domenica 10 ottobre 2010

La solita cinghia stretta e quelle solite maniche rimboccate...

Pubblichiamo di seguito l'articolo del Gruppo consiliare PRC-PdCI di Castel Maggiore in uscita sul giornalino comunale "In Comune".

Da una parte ci sono un Governo di destra e il suo massimo rappresentante che dei 25 miliardi di
tagli della manovra finanziaria straordinaria di fine luglio non hanno messo di tasca loro nemmeno un centesimo; dall'altra ci sono i dipendenti pubblici, i pensionati, i precari della scuola e tutte le cittadine e i cittadini dei Comuni come Castel Maggiore che iniziano a vedere ridimensionati o venir meno alcuni servizi (e che quindi, pur non pagando formalmente nuove tasse così come il signor B. ci ha raccontato, dovranno comunque sborsare soldi per tutto ciò che gli Enti Locali non sono più in grado di offrire).

Il welfare, i diritti e la qualità della vita conquistati in anni di lotta, sacrifici e buon governo dei nostri territori ce li stanno portando via i vari Tremonti, Marchionne e Bonanni ma non solo, perché gli artefici di questo drammatico sfaldamento dello stato sociale sono sempre più i rappresentanti del Governo d'Europa, senza differenze tra centro-destra e centro-sinistra, tutti uniti nella politica integralista del rispetto dei bilanci che finisce per penalizzare i soliti noti in nome dei sacrifici (le solite cinghie da tirare) e della collaborazione (le solite maniche da rimboccarsi).

In un momento così drammatico di crisi internazionale, la Commissione Europea a fine ottobre
presenterà le sue proposte per rafforzare il “Patto di Stabilità” e la “Politica economica del Governo Europeo”. Queste proposte prevedono misure di estremo rigore verso i Paesi che non rispetteranno i parametri fissati dall'Unione Europea attraverso un durissimo sistema di sanzioni automatiche.

Concretamente questo significa che la nostra Italia, con il suo debito pubblico pari al 117% del PIL a fronte di accordi con l'Unione Europea che prevedono un massimo del 60%, sarà obbligata a ottenere avanzi primari di bilancio pari al 4% annuo per un periodo che può durare tra i quindici e i vent’anni. Traduzione: una massacrata sociale di dimensioni bibliche e lo sprofondo del nostro Paese in una crisi economica destinata a generalizzare non solo la precarietà ma la povertà.

Lugubri previsioni dei soliti gufi menagrami comunisti?

No, parole de Il Sole 24 Ore, giornale della Confindustria, che a proposito di questo progetto europeo scrive testualmente: “Basta questo scarno riassunto per cogliere l’insostenibilità politico-economica di un patto draconiano che rischia di ammazzare il malato invece di guarirlo”.

L’idea che guida i governanti di questa Europa è di abbassare il costo del lavoro in modo selettivo
producendo una enorme differenza di stipendi tra i diversi Paesi europei, al fine di rendere più
competitiva una parte dell’Europa sui mercati internazionali. Questa politica però non ha alcuna
possibilità di ottenere i risultati che si propone per una semplice ragione: se tutti, dalla Cina agli Stati Uniti all’Europa, pensano di uscire dalla crisi aumentando le esportazioni, chi mai comprerà tutte quelle merci? I marziani? Ci troviamo quindi di fronte ad una politica economica che non serve ad uscire dalla crisi ma che produrrà al contrario un impoverimento competitivo e una forte gerarchizzazione tra le classi sociali, tra le nazioni e tra le diverse aree di ogni Paese.

Il diktat europeo non obbligherà solo i governi italiani - di qualunque colore - per vent’anni a fare
politiche economiche di continuo taglio della spesa sociale, ma indirettamente costringerà anche
Comuni come Castel Maggiore che non condividono questa impostazione rigorista a procedere
nella stessa direzione, tagliando e ancora tagliando. E mentre la maggioranza, nel nostro Consiglio
Comunale, approva un ordine del giorno per chiedere al Governo la modifica di questo Patto
di Stabilità e una manovra meno ingiusta nei confronti degli Enti Locali, i signori del PDL per
partito preso si oppongono esprimendosi nella sostanza a favore dei tagli sui nostri concittadini!

Se vogliamo andare a fondo alle cose e invertire la rotta a tutti i livelli, dobbiamo essere consapevoli di meccanismi come questi che sembrano più grandi di noi e alzare il tiro contro le politiche europee, contro le speculazioni del mondo finanziario e contro questa mala-globalizzazione che alimenta solo la guerra tra i poveri.

Gianluca Ruotolo
Gruppo Consiliare PRC-PDCI
Castel Maggiore (Bo)

Nessun commento:

Posta un commento