
DELLA SINISTRA DI ALTERNATIVA IN EMILIA-ROMAGNA
Convocazione dell'assemblea regionale per
a partire dalle 9.00 in CAPPELLA FARNESE (Palazzo D'Accursio) a BOLOGNA
La crisi sta mostrando anche nella nostra regione il volto distruttivo del capitalismo e delle politiche liberiste.
Si è spezzato quel meccanismo virtuoso che permetteva nei decenni scorsi al sistema emiliano-romagnolo di garantire ai propri cittadini l'occupazione e la qualità sociale indipendentemente dalle difficoltà e dalle fasi di recessione a livello nazionale.
Non esistono più né zone franche né isole felici: il Paese è in crisi e la crisi riguarda anche l'Emilia-Romagna.
La crisi sociale si impasta con la crisi della politica; produce guerre tra i poveri che si esprimono in separatezza dalla politica, in astensione, in crescita - anche da queste parti - del consenso alle destre razziste.
Per tutto questo vogliamo costruire la sinistra di alternativa, coinvolgendo tutte le forze politiche, sociali, culturali e morali che come noi sentono questa urgenza.
Coordinate fondamentali di questo percorso sono per noi l'utilità, poiché la sinistra può tornare ad essere popolare solo se sa dare risposte concrete; l'unità, poiché il mantenimento dell'attuale frammentazione ci consegnerebbe ad una definitiva marginalità; dire con chiarezza da che parte stiamo.
Ci rivolgiamo alle lavoratrici e ai lavoratori; alle tante e ai tanti che si trovano, da un giorno all'altro, licenziati, in cassintegrazione, in mobilità; ai precari senza alcuna tutela, con salari e pensioni da fame.
A coloro che sono colpiti dall'intolleranza , dalla violenza e dall'odio alimentati da una destra eversiva e populista.
Alle donne che vedono negati anni di battaglie per i diritti.
A coloro che si battono per un nuovo modello di sviluppo; che si battono contro la devastazione e la cementificazione del proprio territorio;in difesa dei beni comuni; contro lo scellerato, pericoloso e insensato ritorno al nucleare.
A coloro che chiedono l'abbattimento delle spese militari, il ritiro delle truppe italiane dall'Afghanistan e il rifiuto di ogni guerra.
A quelli che vogliono vivere in un paese laico,stanno dalla parte della Costituzione e pensano all'antifascismo come ad un valore vivo e attuale più che mai; ai nuovi cittadini immigrati che con il loro lavoro contribuiscono alla ricchezza non solo materiale ma culturale del nostro Paese.
A coloro che vogliono una scuola pubblica in grado di dare una risposta forte ed efficace al diritto al sapere.
Una via di uscita dalla crisi da sinistra è possibile.
La nostra sfida parte innanzitutto dalle fabbriche e dalle scuole; dai luoghi e dalle persone colpite dalla crisi; dai vecchi e nuovi sfruttamenti.
La crisi non deve essere pagata dai lavoratori, dagli studenti, dai pensionati, dalle famiglie; per questo ci poniamo l'obiettivo di contribuire a ricostruire la politica come spazio pubblico, collettivo, popolare, in cui si possa immaginare un altro mondo possibile e costruire un'alternativa al capitalismo.
Ci rivolgiamo a quelle risorse e a quelle potenzialità positive sul piano economico, sociale, politico, culturale, istituzionale, che ancora qui ci sono.
Il progetto è aperto non solo alle forze politiche esistenti comuniste e della sinistra che hanno combattuto ed ancora si battono sotto le insegne delle bandiere rosse, della falce e del martello, ma ad associazioni, movimenti, comitati, singoli. Vogliamo una sinistra di alternativa inclusiva e accogliente, aperta alle innovazioni e che dia pari dignità e cittadinanza a tutti i soggetti coinvolti.
Dobbiamo una risposta alla domanda di unità che attraversa il popolo della sinistra.
Intendiamo muoverci nel solco della storia del movimento operaio, del movimento socialista e comunista, del movimento femminista, GLBTQ e dei diritti civili, dei migranti, delle lotte ambientaliste, per la giustizia e la solidarietà, del movimento altermondialista. Nella lotta per la giustizia e la libertà delle generazioni che ci hanno preceduto, noi riconosciamo la nostra storia e questa storia deve proseguire a partire da una rifondazione delle pratiche, delle teorie, delle forme organizzative.
Nella primavera prossima ci saranno le elezioni regionali: utilizziamo anche questa scadenza elettorale, partendo dai contenuti, come elemento che aiuti nella costruzione del percorso della sinistra di alternativa emiliano-romagnola; per farne un'occasione di crescita e partecipata; per includere e per costruire relazioni politiche e sociali.
E' necessario dunque un vero e proprio salto di qualità dell’iniziativa della sinistra di alternativa.
Proponiamo pertanto di dar vita, in Emilia-Romagna, a una federazione unitaria che comprenda – oltre alle forze che hanno dato vita alla lista anticapitalista e comunista alle ultime elezioni europee – tutti i soggetti politici, i movimenti e le persone che avvertono l’urgenza di affrontare insieme i compiti che ci sono davanti e che abbiamo prima indicato nelle linee generali.

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