Nella seduta del 31 marzo il Consiglio Comunale di Castel Maggiore, con i voti dei gruppi di maggioranza e della lista civica, ha approvato un Ordine del Giorno per mettere in evidenza la difficile situazione che attraversano le scuole superiori a causa della cosiddetta "riforma" Tremonti-Gelmini e dei tagli che le investiranno a partire dal prossimo anno scolastico. Ordine del giorno presentato dai Gruppi Consiliari
“PD” – “IDV” – “PRC-PDCI”
INERENTE L'ATTUAZIONE DEL RIORDINO DEI CICLI DELLA SCUOLA
SECONDARIA SUPERIORE
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CASTEL MAGGIORE
“PD” – “IDV” – “PRC-PDCI”
INERENTE L'ATTUAZIONE DEL RIORDINO DEI CICLI DELLA SCUOLA
SECONDARIA SUPERIORE
IL CONSIGLIO COMUNALE DI CASTEL MAGGIORE
Premesso che
L’uscita dalla grave crisi economica ed occupazionale, in cui versa il nostro Paese, richiede unaseria politica di investimenti nella conoscenza e nella qualificazione del sistema pubblico di
istruzione,
conferma la valutazione negativa dei regolamenti attuativi sul riordino dei cicli delle scuole
secondarie superiori approvati dal Consiglio dei Ministri il 4 febbraio 2010
considerato che
la Circolare Ministeriale n. 17 del 18/02/2010 dà avvio alle iscrizioni alle classi prime delle scuolesecondarie superiori, imponendo agli istituti scolastici di attuare il riordino dei cicli senza che sia
concluso l'iter attuativo dell'art. 64 Disposizioni in materia di organizzazione scolastica della
Legge 133/2008,
il MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca ) assegna i nuovi indirizzi e le confluenze dei
vecchi indirizzi in modo automatico, senza che le scuole abbiano potuto presentare all'USR (ufficio
scolastico regionale) e alla Regione le loro motivate proposte, così come previsto dall'art. 13
comma 5 dello schema di regolamento di revisione dei licei approvato dal CdM il 4/2/2010,
deplorando
la drastica riduzione di ore di scuola, la soppressione o la fusione di diverse discipline e lacancellazione di migliaia di posti di lavoro di personale docente e ATA,
la situazione di grande incertezza nella quale le scuole sono costrette ad operare e le famiglie a
scegliere l'indirizzo di studi dei loro figli,
esprimendo
vicinanza e solidarietà nei confronti delle centinaia di migliaia di persone che in Italia continuano a manifestare democraticamente la loro opposizione alle politiche che questo Governo sta portando avanti in relazione all’intero sistema formativo e di ricerca italiano,ritenendo
che la definizione del piano dell'offerta formativa che viene in questo modo imposta invadacompetenze che attengono alle Province e alle Regioni e metta in discussione il necessario legame
tra le scuole e gli ambiti territoriali in cui operano,
invita
la Provincia di Bologna e la Regione Emilia Romagna a presentare ricorso contro l'ingerenza delMinistero nelle loro specifiche competenze in materia di programmazione territoriale dell'offerta
formativa.

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