giovedì 14 marzo 2013

Verso il bilancio 2013: incertezze e difficoltà all’orizzonte. Poche novità sull’IMU, ma con la TARES ancora aumenti senza margini di manovra per i Comuni

Di seguito l'articolo dell'Assessore Federico Palma pubblicato sul numero di marzo del giornale comunale "In Comune".

La situazione determinatasi con le elezioni del 24 e 25 febbraio avrà certamente ripercussioni anche sul comparto degli Enti locali e sui Comuni in una fase delicatissima come quella dell’elaborazione dei bilanci preventivi. L’assenza di un Governo stabile impedirà o renderà difficilissimo mettere un argine al declino rimettendo al centro dell’azione politica l’economia reale, il lavoro e grandi riforme come quella della pubblica amministrazione e quella federalista, declinata non con parole vuote ma con fatti che diano davvero rappresentanza alle autonomie locali e regionali. Anche le tanto attese revisioni del Patto di Stabilità, dell’applicazione dell’IMU in senso maggiormente equo e progressivo o del calcolo dell’ISEE probabilmente rimarranno in qualche cassetto, sommando difficoltà a difficoltà per Comuni e cittadini.

Ad oggi purtroppo dobbiamo continuare a fare i conti con il persistere dell’imposizione di politiche di austerità e di rigore a senso unico: Spending review con i tagli ai trasferimenti, inasprimento della Legge di stabilità che, per il 2013, aumenterà il sacrificio finanziario richiesto ai Comuni attraverso una diminuzione ulteriore delle risorse di oltre 2 miliardi e 250 milioni di euro, che equivale, per l’anno in corso, al 40% delle assegnazioni statali dell’anno 2012 e al 9% della spesa per consumi intermedi. A questo si aggiunga il dato che la somma del sacrificio richiesto ai comuni per il 2013 sarà pari a quasi 4 miliardi di euro in termini di taglio di risorse, a cui va associato il fatto che, con l’introduzione dell’IMU e al netto dello sforzo fiscale, è prevista un’ulteriore riduzione di un miliardo di euro di entrate.

In questo contesto è facile capire che i bilanci dei Comuni non potranno assorbire un ulteriore taglio di tale entità senza mettere a rischio i servizi da sempre erogati ai cittadini e la tenuta amministrativa degli stessi Enti Locali. Com’è possibile in questa situazione per gli amministratori pubblici investire sulle proprie comunità per far attuare i programmi di legislatura, far ripartire la crescita e il lavoro, confermare i servizi, promuovere l’innovazione, ottimizzare la macchina pubblica? E com’è possibile che i fondi nazionali per gli interventi sociali negli ultimi cinque anni abbiano perso il 75% delle risorse complessivamente stanziate dallo Stato?

È ormai chiaro che giochiamo una partita truccata: mentre si impongono tante ristrettezze a Comuni e cittadini, il Governo ha preso tempo fino al 30 aprile per determinare la sorte delle maggiori entrate derivate dal raffronto tra l’ICI e l’IMU. In pratica significa che tutta l’IMU che Castel Maggiore ha incassato in più rispetto all’ICI lo scorso anno non potrà rimanere al Comune, che potrebbe usarla per abbassare qualche aliquota o finanziare qualche servizio, ma con ogni probabilità dovrà essere restituita allo Stato! E così ancora una volta i Comuni hanno dovuto mettere la faccia su un’imposizione che di municipale ha solo il nome, prendendosi la responsabilità di aumentare la tassazione locale in un momento difficilissimo e risultando alla fine poco più che esattori dello Stato.

Al di là delle strombazzate semplicistiche di giornali e tv, è vero che nel 2013 i Comuni tratterranno l’intero incassato IMU, ma con la sostanziosa eccezione dei fabbricati produttivi (le cosiddette categorie catastali D, cioè capannoni e immobili produttivi, non poca cosa nel nostro territorio); di conseguenza i cittadini non dovranno più indicare la quota parte statale nei loro versamenti, ma per mantenere il bilancio in equilibrio il massimo che l’Amministrazione comunale potrà permettersi sarà di confermare la manovra IMU 2012 e le relative aliquote.

Altri aumenti arriveranno invece con l’entrata in vigore del nuovo tributo sulla gestione dei rifiuti (TARES) che andrà a sostituire la TIA. Se possiamo sperare che la natura tributaria della nuova imposizione risolva una volta per tutte l’annoso problema dell’assoggettamento ad IVA dell’attuale tariffa, per il Comune sarà impossibile evitare che cittadini e imprese subiscano un appesantimento della bolletta: il nuovo tributo prevede infatti una maggiorazione a prescindere di 0,30 euro per metro quadrato, in teoria destinata a coprire i costi dei “servizi indivisibili” dei comuni ma in realtà interamente trasferita allo Stato… In questo modo, anche se l’Amministrazione comunale e Geovest hanno intenzione di non aumentare le attuali tariffe, si determinerà comunque un aumento tra il 10 e il 20% rispetto a quanto pagavamo in regime di TIA. E ancora una volta ai cittadini toccherà pagare di più senza ricevere in cambio nuovi servizi!

Ecco allora perché nella difficile elaborazione del bilancio 2013, che per il terzo anno consecutivo ci costringe all’esercizio provvisorio e all’approvazione del preventivo alla fine del mese di marzo, dovremo continuare a tenere la barra dritta sui servizi e sul welfare locale, confermando al centro della nostra azione amministrativa le persone e le loro condizioni materiali. Con margini di manovra ristrettissimi perché la nostra autonomia è limitatissima, ma con l’obiettivo chiaro di non far piovere ulteriormente sul bagnato.
Federico Palma

Assessore ai Servizi finanziari, contabili e del patrimonio

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