente un'operazione umanitaria contro un blocco illegale
ripetutamente condannato dall'Onu, tesa a dare attuazione a quanto stabilito dalla
Risoluzione Onu 1860 del 2009;
Considerato
che la decisione del governo italiano di votare contro la risoluzione del Consiglio DirittiUmani delle Nazioni Unite che condanna il sanguinoso attacco israeliano alle navi
umanitarie dirette alla popolazione di Gaza e istituisce una commissione internazionale
d'inchiesta indipendente è una grave offesa alle nostre coscienze e tradisce i principi
democratici di legalità e di giustizia;
Considerato altresì
che le Nazioni Unuite, con le risoluzioni 1850 del 2008 e 1860 del 2009, individuano
“l’urgente necessità di togliere il blocco alla striscia di Gaza e di garantire il flusso
continuativo di beni e persone” e che Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha chiesto inoltre a
Israele di "garantire l'arrivo a destinazione dell'assistenza umanitaria trasportata dal
convoglio navale",
Evidenziato
che sulla base delle risoluzione delle Nazioni Unite, il blocco imposto alla striscia di Gaza è
illegale e viola i diritti umani della sua popolazione;
Appurato
che le azioni dei governi e delle istituzioni democratiche preposte risultano deboli ed
inefficaci nel far rispettare le stesse risoluzioni ONU da loro redatte e votate;
Sottolineato
che le azioni dei pacifisti mirano a tenere alta l’attenzione sulla questione di Gaza e sulle
condizioni drammatiche della popolazione, che l'Egitto si è sentito in dovere di togliere la
sua parte di blocco della Striscia di Gaza, che Il parziale allentamento del blocco deciso da
Israele è ancora poca cosa rispetto ai bisogni primari della popolazione civile di quell'area
ESPRIME
condanna per l'intervento armato contro un'operazione umanitaria e pacifica
CHIEDE L’IMPEGNO DEL PARLAMENTO E DEL GOVERNO
per la fine del blocco e la protezione umanitaria internazionale della striscia Gaza;per Il rispetto delle risoluzioni delle Nazioni Unite sia da parte dello Stato di Israele che
della comunità internazionale, Italia compresa;
per la difesa delle attività delle organizzazioni pacifiste che si battono affinché Gaza possa
ricevere gli aiuti umanitari necessari;
per la fine del conflitto tra lo Stato di Israele e la Palestina, auspicando la costruzione di
uno Stato palestinese indipendente, sulla base dell’appello “due popoli-due stati”.

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