Pubblichiamo di seguito l'articolo del Gruppo Consiliare Federazione della Sinistra di Castel Maggiore in uscita sul prossimo numero del giornale "In Comune".
La manovra del Governo Monti, il cosiddetto decreto "Salva Italia", si dimostra sempre più dannosa: una vera e propria stangata in continuità con le politiche del Governo Berlusconi. La manovra grava sulle famiglie, sui lavoratori, sui pensionati e sugli Enti locali. Insomma, sui soliti noti. Come Federazione della Sinistra abbiamo ribadito più volte la nostra contrarietà alla manovra, sottolineando che è iniqua perché salvaguarda i grandi patrimoni, gli speculatori e gli evasori e recessiva perché agisce negativamente sugli investimenti e sulla domanda interna. Una manovra fatta da un Governo dei banchieri e da un’élite finanziaria, ovvero da coloro che per primi hanno prodotto la crisi e che hanno scelto di intervenire direttamente in politica -in Italia come in Grecia- con l’avvallo della Banca Centrale Europea per difendere i propri privilegi e portare avanti le proprie scelte liberiste di destra.
In questa manovra non esiste una vera patrimoniale che colpisca i grandi patrimoni immobiliari e finanziari. Un solo dato, che ci viene da uno studio della Cgia (associazione artigiani e piccole imprese) di Mestre: nonostante l’aumento del 60% delle rendite catastali sulle abitazioni, l’IMU sulle seconde case sfitte premia i ricchi, o quantomeno coloro che dichiarano un reddito annuo superiore ai 100 mila euro. Questi ultimi non solo non subiranno un inasprimento del prelievo, ma in alcuni casi arriveranno addirittura a risparmiare qualcosa rispetto al sistema di tassazione precedente.
Quello che appare come un vero e proprio obbrobrio tributario deriva dal fatto che l'Imu sostituisce sia l'Ici che l'Irpef sui redditi fondiari che si applicava agli immobili non affittati: in questo modo viene meno la progressività del prelievo tipica dell'Irpef a tutto vantaggio di chi guadagna di più e a conferma ulteriore dell’iniquità della manovra.
Inoltre è inaccettabile che non essendoci una patrimoniale ci sia una sovratassa sui capitali scudati fissata ad un misero 1,5%. Con una sovrattassa del 15% si potevano reperire i soldi necessari evitando la riforma delle pensioni e colpendo i grandi evasori.
Le spese e le missioni militari sono confermate dall’azione di questo Governo: come Federazione della Sinistra confermiamo la loro inutilità ed incostituzionalità. Pensate quante risorse (e vite umane) si potrebbero risparmiare ritirando le truppe italiane dalla guerra in Afghanistan e annullando i contratti da decine miliardi di euro destinati all’acquisto di nuovi caccia bombardieri.
Anche sulle grandi opere il Governo non fa un passo indietro rispetto al suo predecessore: l’esempio emblematico è l’autoritarismo con il quale sta portando avanti il progetto TAV in Val di Susa. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad un'opera inutile e ad alto impatto ambientale ed economico le cui risorse potrebbero essere utilizzate per mettere in sicurezza a livello idrogeologico il Paese.
E infine la manovra è antisociale perché, con i tagli agli Enti locali si vuole perpetrare una politica di destra che punta a tagliare i servizi necessari ai cittadini, svendendo conseguentemente i servizi pubblici locali.
Per l'alternativa a queste politiche e per unire l'opposizione di sinistra al Governo Monti, la Federazione della Sinistra ha lanciato per sabato 12 maggio a Roma (Piazza Santi Apostoli, ore 14) una manifestazione nazionale aperta a tutte le soggettività politiche e sociali, collettive ed individuali, che condividono la necessità e l'urgenza del cambiamento.
In un contesto di questo tipo, la maggioranza del Consiglio Comunale di Castel Maggiore ha votato a fine marzo un bilancio preventivo per il 2012 sicuramente difficile ma con elementi importanti che è giusto sottolineare.
Prima di tutto si garantisce che anche nel 2012 saranno erogati i servizi che il Comune metteva a disposizione nel 2011. In un momento di crisi e difficoltà come questo è fondamentale che il Comune non tagli i servizi alla persona e quelli educativi. La stessa considerazione vale per le politiche culturali che questo Comune continua a metter in campo resistendo alle tante situazioni avverse: un motivo di orgoglio, oltre che il modo di continuare a metter in moto le tante e diverse realtà associative della nostra comunità. Altro elemento fondamentale -che in un possibile futuro bilancio sociale del Comune di Castel Maggiore avrebbe un significato ed un valore primario- è proprio la solidarietà e l’attivismo di una buona parte della cittadinanza di Castel Maggiore che lavora in modo volontario per il benessere comune.
In una situazione del genere il mantenimento dei servizi non era un risultato scontato. Va detto che questo obiettivo è stato raggiunto anche con scelte difficili e certamente impopolari. L’aumento delle aliquote dell’addizionale comunale Irpef è una scelta obbligata per confermare i servizi in essere: è importante però che nell’aumentare queste aliquote, ferme allo 0,3 da anni, sia stata fatta una scelta di grande equità in linea con i dettami costituzionali. Aumentare la progressività di un'imposta che è determinata a livello nazionale in maniera già progressiva fa assumere una notevole equità alla pressione fiscale. Chi ha di più deve pagare di più: non c’è altro da aggiungere.
Discorso diverso riguarda l’IMU, che è un imposta con un'aliquota unica in cui è assente la progressività. Anche in questo caso credo però che si possa affermare che a Castel Maggiore sia stata salvaguardata la prima casa e si sia cercato di chiedere di più (con aliquote più alte) a chi fa rendita sul proprio patrimonio immobiliare. A questo proposito sottolineerei l’importanza di aver diversificato in modo molto accurato le aliquote IMU in relazione allo scopo e alla destinazione delle diverse unità immobiliari e dei terreni.
In quest’operazione di aumento della pressione tributaria giustamente le tariffe dei servizi a domanda individuale e socio-assistenziali sono rimaste sostanzialmente invariate, oltre al fatto che sono stati confermati i fondi per le famiglie colpite dalla crisi e quelli per l'emergenza abitativa.
Per quanto riguarda l’ambiente e il consumo del territorio, aver deciso già l’anno scorso e confermato quest’anno che non ci saranno oneri di urbanizzazione nella parte corrente del bilancio 2012, significa poter disporre di risorse ordinarie e sicure per garantire l’erogazione dei servizi comunali e di conseguenza non essere legati al cemento e alle oscillazioni del mercato del "mattone".
Un bilancio difficile, insomma, ma contraddistinto da principi e sensibilità che sempre più devono caratterizzare l'operato dell'Amministrazione comunale, tanto in più in un contesto difficile come quello che ci sta attorno.
Gianluca Ruotolo
Capogruppo FDS Castel Maggiore

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