martedì 13 ottobre 2009

I paradossi della finanza pubblica italiana

Di seguito l'articolo dell'Assessore al Bilancio della Città di Castel Maggiore Federico Palma (Prc-Pdci) pubblicato sul numero di ottobre del bimestrale "In Comune".

I paradossi della finanza pubblica italiana
Castel Maggiore penalizzata dalla gestione virtuosa dei propri bilanci

L'approvazione degli equilibri di bilancio ci offre l'occasione per fare il punto una volta di più sulla situazione a cui un Comune virtuoso come il nostro è costretto da quel combinato disposto di perversione e incongruenza che va sotto il nome di Patto di stabilità interno, una norma che teoricamente sarebbe dovuta servire a contenere deficit e debito pubblico degli Enti locali degli stati aderenti alla UE. Dal 1999 (data della sua prima applicazione) ad oggi, le diverse finanziarie che si sono susseguite non hanno fatto altro che modificare i parametri di calcolo, gli obiettivi da raggiungere, i meccanismi premianti e quelli penalizzanti, con il risultato che a Comuni, Province e Regioni viene di fatto negata l'autonomia data dalla pianificazione strategica: alla faccia del tanto strombazzato federalismo!

Un sistema di calcolo che sarebbe difficile da sintetizzare e rendere comprensibile fa sì che il risultato che il nostro Comune deve raggiungere per l'anno in corso ai fini del rispetto del Patto corrisponda al saldo tra entrate e spese del 2007 peggiorato del 10%, sennonché in quell'anno il conteggio è stato ricavato con un meccanismo differente rispetto a quello attuale, non erano stati contratti mutui o indebitamenti -voci escluse dal Patto - e si erano verificate entrate straordinarie, determinando un saldo eccezionalmente positivo che ora ci cade addosso come un parametro da tenere in modo costante. Paradossalmente quindi Castel Maggiore si trova oggi a dover pagare il proprio virtuosismo di ieri, essendo penalizzato dal riferimento ad una fotografia economica troppo positiva per essere presa a termine di paragone.

Ma le incongruenze non sono finite: un Comune che si è auto finanziato e che ha una notevole disponibilità di cassa come il nostro non può permettersi di pagare i propri fornitori, pena lo sforamento dei limiti del Patto; come se non bastasse, nel mese di luglio un Decreto Legge governativo ha stabilito che gli Enti locali non possano affidare lavoro fino a quando non siano in grado di pagarlo regolarmente, cosa che potrebbe metterci di fronte ad una paralisi de facto delle attività che abbiamo in cantiere per gli anni a venire.

Per fare un esempio molto concreto, con questa manovra di riequilibrio l'Amministrazione ha deciso tra le altre cose di stanziare le risorse necessarie alla progettazione della nuova scuola materna e alla manutenzione e ristrutturazione delle case popolari e del centro di seconda accoglienza di via Bondanello: bene, grazie a questa ulteriore vessazione, potremmo trovarci ad avere l'accantonamento necessario a realizzare tutte queste opere e l'impossibilità materiale di utilizzarlo... Se però nell'esercizio 2007 avessimo fatto registrare un saldo negativo, se non avessimo disponibilità di cassa o se avessimo molti debiti, in una parola se allora non avessimo rispettato il Patto di stabilità, tutto questo non ci avrebbe riguardati, dato che l'obiettivo che in quel caso avremmo dovuto raggiungere per l'anno in corso sarebbe stato assolutamente abbordabile. Ma si sa, l'Italia è il Paese dei paradossi...

Federico Palma
Assessore ai Servizi finanziari, contabili e del patrimonio

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