Pubblichiamo di seguito l'articolo del Capogruppo della Federazione della Sinistra Gianluca Ruotolo uscito sul periodico comunale "In Comune".
Technofrigo, FIAT e dintorni: per fortuna che c'è la FIOM!
“Più di venti dei 160 dipendenti della Technofrigo di Castel Maggiore saranno messi in mobilità. Una pessima notizia per i lavoratori, che si sono sentiti presi in giro quando hanno ricevuto dalla stessa azienda la strenna natalizia. "Ma come, ieri licenziano e oggi regalano panettoni?". E la risposta é stata: "No grazie, i panettoni l'azienda se li può tenere".
Così una trentina di dolci sono stati deposti sotto l'albero di Natale nell'ingresso dell'azienda, con l'invito di donarli "a chi ne ha più bisogno". "E' stata una idea dei dipendenti- dice il funzionario aziendale, della Fiom-Cgil - e direi che al 99% hanno aderito tutti". Ieri, invece, dopo l'annuncio della mobilità, motivato da un calo di fatturato, i lavoratori della Technofrigo si sono riuniti in assemblea e hanno scioperato per un'ora. Torneranno ad incrociare le braccia martedì prossimo, per quattro ore, in occasione dell'incontro di trattativa”
Così una trentina di dolci sono stati deposti sotto l'albero di Natale nell'ingresso dell'azienda, con l'invito di donarli "a chi ne ha più bisogno". "E' stata una idea dei dipendenti- dice il funzionario aziendale, della Fiom-Cgil - e direi che al 99% hanno aderito tutti". Ieri, invece, dopo l'annuncio della mobilità, motivato da un calo di fatturato, i lavoratori della Technofrigo si sono riuniti in assemblea e hanno scioperato per un'ora. Torneranno ad incrociare le braccia martedì prossimo, per quattro ore, in occasione dell'incontro di trattativa”
Questo è quanto scriveva la redazione bolognese di Repubblica lo scorso 16 dicembre dopo la decisione dell'azienda di aprire 22 procedure di mobilità senza aver mai nemmeno dovuto ricorrere nel recente passato alla cassa integrazione. La notizia era giunta come un fulmine a ciel sereno su uno stabilimento che, per numero di dipendenti e in ragione del suo insediamento storico nella frazione di Castello dove sorgevano le Officine Barbieri, rappresenta un pezzo molto significativo del tessuto produttivo del nostro territorio.
Ora fortunatamente sappiamo che, a seguito della risposta compatta delle lavoratrici e dei lavoratori oltreché di una trattativa condotta in modo impeccabile dai delegati e dai funzionari della FIOM-CGIL, la decisione iniziale della proprietà si è decisamente modificata, giungendo ad un accordo certamente meno drammatico: le procedure di mobilità sono state ridotte a 10 -tutte su base volontaria- e di queste solamente 6/7 dovrebbero colpire lo stabilimento di Castel Maggiore; le altre saranno distribuite sugli altri siti produttivi italiani del gruppo GEA, la multinazionale tedesca proprietaria di Technofrigo. Altri 35 lavoratori saranno invece coinvolti da una procedura di cassa integrazione straordinaria per il periodo di un anno.
Come Federazione della Sinistra di Castel Maggiore, oltre ad esprimere la totale vicinanza ai lavoratori e al sindacato, abbiamo prima partecipato con una nostra delegazione al picchetto tenutosi davanti ai cancelli dell'azienda lo scorso 22 dicembre e poi abbiamo direttamente organizzato il 25 gennaio un presidio presso la Galleria del Centro sotto la parola d'ordine “Sì ai diritti, no ai ricatti” aperto a tutti i partiti del centrosinistra, alle associazioni e più in generale a tutti i cittadini e le cittadine del territorio per sostenere lo sciopero FIOM del 27 gennaio ed esprimere la nostra contrarietà al cosiddetto “modello Marchionne”.
Le scelte della FIAT a nostro avviso rappresentano infatti un gravissimo attacco ai principi e ai valori della Costituzione Italiana e alla democrazia perché calpestano la libertà dei lavoratori e delle lavoratrici di decidere a quale sindacato aderire per difendere collettivamente i propri diritti e di eleggere i propri rappresentanti in azienda. Si annullano il Contratto Nazionale di Lavoro e peggiorano le condizioni in fabbrica, si aumentano lo sfruttamento e l’orario di lavoro, si lede ogni diritto di sciopero e si riduce la retribuzione a chi si ammala cancellando così in colpo solo anni di lotte e di conquiste. Il ricatto di Marchionne è del tutto coerente con la distruzione della legislazione del lavoro in atto che vuol rendere tutti soli e precari; è la stessa logica regressiva messa in pratica dal Governo con l’attacco al diritto allo studio e alla ricerca attuato attraverso l’approvazione del Ddl Gelmini e il taglio ai fondi per l’informazione e la cultura. Si mettono così sotto scacco principi democratici di convivenza civile fondamentali. Come ha dimostrato l’introduzione delle deroghe nel Contratto Nazionale dei metalmeccanici firmato da Federmeccanica e da alcune organizzazioni sindacali complici, quando si ledono diritti fondamentali la ferita non si circoscrive ma travolge progressivamente tutto il mondo del lavoro e la società intera.
La grande manifestazione della FIOM-CGIL di giovedì 27 gennaio ha dimostrato come ci sia un'Italia che resiste e che si oppone con forza a questa regressione ottocentesca dei diritti: è a questa parte migliore del Paese, ben rappresentata dal coraggio e dalla dignità delle operaie e degli operai di Mirafiori, che come Federazione della Sinistra vogliamo e dobbiamo provare a dare voce, a Castel Maggiore come dovunque.
Gianluca Ruotolo
Capogruppo Federazione della Sinistra Castel Maggiore

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