lunedì 5 luglio 2010

OdG sulla legge-bavaglio

Il Consiglio comunale di Castel Maggiore, nella seduta di mercoledì 30 giugno, ha approvato su proposta dei gruppi di maggioranza (Pd, IdV, Prc-Pdci) questo ordine del giorno contro la cosiddetta "Legge-bavaglio" che il Governo Berlusconi vuole approvare per mettere la mordacchia alla libera informazione e un freno alle indagini sui potenti e i colletti bianchi.

ORDINE DEL GIORNO
PRESENTATO DAI GRUPPI CONSILIARI DI MAGGIORANZA

Approvazione del DDL relativo a “ Norme in materia di intercettazioni
telefoniche, telematiche e ambientali. ”

IL CONSIGLIO COMUNALE DI CASTEL MAGGIORE

PRESO ATTO CHE

Il Senato il 10 giugno ha approvato con voto di fiducia il DDL “Norme in materia di
intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali”.

DENUNCIA

i gravissimi limiti che tale legge impone all'utilizzo di fondamentali strumenti di indagine
e contrasto al crimine in quanto
● le Intercettazioni saranno possibili solo per i reati puniti con più di cinque anni di
carcere,
● i telefoni potranno essere messi sotto controllo per 75 giorni al massimo, salvo un
periodo aggiuntivo di tre giorni, prorogabili di volta in volta con provvedimento del
pm controfirmato dal giudice fino a che esista la necessità, su richiesta motivata dal
pm e riconosciuta dal giudice,
● Per i reati di mafia, terrorismo, omicidio, ecc. le intercettazioni saranno possibili
per 40 giorni, più altri venti prorogabili,
● Le intercettazioni ambientali saranno consentite per un massimo per tre giorni,
prorogabili di tre in tre con provvedimento del pm controfirmato dal giudice,
● Saranno fortemente limitate le riprese video.

DENUNCIA

i gravissimi limiti imposti alla libertà di informazione sancita dall'articolo 21 della
Costituzione che recita “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. “
in quanto
● Gli atti delle indagini in corso potranno essere pubblicati solo per riassunto.
● Gli editori che ne consentiranno la pubblicazione in maniera testuale rischieranno
pesanti multe
● I giornalisti che pubblicheranno intercettazioni durante le indagini o atti coperti da
segreto potranno essere puniti con una pena fino a 30 giorni di carcere o una
sanzione fino a 10.000 euro

ESPRIMENDO

preoccupazione per una legge che limita un importante strumento di indagine e di
contrasto al crimine, favorendo chi svolge attività illecite e criminali
sdegno per un provvedimento che come ha affermato Dunja Mijatovich, responsabile
OCSE per la libertà dei mezzi di comunicazione “limita il giornalismo d'inchiesta....segna
la tendenza alla criminalizzazione del lavoro giornalistico...contraddice gli impegni
OCSE, in particolare proibendo l'uso di fonti confidenziali necessarie ad un efficace
giornalismo di inchiesta al servizio della democrazia"

CHIEDE

alle forze parlamentari di maggioranza e opposizione di non approvare una legge
pericolosa e dannosa per la democrazia e la libertà del nostro Paese

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